lunedì 22 giugno 2026

Ma quali grandi eventi?

 

Ma quali grandi eventi?

A Lucca di grandi eventi non ce ne sono mai stati.

I grandi eventi portano soldi; quelli di Lucca, invece, portano solo debiti.

A Viareggio, con sei corsi di Carnevale, sono stati venduti biglietti per circa 5 milioni di euro.

Il Palio di Siena genera introiti per 3-4 milioni tra biglietti, diritti televisivi, sponsorizzazioni e merchandising. La piazza viene occupata solo per pochi giorni con un po’ di sabbia e, terminata la manifestazione, basta una spazzata per far tornare tutto come prima. Ben diversa è la situazione del Balilla, trasformato in un campo incolto per mesi dopo le manifestazioni.

 A Roma l’affitto del Circo Massimo varia da 100.000 a 200.000 euro per spettacolo.

All’ Arena  di  Verona si pagano 33.000 euro per una giornata infrasettimanale e 40.000 euro nel fine settimana, oltre a 16.000 euro forfettari per la richiesta.

 Si potrebbe continuare a lungo con l’elenco dei luoghi storici italiani concessi per spettacoli dietro pagamento di cifre importanti a favore delle amministrazioni pubbliche. Ma torniamo a Lucca, dove invece è tutto gratis.

Per il Summer Festival, per oltre un mese, vengono occupate alcune delle zone più importanti della città  con esenzione del pagamento del suolo pubblico, mentre i circa 500.000 euro di costi accessori della manifestazione ricadono sull’amministrazione comunale.

E che dire della famosa ricaduta sull’indotto certificata dall’Università di Pisa? Quella relazione l’abbiamo richiesta ma non ci è mai stata consegnata, tanto da farci dubitare perfino della sua reale esistenza.

 Per Lucca Comics & Games, nonostante i 13 milioni di euro di biglietti venduti, la città non percepisce nulla. Al contrario, deve sostenere i costi dei servizi: straordinari della polizia municipale, gestione dei rifiuti, utenze e altri interventi, tutti pagati con i soldi dei cittadini. Il tutto a fronte di una pesante occupazione del centro storico che si protrae per mesi.

Gli eventi sono davvero tali quando portano risorse al territorio. Quelli di Lucca, invece, non generano entrate per il Comune e finiscono per utilizzare risorse pubbliche che potrebbero essere destinate alla manutenzione della città, al decoro urbano, alle scuole e al sociale, finendo invece per favorire i bilanci di alcune società private.

Quando il sindaco afferma che lo scenario del Balilla è importante dal punto di vista monumentale, non possiamo che essere d’accordo. Proprio per questo sorge spontanea una domanda: perché non tutelarlo come si dovrebbe, oppure se proprio ritenuto necessario perché non chiedere un milione di euro all’anno al Summer Festival e un milione ai Comics? Sarebbero due milioni di euro annui per la città: risorse utili per migliorare la pulizia e il decoro urbano, combattere l’inquinamento atmosferico – che vede Lucca ai primi posti in Toscana – sostenere gli asili e ridurre l’indebitamento del Comune, previsto passare dai 55 milioni del 2023 agli 80 milioni nel 2027.

In aggiunta a tutto questo  adesso  si tratta di spendere 5 milioni di euro in Pulia, venti milioni per l’Arena sul fiume e lasciare nel degrado il Balilla. Una scelta difficile da comprendere oltretutto perché quei soldi li dovranno pagare i cittadini.

Siamo davvero sicuri che pochi amministratori, molti dei quali fino a pochi anni fa svolgevano tutt’altro lavoro rispetto all’amministrazione pubblica, possano prendere decisioni di questa portata senza un reale confronto con la cittadinanza?

Stiamo parlando di investimenti che cambieranno profondamente la natura di Lucca e la situazione debitoria del Comune e che dovranno essere pagati dalle generazioni presenti e future.

Non sarebbe più corretto inserire queste opere nel prossimo programma elettorale, lasciando che siano i cittadini a decidere così come democrazia richiede? Oppure indire un referendum, come previsto dallo Statuto comunale?

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Mercato del Carmine: che cosa sta succedendo?

 

Mercato del Carmine: che cosa sta succedendo?

Sempre più residenti della zona del Mercato del Carmine segnalano la mancanza di una evidente attività lavorativa all’interno del cantiere. Da settimane, infatti, molti cittadini riferiscono di non vedere movimenti significativi né operai al lavoro, alimentando dubbi e preoccupazioni sul reale stato dell’intervento.

