Varchi telematici: la realtà smentisce la
propaganda
Per tre anni l’Amministrazione ha raccontato alla
città un progetto presentato come modello di efficienza: 14 nuovi varchi
telematici, 300.000 euro di investimento, autorizzazioni ministeriali,
conferenze con la Giunta al completo, interviste e servizi sui media locali.
Una narrazione trionfale.
Peccato che i varchi installati siano 12, non 14.
Non è una svista. È scritto nero su bianco nell’Ordinanza
n. 3229 del 17/12/2025: il Responsabile di Progetto comunica la “necessità di
rimandare a una successiva fase l’installazione di due varchi (Via San Paolino
e Via delle Stallette), per i quali è in corso la progettazione in una
posizione differente”.
Dopo tre anni di lavoro, dopo aver dichiarato il
progetto pronto e definito in ogni dettaglio, si scopre che due varchi
semplicemente non ci sono. Rinviati. Ripensati. Spostati. Ma soprattutto: non
realizzati.
Com’è possibile che un progetto presentato come
concluso e finanziato venga modificato in corsa su elementi così rilevanti?
Quando ci si è accorti che quei due varchi non erano pronti?
Perché non è stato comunicato chiaramente ai cittadini?
Parliamo di soldi pubblici: 300.000 euro per 14
varchi significa circa 21.500 euro a postazione. Se i varchi sono 12, la
differenza è di circa 43.000 euro. È una cifra che merita risposte precise, non
silenzi. Sono fondi risparmiati? Sono stati spesi comunque? Sono stati
destinati altrove?
E mentre si celebrano nuovi impianti, va ricordato
che i due varchi di Piazza S. Maria risultano molto spesso spenti. Anche qui:
quali sono le ragioni? Problemi tecnici? Scelte organizzative? Mancanza di
controllo? Perché se un sistema viene presentato come strumento fondamentale
per la regolazione del traffico e la sicurezza, deve funzionare con continuità,
non a intermittenza.
Nel frattempo il Comune perde un finanziamento
regionale di 40.000 euro per le videocamere di sicurezza. Qui mancano 43.000
euro “virtuali” per due varchi non realizzati. Coincidenze che rendono ancora
più urgente un chiarimento pubblico.
La questione non è tecnica, è politica.
Chi controlla la programmazione?
Chi verifica che ciò che viene annunciato corrisponda a ciò che viene
realizzato?
Chi si assume la responsabilità di questo scarto tra propaganda e realtà?
Forse il problema non sono solo i varchi mancanti.
Forse il problema è un metodo: prima si annuncia, poi si corregge, ma senza
spiegare. E nel frattempo gli impianti esistenti restano spesso inattivi.
I cittadini meritano trasparenza, non slogan.
Meritano opere complete e funzionanti, non numeri gonfiati.
Meritano risposte, oggi — non “in una fase successiva”.
http://vivereilcentrostorico.blogspot.com
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