Una pluriclasse a Nave nel 2025? Più che una soluzione, un
sintomo
Apprendere che a Nave, nel 2025, si è formata una pluriclasse ci
ha sinceramente stupito. Non perché non se ne conoscano le caratteristiche —
una sola aula con bambini di età e livelli diversi, spesso dalla prima alla
quinta elementare, seguiti da un unico insegnante —, ma perché ci sorprende che
accada a soli 3 chilometri dalle Mura di Lucca, in una zona
urbanizzata, non in un villaggio di montagna isolato.
È chiaro che in alcuni contesti geografici estremi la
pluriclasse possa essere una necessità. Ma a Nave, davvero possiamo parlare
solo di “calo demografico”? E se così fosse, come si spiega il costante
aumento di permessi scolastici per portare i bambini nel Centro
Storico?
I numeri parlano chiaro:
- nel 2018 erano 317,
- nel 2021 sono diventati
396,
- nel 2023 erano 441,
- e nel 2024 ben 482.
Se davvero stiamo assistendo a un crollo delle nascite,
come si spiega questa domanda crescente verso le scuole del Centro,
che sembra quasi svuotare le periferie come Nave? Anche guardando i dati Istat,
non si nota un calo così drammatico tra il 2010 e il 2023: la popolazione 0-14
anni è passata da 10.773 a 10.208 unità, mentre quella totale del Comune
è invece cresciuta da 84.640 a 89.156.
Siamo quindi portati a pensare che le motivazioni vadano
cercate altrove. Forse in una scarsa valorizzazione delle
scuole di quartiere, forse in abitudini consolidate dei
genitori che ambiscono al permesso come fosse uno “status symbol”, forse
in una gestione poco equilibrata dei permessi scolastici, che crea
squilibri e genera effetti a catena.
Perché è proprio questo il punto: se decine e decine di
bambini si spostano verso le scuole dentro le Mura, è inevitabile che altre
zone si svuotino, e si arrivi a misure estreme come la pluriclasse.
Ma ci chiediamo: le scuole del Centro offrono davvero qualcosa di più? In
molti casi no, non più di quanto offrano le scuole nei quartieri come Nave. E
allora perché non riequilibrare il sistema, sostenendo la scuola di
prossimità, rafforzandone l’identità, evitando che diventi vittima di un
meccanismo che non ha nulla di naturale e, allo stesso tempo, rivedere le modalità per il rilascio del
permesso alla ZTL ?
In tutto questo, non va ignorato il problema dell’ingorgo
urbano. Gli orari di entrata e uscita delle scuole del Centro sembrano
ormai momenti da “assalto alla diligenza”, con auto parcheggiate ovunque,
traffico paralizzato, aria irrespirabile, e una totale assenza di
controlli. Un paradosso in un’epoca in cui si parla ovunque di mobilità
sostenibile e vivibilità urbana.
Forse, più che adattarsi con soluzioni d’emergenza, è
arrivato il momento di ripensare il sistema nella sua interezza.
Con coraggio, trasparenza e una visione educativa che metta al centro le
persone, non solo i numeri.
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