A suscitare anche una certa ironia è il cartello di cantiere che indica come data di fine lavori il 3 giugno 2025, una scadenza ormai superata da tempo senza che vi siano stati aggiornamenti visibili.

Non possiamo inoltre dimenticare l’episodio della chiusura del bar del mercato, avvenuta con tanto di cambio di serratura e giustificata, all’epoca, dalla necessità di procedere con lavori urgenti. Urgenza che, alla luce dell’attuale situazione del cantiere, appare oggi quantomeno discutibile.

Alla luce di tutto questo, riteniamo legittimo porre una domanda semplice: che cosa sta realmente accadendo al Mercato del Carmine?

I cittadini meritano chiarezza. Sarebbe opportuno che l’amministrazione o i soggetti responsabili del progetto informassero la comunità sullo stato dei lavori, sui tempi effettivi di realizzazione e sulle eventuali criticità che stanno rallentando l’intervento.

Sarebbe inoltre auspicabile aggiornare la cartellonistica del cantiere con una data realistica di fine lavori, ammesso che questa sia attualmente definita.

Il Mercato del Carmine rappresenta un luogo storico e identitario per la città: proprio per questo riteniamo che trasparenza e informazione verso i cittadini siano doverose.

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La sai l’ultima?

 

La sai l’ultima?

Ormai i provvedimenti dell’Amministrazione sul traffico nel centro storico sembrano una barzelletta.

Prima lo spegnimento del varco di Via Elisa, per motivi che a nostro parere non sono sostenibili.
Poi due varchi telematici, parte di una rete costata 300.000 euro e tre anni di lavoro, che scompaiono e poi riappaiono – almeno in teoria – senza alcuna spiegazione.

Infine l’ultima novità: ora si può andare in bicicletta in Via Fillungo.

Dagli inizi del secolo scorso il transito delle biciclette in Fillungo era vietato. Oggi, con la nuova segnaletica, il divieto riguarda esclusivamente i velocipedi a quattro o più ruote. Tradotto: le biciclette, che di ruote ne hanno due, possono circolare liberamente.

Non che prima non venisse fatto. Con questa Amministrazione è difficile vedere un Vigile Urbano in giro e ciò equivale ad un “liberi tutti”, ma almeno un’altra Giunta avrebbe potuto rafforzare l’organico e garantire quella vigilanza di cui il centro storico ha evidente bisogno. Adesso che il divieto per le bici in Fillungo non c’è più il problema non si pone: ognuno farà “legalmente” come gli pare.

Abbiamo inoltre constatato che alcuni cartelli che vietavano il transito ciclabile, come in Via Buia, sono stati rimossi senza che siano stati installati i nuovi (esaurite le scorte?). Di conseguenza, oltre le bici, anche i risciò possono percorrerla entrando in Via Fillungo. Perfino in Via Roma, provenendo da Piazza San Michele, è possibile entrare liberamente con bici e risciò per la mancanza di segnaletica.

Non comprendiamo questo atteggiamento della Giunta nei confronti del centro storico. Consentire alle biciclette – e in alcuni casi ai risciò – di transitare in Via Roma e Via Fillungo espone i pedoni al rischio costante di microurti e continue scampanellate per chiedere strada.

Ci chiediamo: cosa ne pensa l’Ascom? È d’accordo sul fatto che un cliente, uscendo da un negozio, di un loro associato possa rischiare di essere investito da una bicicletta?

Si tratta di  un provvedimento incomprensibile. Siamo sinceramente preoccupati.

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Varchi telematici: la realtà smentisce la propaganda

 

Varchi telematici: la realtà smentisce la propaganda

Per tre anni l’Amministrazione ha raccontato alla città un progetto presentato come modello di efficienza: 14 nuovi varchi telematici, 300.000 euro di investimento, autorizzazioni ministeriali, conferenze con la Giunta al completo, interviste e servizi sui media locali. Una narrazione trionfale.

Peccato che i varchi installati siano 12, non 14.

Non è una svista. È scritto nero su bianco nell’Ordinanza n. 3229 del 17/12/2025: il Responsabile di Progetto comunica la “necessità di rimandare a una successiva fase l’installazione di due varchi (Via San Paolino e Via delle Stallette), per i quali è in corso la progettazione in una posizione differente”.

Dopo tre anni di lavoro, dopo aver dichiarato il progetto pronto e definito in ogni dettaglio, si scopre che due varchi semplicemente non ci sono. Rinviati. Ripensati. Spostati. Ma soprattutto: non realizzati.

