La recente sentenza del Tribunale di Lucca, che ha
rigettato la causa intentata da una coppia di cittadini francesi contro il
Comune di Lucca per la caduta del figlio dalle Mura, conferma quanto già
stabilito in un’analoga vicenda giudiziaria avvenuta a Lucca nel 1996: la
responsabilità dell’incidente non può essere attribuita al Comune.
Una conclusione dettata non solo dalle norme, ma anche dal
buon senso. È compito dei genitori vigilare sui propri figli, nella
consapevolezza che una caduta dalle Mura può comportare gravi conseguenze.
Alla luce di tutto questo, resta una domanda inevitabile:
perché spendere oltre mezzo milione di euro per installare ringhiere non
obbligatorie, collocate sul lato interno delle Mura, dove non risulta essere
mai avvenuta alcuna caduta, e che hanno modificato il principale monumento
storico della città?
Quando Lorenzo Nottolini progettò questo straordinario
complesso monumentale nell’Ottocento, tali ringhiere non furono previste. Oggi,
invece, qualcuno ha deciso di alterarne l’aspetto per motivazioni legate a
presunte responsabilità legali che le sentenze hanno dimostrato essere prive di
fondamento.
Particolarmente sorprendente è il comportamento di chi,
quando sedeva all’opposizione nella precedente amministrazione, raccolse
migliaia di firme contro questo intervento anche grazie all’impegno del nostro
Comitato, salvo poi sostenerlo una volta entrato nella maggioranza di governo
della città. Un cambiamento di posizione che riteniamo difficile da comprendere
e che ha inevitabilmente deluso molti cittadini.
Rivendichiamo di aver segnalato tempestivamente al
Ministero il rischio di danneggiamento delle colonne delle casermette di Porta
San Pietro e Porta San Donato, dove il progetto prevedeva l’inserimento di
tasselli nelle strutture storiche per il fissaggio delle ringhiere. Almeno su
questo punto riteniamo di aver contribuito a evitare ulteriori danni.
Peccato che nel 2021 il Sindaco e i consiglieri comunali
non abbiano prestato attenzione alla nostra comunicazione, con la quale si trasmetteva
copia della sentenza del 1996, evidenziando l’inutilità dell’opera, oltre al
suo costo elevato. Il nostro obiettivo era evitare di deturpare il monumento e di impiegare risorse pubbliche in interventi non necessari, ma
non abbiamo ricevuto neppure un minimo riscontro.
Ancora più incomprensibile è che, dopo aver speso oltre
mezzo milione di euro per installare ringhiere in punti dove non risultano
incidenti, si sia deciso di proteggere soltanto alcune delle cosiddette
“discesine”, lasciandone altre prive di qualsiasi barriera proprio nei tratti
più esposti e potenzialmente pericolosi. In questi punti il passaggio si trova
a pochi centimetri dal vuoto e il fondo in ciottolato diventa particolarmente
scivoloso quando piove. Una scelta che appare contraddittoria e difficile da
giustificare sotto il profilo della sicurezza.
Oggi una sentenza conferma ciò che avevamo sostenuto fin
dall’inizio: si è intervenuti su un monumento storico con un’opera costosa e
invasiva per risolvere un problema che la giurisprudenza aveva già chiarito non
essere una responsabilità del Comune.
http://vivereilcentrostorico.blogspot.com
Nessun commento:
Posta un commento