Ma quali grandi eventi?
A Lucca di grandi eventi non ce
ne sono mai stati.
I grandi eventi portano soldi;
quelli di Lucca, invece, portano solo debiti.
A Viareggio, con sei corsi di Carnevale,
sono stati venduti biglietti per circa 5 milioni di euro.
Il Palio di Siena genera introiti
per 3-4 milioni tra biglietti, diritti televisivi, sponsorizzazioni e
merchandising. La piazza viene occupata solo per pochi giorni con un po’ di
sabbia e, terminata la manifestazione, basta una spazzata per far tornare tutto
come prima. Ben diversa è la situazione del Balilla, trasformato in un campo
incolto per mesi dopo le manifestazioni.
All’ Arena di Verona si pagano 33.000 euro per una giornata
infrasettimanale e 40.000 euro nel fine settimana, oltre a 16.000 euro
forfettari per la richiesta.
Per il Summer Festival, per oltre un mese,
vengono occupate alcune delle zone più importanti della città con esenzione del pagamento del suolo
pubblico, mentre i circa 500.000 euro di costi accessori della manifestazione
ricadono sull’amministrazione comunale.
E che
dire della famosa ricaduta sull’indotto certificata dall’Università di Pisa?
Quella relazione l’abbiamo richiesta ma non ci è mai stata consegnata, tanto da
farci dubitare perfino della sua reale esistenza.
Gli eventi sono davvero tali
quando portano risorse al territorio. Quelli di Lucca, invece, non generano
entrate per il Comune e finiscono per utilizzare risorse pubbliche che
potrebbero essere destinate alla manutenzione della città, al decoro urbano,
alle scuole e al sociale, finendo invece per favorire i bilanci di alcune
società private.
Quando il sindaco afferma che lo
scenario del Balilla è importante dal punto di vista monumentale, non possiamo
che essere d’accordo. Proprio per questo sorge spontanea una domanda: perché
non tutelarlo come si dovrebbe, oppure se proprio ritenuto necessario perché
non chiedere un milione di euro all’anno al Summer Festival e un milione ai
Comics? Sarebbero due milioni di euro annui per la città: risorse utili per
migliorare la pulizia e il decoro urbano, combattere l’inquinamento atmosferico
– che vede Lucca ai primi posti in Toscana – sostenere gli asili e ridurre
l’indebitamento del Comune, previsto passare dai 55 milioni del 2023 agli 80
milioni nel 2027.
In aggiunta a tutto questo adesso
si tratta di spendere 5 milioni di euro in Pulia, venti milioni per l’Arena
sul fiume e lasciare nel degrado il Balilla. Una scelta difficile da
comprendere oltretutto perché quei soldi li dovranno pagare i cittadini.
Siamo davvero sicuri che pochi amministratori,
molti dei quali fino a pochi anni fa svolgevano tutt’altro lavoro rispetto
all’amministrazione pubblica, possano prendere decisioni di questa portata
senza un reale confronto con la cittadinanza?
Stiamo parlando di investimenti
che cambieranno profondamente la natura di Lucca e la situazione
debitoria del Comune e che dovranno essere pagati dalle generazioni presenti e
future.
Non sarebbe più corretto inserire
queste opere nel prossimo programma elettorale, lasciando che siano i cittadini
a decidere così come democrazia richiede? Oppure indire un referendum, come
previsto dallo Statuto comunale?
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