Com’è possibile che un progetto presentato come concluso e finanziato venga modificato in corsa su elementi così rilevanti?
Quando ci si è accorti che quei due varchi non erano pronti?
Perché non è stato comunicato chiaramente ai cittadini?

Parliamo di soldi pubblici: 300.000 euro per 14 varchi significa circa 21.500 euro a postazione. Se i varchi sono 12, la differenza è di circa 43.000 euro. È una cifra che merita risposte precise, non silenzi. Sono fondi risparmiati? Sono stati spesi comunque? Sono stati destinati altrove?

E mentre si celebrano nuovi impianti, va ricordato che i due varchi di Piazza S. Maria risultano molto spesso spenti. Anche qui: quali sono le ragioni? Problemi tecnici? Scelte organizzative? Mancanza di controllo? Perché se un sistema viene presentato come strumento fondamentale per la regolazione del traffico e la sicurezza, deve funzionare con continuità, non a intermittenza.

Nel frattempo il Comune perde un finanziamento regionale di 40.000 euro per le videocamere di sicurezza. Qui mancano 43.000 euro “virtuali” per due varchi non realizzati. Coincidenze che rendono ancora più urgente un chiarimento pubblico.

La questione non è tecnica, è politica.
Chi controlla la programmazione?
Chi verifica che ciò che viene annunciato corrisponda a ciò che viene realizzato?
Chi si assume la responsabilità di questo scarto tra propaganda e realtà?

Forse il problema non sono solo i varchi mancanti.
Forse il problema è un metodo: prima si annuncia, poi si corregge, ma senza spiegare. E nel frattempo gli impianti esistenti restano spesso inattivi.

I cittadini meritano trasparenza, non slogan.
Meritano opere complete e funzionanti, non numeri gonfiati.
Meritano risposte, oggi — non “in una fase successiva”.

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Acqua tagliata e comunicazione pasticciata: i cittadini non sono sudditi

 

Acqua tagliata e comunicazione pasticciata: i cittadini non sono sudditi

Senza parole. Anzi no: con molta rabbia. Domenica mattina molti cittadini del centro storico si sono alzati e hanno scoperto di non poter nemmeno fare una doccia perché l’acqua non c’era. Non per un guasto improvviso, ma per lavori programmati e comunicati in modo a dir poco superficiale.

L’11 febbraio Geal invia un SMS: lavori previsti per il 14 febbraio. Il giorno dopo arriva un secondo SMS, identico al precedente, con una sola differenza: la data, spostata al 15 febbraio. Nessuna premessa, nessuna evidenziazione della modifica, nessuna frase del tipo “A rettifica della precedente comunicazione”. Nulla. Un messaggio copia-incolla che poteva tranquillamente essere scambiato per una semplice conferma.

È questo il livello di attenzione verso i cittadini? Bastavano dieci parole in più per evitare disagi. Dieci parole. Invece si continua con una comunicazione approssimativa, confusa, quasi infastidita dall’idea di dover spiegare.

Dalla stampa apprendiamo che lo spostamento sarebbe stato deciso su richiesta di Confcommercio, accolta dal Presidente di Geal, Riccardo Gavirani, e dall’Assessore Buchignani. Bene: i lavori, quando necessari, si fanno. Nessuno lo mette in discussione. Ma quando si cambia una data già comunicata a migliaia di persone, lo si deve fare con chiarezza e rispetto.

A Lucca non esistono solo le categorie economiche. Esistono anche i cittadini. La domenica mattina molti negozi sono chiusi, ma le persone sono a casa. E vorrebbero potersi lavare, cucinare, vivere normalmente. Non è una pretesa eccessiva nel 2026.

Non si può chiedere ai cittadini di inseguire comunicati “ballerini” via SMS o articoli sui giornali per capire quando avranno l’acqua in casa. In questi casi si affiggono avvisi nei portoni, si mettono cartelli ben visibili nelle strade interessate, si fa volantinaggio. Si fa, insomma, il minimo indispensabile per rispettare chi paga il servizio.

Qui non si contesta la necessità dei lavori. Si contesta la superficialità con cui vengono comunicati.
Il rispetto passa anche dai dettagli. E quando mancano quelli, manca qualcosa di molto più grave: la considerazione per i cittadini.

 

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Carnevale “inventato” e conti in rosso: di cosa ci vantiamo?

