Buttadentro e non solo: quando i divieti
restano sulla carta
Due dipendenti di locali vicini arrivano alle mani perché
uno dei due continua a fare il “buttadentro”, nonostante il divieto. Una scena
che racconta molto più di una semplice lite: racconta una città nella quale le
regole esistono, ma troppo spesso restano senza chi le faccia rispettare.
Sempre più spesso Lucca assomiglia al Paese dei Balocchi,
dove ognuno fa un po’ ciò che vuole. Non perché manchino i regolamenti. Anzi,
in questi anni ne sono stati prodotti molti, sempre accompagnati dalla solita
liturgia: conferenze stampa, fotografie, dichiarazioni solenni e titoli sui
giornali. Squilli di tromba. Poi, spenti i riflettori, il silenzio. Perché un
regolamento senza controlli è soltanto un libro dei sogni.
Il caso dei “buttadentro” è la punta dell’iceberg. I chiodi
topografici per delimitare il suolo pubblico sono rimasti un annuncio, mentre
tavoli e occupazioni si allargano fino a restringere vicoli dove, in caso di
emergenza, anche un’ambulanza avrebbe difficoltà a passare.
I bidoni dei rifiuti lasciati fuori orario, le lavagnette e
le pubblicità dei gelati continuano a occupare strade e piazze nonostante i
divieti.
Una città perde il suo garbo non quando mancano le regole,
ma quando manca il coraggio di farle rispettare. E una città di oltre 2.500
anni di storia non può essere trattata come un villaggio vacanze dove tutto è
concesso.
Fra poco arriverà la campagna elettorale. Torneranno i
programmi, le promesse e i buoni propositi, magari con una copertina nuova. Ma
i cittadini hanno già visto troppi regolamenti nascere tra gli applausi e
morire nell’indifferenza. Stavolta ci crederanno?
http://vivereilcentrostorico.blogspot.com
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