lunedì 22 giugno 2026

Ma quali grandi eventi?

 

Ma quali grandi eventi?

A Lucca di grandi eventi non ce ne sono mai stati.

I grandi eventi portano soldi; quelli di Lucca, invece, portano solo debiti.

A Viareggio, con sei corsi di Carnevale, sono stati venduti biglietti per circa 5 milioni di euro.

Il Palio di Siena genera introiti per 3-4 milioni tra biglietti, diritti televisivi, sponsorizzazioni e merchandising. La piazza viene occupata solo per pochi giorni con un po’ di sabbia e, terminata la manifestazione, basta una spazzata per far tornare tutto come prima. Ben diversa è la situazione del Balilla, trasformato in un campo incolto per mesi dopo le manifestazioni.

 A Roma l’affitto del Circo Massimo varia da 100.000 a 200.000 euro per spettacolo.

All’ Arena  di  Verona si pagano 33.000 euro per una giornata infrasettimanale e 40.000 euro nel fine settimana, oltre a 16.000 euro forfettari per la richiesta.

 Si potrebbe continuare a lungo con l’elenco dei luoghi storici italiani concessi per spettacoli dietro pagamento di cifre importanti a favore delle amministrazioni pubbliche. Ma torniamo a Lucca, dove invece è tutto gratis.

Per il Summer Festival, per oltre un mese, vengono occupate alcune delle zone più importanti della città  con esenzione del pagamento del suolo pubblico, mentre i circa 500.000 euro di costi accessori della manifestazione ricadono sull’amministrazione comunale.

E che dire della famosa ricaduta sull’indotto certificata dall’Università di Pisa? Quella relazione l’abbiamo richiesta ma non ci è mai stata consegnata, tanto da farci dubitare perfino della sua reale esistenza.

 Per Lucca Comics & Games, nonostante i 13 milioni di euro di biglietti venduti, la città non percepisce nulla. Al contrario, deve sostenere i costi dei servizi: straordinari della polizia municipale, gestione dei rifiuti, utenze e altri interventi, tutti pagati con i soldi dei cittadini. Il tutto a fronte di una pesante occupazione del centro storico che si protrae per mesi.

Gli eventi sono davvero tali quando portano risorse al territorio. Quelli di Lucca, invece, non generano entrate per il Comune e finiscono per utilizzare risorse pubbliche che potrebbero essere destinate alla manutenzione della città, al decoro urbano, alle scuole e al sociale, finendo invece per favorire i bilanci di alcune società private.

Quando il sindaco afferma che lo scenario del Balilla è importante dal punto di vista monumentale, non possiamo che essere d’accordo. Proprio per questo sorge spontanea una domanda: perché non tutelarlo come si dovrebbe, oppure se proprio ritenuto necessario perché non chiedere un milione di euro all’anno al Summer Festival e un milione ai Comics? Sarebbero due milioni di euro annui per la città: risorse utili per migliorare la pulizia e il decoro urbano, combattere l’inquinamento atmosferico – che vede Lucca ai primi posti in Toscana – sostenere gli asili e ridurre l’indebitamento del Comune, previsto passare dai 55 milioni del 2023 agli 80 milioni nel 2027.

In aggiunta a tutto questo  adesso  si tratta di spendere 5 milioni di euro in Pulia, venti milioni per l’Arena sul fiume e lasciare nel degrado il Balilla. Una scelta difficile da comprendere oltretutto perché quei soldi li dovranno pagare i cittadini.

Siamo davvero sicuri che pochi amministratori, molti dei quali fino a pochi anni fa svolgevano tutt’altro lavoro rispetto all’amministrazione pubblica, possano prendere decisioni di questa portata senza un reale confronto con la cittadinanza?

Stiamo parlando di investimenti che cambieranno profondamente la natura di Lucca e la situazione debitoria del Comune e che dovranno essere pagati dalle generazioni presenti e future.

Non sarebbe più corretto inserire queste opere nel prossimo programma elettorale, lasciando che siano i cittadini a decidere così come democrazia richiede? Oppure indire un referendum, come previsto dallo Statuto comunale?

http://vivereilcentrostorico.blogspot.com

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