 

Carnevale “inventato” e conti in rosso: di cosa ci vantiamo?

Applausi, abbracci, congratulazioni e passerelle mediatiche. Il Sindaco e l’Assessore rivendicano con orgoglio il successo della manifestazione che avrebbe portato nel Centro Storico  di Lucca 20.000 visitatori. Un risultato definito straordinario.

Ma di quale evento stiamo parlando? Di una sfilata di Carnevale realizzata con i figuranti del Carnevale di Viareggio. Una manifestazione che a Viareggio affonda le radici in una tradizione storica, identitaria, riconosciuta a livello nazionale e internazionale. A Lucca, invece, il Carnevale è un’iniziativa recente, introdotta dall’attuale amministrazione e priva di legami con la memoria e la cultura cittadina. Una forzatura.

C’è poi un aspetto che merita attenzione. A Viareggio assistere a una sfilata costa oltre 20 euro. A Lucca l’evento è gratuito. Ma davvero è gratuito? In realtà no: è pagato dal Comune, quindi dai cittadini. L’anno scorso per “Lucca in maschera” sono stati spesi 117.747,31 euro, risorse pubbliche. Vedremo quest’ anno.

È legittimo allora vantarsi della grande affluenza a un evento senza biglietto? Se il prossimo anno, oltre all’ingresso gratuito, si offrisse anche una bevuta omaggio, i visitatori potrebbero raddoppiare. Sarebbe questo il parametro del successo? Dovremmo andarne ancora più fieri?

Il punto non è contestare momenti di festa o socialità, ma interrogarsi sulle priorità. Le previsioni sul debito comunale parlano chiaro: dai 50 milioni del 2023 si stima di arrivare a quasi 80 milioni nel 2027. Un peso che ricadrà sui lucchesi.

In questo contesto, è davvero opportuno esultare per manifestazioni che non appartengono alla tradizione cittadina, che comportano costi rilevanti e che l’ unica cosa che lasciano alla città sono cartacce e  mozziconi? È una domanda che merita una riflessione seria, al di là delle passerelle e degli applausi.

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Perso finanziamento per nuove telecamere

 

Da autorevoli fonti di stampa abbiamo appreso che, tempo fa, la Giunta comunale di Lucca ha perso — per evidente negligenza — la possibilità di ottenere un contributo regionale di 40.000 euro destinato all’installazione di sistemi di videosorveglianza.

Quarantamila euro buttati.

E ce ne ricordiamo ogni volta che leggiamo di risse, accoltellamenti, vandalismi, auto danneggiate, specchietti rotti. In pratica ogni giorno.

È francamente imbarazzante pensare che sia bastato non compilare un modulo e non apporre una firma per far svanire un finanziamento che avrebbe migliorato la sicurezza della città. Un’operazione che avrebbe richiesto un tempo ridicolo rispetto alle energie profuse in feste, festine e altre “baloccate” di cui questa Amministrazione sembra andare particolarmente fiera.

Il cittadino che subisce un danno perde ore per presentare una denuncia che spesso finisce nel nulla. Avrebbe almeno il diritto di sperare che la Polizia potesse verificare le immagini delle videocamere per individuare i responsabili. Ma le videocamere non ci sono. E non ci sono perché qualcuno non ha fatto il proprio dovere.

Poiché veniamo spesso accusati di “criticare e basta”, facciamo uno sforzo ulteriore e proponiamo una soluzione semplice e concreta: destinare l’importo speso per una sola delle tante manifestazioni comunali al potenziamento della rete di videosorveglianza.

Una festina in meno, ma tanta sicurezza in più.

A questo punto una domanda è inevitabile: la responsabilità  civile vale solo per i cittadini comuni?
Perché un cittadino che ritarda di due giorni il pagamento di una bolletta viene immediatamente sanzionato, mentre un’Amministrazione può permettersi di perdere 40.000 euro pubblici senza che nessuno ne risponda?

Qui non si tratta di una svista, ma di un modo di amministrare: superficiale con i soldi dei cittadini, indulgente con se stesso, severissimo solo con chi paga.

Meno feste, meno propaganda, meno autocelebrazione.
Più sicurezza, più responsabilità, più rispetto per i cittadini.

