Mura cittadine: due
anni senza interventi dopo la segnalazione. Ora il tratto del Baluardo San
Salvatore è recintato, ma il degrado rimane sotto gli occhi di tutti
Il 20 aprile 2023 abbiamo
inviato al Sindaco, all’Assessore ai Lavori Pubblici, al Prefetto, al
Sottosegretario di Stato, alla Soprintendenza, alla Direzione Generale Belle
Arti e al Segretariato Regionale del Ministero della Cultura una relazione
dettagliata sul grave stato di deterioramento delle Mura cittadine.
Dieci allegati fotografici
documentavano crepe, distacchi, mattoni e pietre mancanti in tutti i Baluardi:
problemi evidenti e diffusi, inaccettabili in un monumento che, oltre ad essere
il più importante della nostra città, aveva appena assorbito risorse
ministeriali per ben due milioni di euro. Una cifra che stride con la facilità
con cui, ogni anno, si trovano fondi ben più consistenti per feste ed eventi,
mentre il nostro patrimonio storico continua a sgretolarsi.
Il caso più allarmante era (ed
è) il paramento del Baluardo San Salvatore: una porzione ampia e visibilmente
lesionata, con crepe che, anche a un occhio inesperto come il nostro,
lasciavano intuire un possibile rischio di cedimento.
Per due anni, da parte delle
istituzioni, il nulla
assoluto. Nessuna risposta, nessun sopralluogo pubblico, nessuna
comunicazione. Soltanto alcuni mesi fa, con un ritardo ingiustificabile, il
tratto è stato finalmente recintato. Un provvedimento minimo, tardivo e
puramente difensivo, che non risolve il problema e serve solo a evitare che i
cittadini vengano colpiti dai distacchi. Il monumento, intanto, rimane in bella
vista nel suo degrado.
Se ci sono voluti due anni per
mettere quattro transenne, è legittimo temere che per un intervento vero ne
serviranno cinque, forse dieci. Intanto persino un tavolo pubblico è rimasto
intrappolato dentro la recinzione: un simbolo perfetto dell’approssimazione con
cui si affronta la tutela del nostro patrimonio.
Riteniamo gravissimo che un bene identitario della
città venga trattato con tanta negligenza. Chiediamo alle istituzioni, tutte,
di assumersi finalmente le proprie responsabilità e di intervenire con urgenza,
trasparenza e continuità.
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