mercoledì 24 giugno 2026

Oltre mezzo milione di euro per ringhiere inutili sulle mura

 

La recente sentenza del Tribunale di Lucca, che ha rigettato la causa intentata da una coppia di cittadini francesi contro il Comune di Lucca per la caduta del figlio dalle Mura, conferma quanto già stabilito in un’analoga vicenda giudiziaria avvenuta a Lucca nel 1996: la responsabilità dell’incidente non può essere attribuita al Comune.

Una conclusione dettata non solo dalle norme, ma anche dal buon senso. È compito dei genitori vigilare sui propri figli, nella consapevolezza che una caduta dalle Mura può comportare gravi conseguenze.

Alla luce di tutto questo, resta una domanda inevitabile: perché spendere oltre mezzo milione di euro per installare ringhiere non obbligatorie, collocate sul lato interno delle Mura, dove non risulta essere mai avvenuta alcuna caduta, e che hanno modificato il principale monumento storico della città?

Quando Lorenzo Nottolini progettò questo straordinario complesso monumentale nell’Ottocento, tali ringhiere non furono previste. Oggi, invece, qualcuno ha deciso di alterarne l’aspetto per motivazioni legate a presunte responsabilità legali che le sentenze hanno dimostrato essere prive di fondamento.

Particolarmente sorprendente è il comportamento di chi, quando sedeva all’opposizione nella precedente amministrazione, raccolse migliaia di firme contro questo intervento anche grazie all’impegno del nostro Comitato, salvo poi sostenerlo una volta entrato nella maggioranza di governo della città. Un cambiamento di posizione che riteniamo difficile da comprendere e che ha inevitabilmente deluso molti cittadini.

Rivendichiamo di aver segnalato tempestivamente al Ministero il rischio di danneggiamento delle colonne delle casermette di Porta San Pietro e Porta San Donato, dove il progetto prevedeva l’inserimento di tasselli nelle strutture storiche per il fissaggio delle ringhiere. Almeno su questo punto riteniamo di aver contribuito a evitare ulteriori danni.

Peccato che nel 2021 il Sindaco e i consiglieri comunali non abbiano prestato attenzione alla nostra comunicazione, con la quale si trasmetteva copia della sentenza del 1996, evidenziando l’inutilità dell’opera, oltre al suo costo elevato. Il nostro obiettivo era evitare di deturpare il monumento e di impiegare risorse pubbliche in interventi non necessari, ma non abbiamo ricevuto neppure un minimo riscontro.

Ancora più incomprensibile è che, dopo aver speso oltre mezzo milione di euro per installare ringhiere in punti dove non risultano incidenti, si sia deciso di proteggere soltanto alcune delle cosiddette “discesine”, lasciandone altre prive di qualsiasi barriera proprio nei tratti più esposti e potenzialmente pericolosi. In questi punti il passaggio si trova a pochi centimetri dal vuoto e il fondo in ciottolato diventa particolarmente scivoloso quando piove. Una scelta che appare contraddittoria e difficile da giustificare sotto il profilo della sicurezza.

Oggi una sentenza conferma ciò che avevamo sostenuto fin dall’inizio: si è intervenuti su un monumento storico con un’opera costosa e invasiva per risolvere un problema che la giurisprudenza aveva già chiarito non essere una responsabilità del Comune.

http://vivereilcentrostorico.blogspot.com

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