 

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TARI RIFIUTI: LE BOLLETTE SMENTISCONO IL SINDACO. ATTESE LE DOVUTE RETTIFICHE

 

TARI RIFIUTI: LE BOLLETTE SMENTISCONO IL SINDACO. ATTESE LE DOVUTE RETTIFICHE

Dopo le dichiarazioni del Sindaco che hanno definito “false” le segnalazioni sugli aumenti della tassa rifiuti, il Comitato cittadini torna a intervenire con dati e documenti alla mano trasmessi a Sindaco e Consiglieri

Le bollette già emesse e già pagate che abbiamo raccolto e prodotto raccontano una realtà inconfutabile: gli aumenti reali vanno dal 4,31% al 10,52%, a parità di metratura e composizione del nucleo familiare. Non il +2,44% indicato pubblicamente dal Sindaco come aumento “reale”.

In un caso documentato, una famiglia di due persone è passata da 390,04 euro nel 2024 a 431,08 euro nel 2025, con un aumento secco di 41,04 euro (+10,52%). Altri utenti registrano rincari tra il 4,31 % e il 5,75%, in alcuni casi nonostante la riduzione dei componenti del nucleo familiare. Tutti dati verificabili, con numeri di fattura precisi.

A incidere non è stato solo il rialzo tariffario, ma anche la soppressione delle agevolazioni legate ai conferimenti ai centri di raccolta, che garantivano piccoli ma concreti sconti, soprattutto a pensionati e famiglie con redditi bassi. Agevolazioni eliminate che invece andavano incentivate

A questo si aggiunge l’introduzione della tassa di 6 euro per nucleo familiare, inserita in bolletta senza spiegare la sua presenza nè tantomeno che si trattava di un tributo imposto dal Governo. Come potevano i cittadini capire che stavano pagando qualcosa di più? Tassa di scopo comunque iniqua perché uguale per il pensionato con la minima come per il milionario.

 Il Comitato ricorda di aver ammesso pubblicamente una propria svista formale e di aver presentato scuse ufficiali. Alla luce dei dati oggi forniti, restiamo in attesa dei dovuti  chiarimenti da parte  del Sindaco per aver accusato il comitato di diffondere falsità, quando le bollette prodotte dimostrano il contrario.

Restano infine irrisolti i costi dei rifiuti prodotti dai grandi eventi, che continuano a ricadere sulla collettività mentre chi realizza incassi milionari risulta esonerato. Ingiusto utilizzare i proventi della tassa di soggiorno che invece dovrebbero essere impiegati per restaurare la città, Mura in primis.

I cittadini non sono sudditi. Quando una tassa aumenta, va detto chiaramente: quanto, come e perchè.

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“Nottata brava” in Piazza San Gregorio: specchietti distrutti e sicurezza assente

 

“Nottata brava” in Piazza San Gregorio: specchietti distrutti e sicurezza assente

Un’altra notte di vandalismi nel Centro Storico. In Piazza San Gregorio ignoti hanno preso di mira le auto in sosta rompendo gli specchietti retrovisori, trasformando una strada del centro cittadino in un bersaglio gratuito per atti incivili e ingiustificabili.

Un “divertimento” incomprensibile, che però trova un terreno fertile nella totale assenza di controlli e sicurezza reale nel cuore della città. Il risultato è sempre lo stesso: cittadini danneggiati, danni economici, senso di impotenza e, soprattutto, la percezione che a Lucca chi compie atti vandalici lo possa fare senza alcuna conseguenza.

Se non andiamo errati, solo pochi mesi fa il Comune di Lucca ha lasciato scadere i termini per ottenere un contributo regionale di circa 40.000 euro destinato all’installazione di telecamere per la sicurezza urbana. Una rinuncia incomprensibile, grave e oggi ancora più difficile da giustificare.

Se quel finanziamento fosse stato utilizzato, se le telecamere fossero state acquistate e installate – magari proprio in Piazza San Gregorio – oggi conosceremmo il volto di questi vandali e non ci limiteremmo a raccogliere danni e indignazione.

Invece, mentre l’Amministrazione parla, i cittadini pagano: pagano le tasse, pagano i danni e pagano il prezzo di un centro storico sempre più insicuro.
Nel frattempo, i responsabili ringraziano: l’impunità continua a essere garantita.

Chiediamo quindi:

• che il Comune chiarisca pubblicamente perché il contributo regionale non sia stato utilizzato;
• che venga immediatamente predisposto un piano serio di sicurezza e videosorveglianza;
• che i cittadini smettano di essere lasciati soli davanti a episodi che ormai non possono più essere definiti “isolati”.

Lucca merita sicurezza. I cittadini meritano rispetto.
Chi danneggia la città deve essere individuato, fermato e punito. Non domani: adesso.

 

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Bolletta rifiuti +10,25% in un anno: famiglie più tartassate mentre il Comune copre 1,4 milioni di costi per gli eventi

 Bolletta rifiuti +10,25% in un anno: famiglie più tartassate mentre il Comune copre 1,4 milioni di costi per gli eventi

In un solo anno la bolletta rifiuti cresce del 10,25%: una famiglia tipo di due persone passa da 390 euro nel 2024 a oltre 430 nel 2025, a parità di servizio. A questo si aggiunge il nuovo contributo fisso di 6 euro per finanziare le agevolazioni del bonus sociale rifiuti, applicato indistintamente a tutti i cittadini, senza criteri di equità rispetto ai redditi. Un contributo che invece di essere prelevato dalla fiscalità generale  colpisce allo stesso modo chi vive con la pensione minima e chi ha redditi molto elevati come l’industriale milionario, oppure il Sindaco che percepisce circa 10.000 euro al mese o un Assessore che ne percepisce 6.000 (emolumenti raddoppiati dal 2022). Un’impostazione che solleva seri dubbi di equità».

“Vivere il Centro Storico” denuncia inoltre che nel 2025 il Comune ha riconosciuto a Sistema Ambiente 1.100.000 euro per la raccolta rifiuti durante eventi organizzati o patrocinati, più 297.000 euro per gli eventi del calendario Vivi Lucca: in totale 1.397.000 euro di risorse pubbliche.
Così i cittadini pagano due volte: con l’aumento della bolletta e con le tasse comunali, mentre i benefici economici degli eventi restano concentrati sui pochi operatori del settore alberghiero e ristorazione”.

Nel proprio esposto il Comitato chiede a Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale di chiarire:

– se l’aumento sia stato discusso e chi lo abbia votato;

– quali misure siano state adottate per ridurre i costi di Sistema Ambiente;

– perché non venga introdotto un contributo a carico degli organizzatori di eventi;

– e l’apertura di un confronto pubblico in Consiglio.

"Quando si mettono le mani nelle tasche dei cittadini servono trasparenza, equità e chiarezza"

 


“Il Mondo al Contrario”: non è il libro del generale Vannacci, ma quello dell’Amministrazione Comunale di Lucca

 “Il Mondo al Contrario”: non è il libro del generale Vannacci, ma quello dell’Amministrazione Comunale di Lucca

Desideriamo segnalare all’opinione pubblica che, mentre sui media si continua a parlare di “Il Mondo al Contrario” come di un libro di altro genere, quello vero — nella nostra città — sembra essere quello scritto giorno dopo giorno dall’Amministrazione Comunale di Lucca attraverso gli ultimi provvedimenti in materia di inquinamento atmosferico.

Lucca è, insieme a Capannori, uno dei territori più inquinati della Toscana. È per questo che, per obbligo di legge, il Comune è stato costretto a emanare provvedimenti di urgenza. Tuttavia, tali misure — che incidono pesantemente sulla vita quotidiana dei cittadini — non hanno ricevuto, a nostro avviso,  quella adeguata comunicazione che sarebbe stata doverosa.

Con l’Ordinanza 2775, il Sindaco ha disposto fino al 31 Marzo:

  • il divieto di combustione di biomasse all’esterno,
  • il divieto di utilizzo di generatori di calore di classe inferiore alla 3 e dei caminetti,
  • il limite massimo di 18 gradi per il riscaldamento di abitazioni, uffici e pubblici esercizi,
  • l’obbligo di chiusura delle porte dei negozi.

Il tutto accompagnato dalla minaccia di sanzioni — perfino di natura penale — per i trasgressori.

Con l’Ordinanza 3123, invece, è stato imposto dal 4 al 9 Dicembre il blocco della circolazione dalle 8:30 alle 18:30 per diverse categorie di veicoli, tra cui le auto e i mezzi diesel fino a Euro 4.

Misure drastiche e restrittive, che però non sembrano essere state rese note con la necessaria chiarezza e diffusione. Una discrepanza che colpisce, soprattutto se confrontata con il risalto dato alle iniziative ludiche e agli eventi “da Paese dei Balocchi” tanto cari alla Giunta.

Paradossalmente, lo stesso Sindaco — che per legge è il massimo responsabile della tutela della salute pubblica — ha aperto al parcheggio indiscriminato e gratuito nel Centro Storico. Il risultato è noto a chiunque frequenti la città: il parcheggio Mazzini è diventato inutilizzabile per i pochi abbonati e finanche per i proprietari di stalli, bloccati dalle lunghe code di auto in attesa di un posto gratuito.

Durante il weekend dell’Immacolata, la coda per il parcheggio Cittadella arrivava fino a Piazzale Verdi.
Quanti di questi conducenti erano al corrente dei divieti?

A nostro avviso, ben pochi.

 

E i controlli? Non ne abbiamo visti.

Nessuno che verificasse le classi euro dei veicoli in coda, spesso fermi a motore acceso, contribuendo ad appesantire un’aria già irrespirabile, con grave danno soprattutto per le fasce più vulnerabili. Due pattuglie erano presenti alla Messa dell’Immacolata, ma nessuna sui viali o ai varchi di accesso. Sfortunati noi che non li abbiamo visti? Non crediamo.

 

Forse alla base c’è un equivoco:


un Sindaco non è il direttore artistico di un calendario di eventi.

Un Sindaco è prima di tutto il garante della salute dei cittadini — tutti, non solo quelli che partecipano alle feste in centro.

Vorremmo semplicemente un’Amministrazione più attenta alla vita reale e alle difficoltà concrete dei cittadini, non solo all’immagine patinata delle iniziative natalizie.

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Aria irrespirabile a Lucca: l’ennesima ordinanza inutile. L’Amministrazione Pardini continua a peggiorare la situazione

 Aria irrespirabile a Lucca: l’ennesima ordinanza inutile. L’Amministrazione Pardini continua a peggiorare la situazione

Siamo all’ennesima puntata di una storia che sembra non finire mai: a Lucca l’aria è talmente irrespirabile che il Comune è costretto, ancora una volta, a emanare un’ordinanza di limitazione del traffico. Non si tratta di una scelta politica: quando i valori dell’inquinamento schizzano così in alto, la legge impone di intervenire.

Ma a cosa serve un’ordinanza se poi nessuno controlla? A nulla. E infatti, anche questa finirà nel grande archivio delle misure annunciate con enfasi e mai fatte rispettare. Un’altra foglia di fico per coprire l’inerzia amministrativa.

La verità è semplice: la situazione sarebbe meno drammatica se le promesse fatte fossero state mantenute. I TIR dovevano sparire dalla circonvallazione: promessa solenne del Sindaco  in campagna elettorale, mai realizzata. Il traffico nel centro storico doveva diminuire secondo il PAMS della precedente amministrazione: anche questo affossato.

Invece l’Amministrazione Pardini ha scelto scientemente di aumentare il traffico: varchi spenti, parcheggi gratuiti, incentivi a portare ancora più auto sui viali e nel cuore della città. Ogni provvedimento va nella direzione opposta rispetto alla tutela della salute pubblica.

Ricordiamo che i limiti raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono molto più severi di quelli italiani, e che quelli in vigore dal 2030 saranno più restrittivi degli attuali. Ma non basterà cambiare i numeri sulla carta se il Comune continuerà a ignorare la questione dei controlli: senza verifiche reali ogni norma è inutile.

È ora di dirlo senza giri di parole: governare una città non significa organizzare eventi, feste e passerelle mediatiche. Innanzi tutto significa tutelare la salute dei cittadini. E su questo fronte l’Amministrazione Pardini sta fallendo clamorosamente.

La città respira smog, mentre chi dovrebbe intervenire si limita a girare lo sguardo altrove.

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Mura cittadine: due anni senza interventi dopo la segnalazione. Ora il tratto del Baluardo San Salvatore è recintato, ma il degrado rimane sotto gli occhi di tutti

 

Mura cittadine: due anni senza interventi dopo la segnalazione. Ora il tratto del Baluardo San Salvatore è recintato, ma il degrado rimane sotto gli occhi di tutti

Il 20 aprile 2023 abbiamo inviato al Sindaco, all’Assessore ai Lavori Pubblici, al Prefetto, al Sottosegretario di Stato, alla Soprintendenza, alla Direzione Generale Belle Arti e al Segretariato Regionale del Ministero della Cultura una relazione dettagliata sul grave stato di deterioramento delle Mura cittadine.

Dieci allegati fotografici documentavano crepe, distacchi, mattoni e pietre mancanti in tutti i Baluardi: problemi evidenti e diffusi, inaccettabili in un monumento che, oltre ad essere il più importante della nostra città, aveva appena assorbito risorse ministeriali per ben due milioni di euro. Una cifra che stride con la facilità con cui, ogni anno, si trovano fondi ben più consistenti per feste ed eventi, mentre il nostro patrimonio storico continua a sgretolarsi.

Il caso più allarmante era (ed è) il paramento del Baluardo San Salvatore: una porzione ampia e visibilmente lesionata, con crepe che, anche a un occhio inesperto come il nostro, lasciavano intuire un possibile rischio di cedimento.

Per due anni, da parte delle istituzioni, il nulla assoluto. Nessuna risposta, nessun sopralluogo pubblico, nessuna comunicazione. Soltanto alcuni mesi fa, con un ritardo ingiustificabile, il tratto è stato finalmente recintato. Un provvedimento minimo, tardivo e puramente difensivo, che non risolve il problema e serve solo a evitare che i cittadini vengano colpiti dai distacchi. Il monumento, intanto, rimane in bella vista nel suo degrado.

Se ci sono voluti due anni per mettere quattro transenne, è legittimo temere che per un intervento vero ne serviranno cinque, forse dieci. Intanto persino un tavolo pubblico è rimasto intrappolato dentro la recinzione: un simbolo perfetto dell’approssimazione con cui si affronta la tutela del nostro patrimonio.

Riteniamo gravissimo che un bene identitario della città venga trattato con tanta negligenza. Chiediamo alle istituzioni, tutte, di assumersi finalmente le proprie responsabilità e di intervenire con urgenza, trasparenza e continuità.

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La Giunta Pardini e il caso Parcheggio Mazzini: identità politica cercasi

 

La Giunta Pardini e il caso Parcheggio Mazzini: identità politica cercasi

I provvedimenti sul Parcheggio Mazzini dicono più della Giunta Pardini di quanto forse la Giunta stessa vorrebbe. E ciò che dicono non è lusinghiero.

Di sicuro non è illuminista: l’uguaglianza dei cittadini sparisce quando i residenti e i lavoratori pagano, mentre i clienti dei bar parcheggiano gratis nel weekend.

E non è nemmeno neoliberista, perché quando torna utile applicare la logica del profitto la si invoca (come con gli abbonati cacciati fuori perché “poco redditizi”), mentre  quando non conviene, la si dimentica, regalando posti auto come fossero favori.

 

Il risultato? Un’amministrazione che procede a colpi di eccezioni, senza una linea, senza un criterio, senza una visione. Un giorno il parcheggio è per i turisti che pagano bene, quello dopo per i clienti dei bar, quello dopo ancora per i visitatori Comics. Sempre a seconda di chi torna utile in quel momento.

Più che una strategia, sembra un’improvvisazione continua, con un grado di arbitrarietà che ricorda più un piccolo sultanato che una città europea.

Alla fine la vera domanda non è come definirla.

La vera domanda è: la Giunta Pardini ha una qualche identità politica riconoscibile?

 

Al momento, la risposta — purtroppo — è no.

E il Parcheggio Mazzini ne è la prova più evidente.

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Danni alle Mura Urbane: esposto del Comitato “Vivere il Centro Storico”

 

Danni alle Mura Urbane: esposto del Comitato “Vivere il Centro Storico”

Il Comitato “Vivere il Centro Storico”,  ha presentato un esposto alla Soprintendenza, al Comune di Lucca e agli enti centrali interessati per segnalare danni al tetto delle casermette sopra Porta San Pietro e Porta San Donato.

I danni sarebbero stati notati il 4 novembre, per casualità dopo il passaggio di un camion di grandi dimensioni sulle Mura, adibito a raccogliere i materiali  di Lucca Comics & Games. Il che non significa che siano stati causati da questo mezzo, così come è altrettanto vero che i pedoni e i ciclisti non possono certamente esserne ritenuti causa.

Al fine di far luce sulle cause che hanno provocato questi danni il Comitato chiede accertamenti urgenti, la copia  delle autorizzazioni al transito dei mezzi sulle Mura in occasione delle manifestazioni, nonché l’ accertamento di   eventuali responsabilità per danneggiamento di bene culturale, ricordando che le Mura Urbane di Lucca sono tutelate da Decreto del Ministero n. 103/2017l  come patrimonio storico vincolato.

Sarà interessante vedere chi pagherà le riparazioni. Ci auguriamo che non vadano a carico dei cittadini che già sono chiamati a pagare oltre due milioni all’ anno per gli eventi, più  spese accessorie, come ad esempio gli straordinari dei Vigili Urbani e le altre.

“Le Mura sono il simbolo di Lucca: vanno protette con la massima attenzione”,

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