lunedì 22 giugno 2026

Varco di Via Elisa spento

 

Pensavamo che il cartello mancante di divieto di transito di Via Fillungo per cui la ZTL era di fatto cancellata fosse il fondo del barile, mentre invece, con  l’ ultimo provvedimento sul traffico di  Via Elisa, l’ Amministrazione è riuscita a scavare ancora più in profondità.

Spegnere il varco durante l’ orario di entrata e uscita delle scuole è secondo noi  una assurdità vera e propria e vediamo il perché.

Il traffico scolastico di Via Elisa è composto dalle auto dei genitori che portano i bambini a scuola e si riassume in due categorie. La prima, ed è quella più consistente,  è composta da parte di quei 480 veicoli dotati di permesso scolastico, la seconda è quella dei genitori degli studenti adolescenti delle Medie Carducci.

Per i veicoli dotati di permesso non c’è differenza fra il varco spento o acceso e quindi il provvedimento riguarda soltanto le auto dei genitori degli studenti Carducci.

Prima questi lasciavano lo studente in Piazza San Ponziano, magari andavano a far colazione e poi tramite Via S.Chiara uscivano da Porta San Iacopo.

Adesso che Via S.Chiara è chiusa dovevano rimettersi in Via Elisa provocando la congestione del traffico.

Logica avrebbe voluto che il traffico dei veicoli senza permesso fosse convogliato direttamente  in Via dei Bacchettoni senza intasare Via Elisa, costringendo i veicoli ad uscire da Porta San Iacopo come prima senza passare da Via Elisa, ma ecco che il nostro assessore al Traffico ha tirato fuori una soluzione che ha dell’ incredibile: spegnere il varco e quindi dirottare il traffico  in Via Elisa, Via del Fosso, Corso Garibaldi, Via del Peso, Via F.Carrara e intasare Porta San Pietro..

Ma ci rendiamo conto della bestialità? Per evitare a dei ragazzi di 14 anni di camminare per 50 metri si obbligano le auto a percorrere un chilometro di centro storico.

Siamo  rimasti allibiti e senza parole e se questa è la competenza comprendiamo il motivo per cui si fanno delle rotonde che costano mezzo milione che  invece di fluidificare il traffico lo congestionano. Ci auguriamo che questo provvedimento venga discusso in consiglio comunale e nel frattempo noi ci attiveremo per verificare la legittimità dello stesso visto che, a parere nostro comporta, oltre che un aumento dell’ inquinamento, anche un danno erariale per la sottrazione di parte dei proventi dei permessi giornalieri visto che i furbi di turno ne approfitteranno. Non possiamo accettare che scelte così gravi vengano prese senza un’attenta analisi delle conseguenze per i cittadini e per la città.

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Ma allora il varco telematico di Via Fillungo funziona!

 Ma allora il varco telematico di Via Fillungo funziona!

Per mesi ci siamo chiesti se fosse ancora attivo: molto spesso spento, silenzioso, apparentemente dimenticato. E invece no. Sabato scorso, in occasione della processione, è ricomparso come per magia: acceso, luce verde, accesso libero.

Peccato che fosse proprio il momento meno adatto per permettere l’accesso indiscriminato a Via Fillungo, affollatissima di persone, famiglie e visitatori. Una zona che avrebbe meritato maggiore tutela e attenzione, proprio per garantire la sicurezza e il decoro dell’evento.

Ci chiediamo:

  • Come si può permettere che i varchi siano spenti per lunghi periodi , se poi nei momenti più delicati come quello di Santa Croce vengono riattivati solo per "favorire" l’ingresso delle auto?
  • È coerente permettere il passaggio libero proprio nel fine settimana in occasione della festa principale cittadina

Tutto questo alimenta la percezione di una gestione incerta, talvolta contraddittoria, che sembra rispondere più a logiche occasionali che a un disegno coerente di mobilità e vivibilità del centro storico.

E se qualcuno pensa che "spegnere i varchi" porti consenso, vale la pena ricordare un curioso episodio politico: un candidato sindaco, dato per favorito, tra il primo e il secondo turno annunciò l’intenzione di disattivare i varchi. Non gli portò fortuna: perse, e dovette congratularsi con il suo avversario.

Conclusione? I cittadini osservano, ricordano e traggono le proprie conclusioni. La mobilità in centro è un tema serio, non un interruttore da accendere o spegnere a piacimento

"Occhio al Decoro? Macché! Occhio alle chiacchiere."

 "Occhio al Decoro? Macché! Occhio alle chiacchiere."

Qualcuno si ricorda l’iniziativa “Chiodi Topografici” tanto declamata dall’ Assessora Granucci? No? Tranquilli, non è un caso di  memoria corta: è che non è successo nulla.

Era l’8 agosto 2023 quando, in  pompa magna a Palazzo Orsetti, l’Assessora Granucci annunciava insieme al Sindaco e alla Giunta una rivoluzione: delimitare con precisione il suolo pubblico con i cosiddetti “chiodi topografici”, per evitare occupazioni abusive da parte dei locali. Applausi, foto, dichiarazioni solenni.

Due anni dopo, l’unico risultato concreto è che qualche chiodo è stato piantato in Piazza dell’Anfiteatro. Stop. Per il resto, il nulla. Un intervento costato circa 5.000 euro, gentilmente offerto dai cittadini tutti, anche se i beneficiari — pochi esercenti ben noti — avrebbero forse potuto contribuire, magari aprendo il portafoglio.

Nel frattempo, nel centro storico regna l’anarchia del tavolino. Sedie, lavagnette, coperture abusive, tovaglie degne del carnevale, spazi occupati senza criterio. Le regole ci sarebbero, si chiamano Regolamento di Polizia Locale e Cosap, ma nessuno le fa rispettare. E allora avanti con il “chi prima arriva meglio si siede”. Sulla concorrenza sleale? Amen. Sulla sicurezza e il passaggio dei mezzi di soccorso? Si vedrà. Intanto il “furbo di turno” ringrazia.

E pensare che basterebbe un vigile con un metro e un minimo di autorità. Invece no: si preferisce istituire programmi pomposamente definiti “Occhio al decoro”, con  commissioni formate da  membri del SUAP, dell’Ambiente, del Turismo, del Decoro… una task force per misurare tavolini, come se si dovesse lanciare un razzo a Cape Canaveral.

Le norme attuali — che permettono ai locali di occupare il doppio dello spazio interno — risalgono a quando i bar si contavano sulle dita. Oggi che nel centro storico ce ne sono a ogni angolo, forse varrebbe la pena aggiornarle, o almeno applicarle. Ma anche qui, tutto tace.

Altrove, come a Siena o a Pietrasanta, il decoro urbano è una cosa seria. A Lucca, invece, si annunciano chiodi e si pianta solo fumo.

Con un assessorato che in tre anni non è riuscito neppure a mettere quattro chiodi per terra, la speranza di un cambiamento concreto sembra sempre più lontana. Servono meno annunci e più fatti. Il decoro non si ottiene con gli slogan, ma con il lavoro serio e quotidiano.

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Lucca: il Centro Storico abbandonato all'anarchia turistica

 

Lucca: il Centro Storico abbandonato all'anarchia turistica

Ormai è chiaro a tutti: il Centro Storico di Lucca non è più solo una mangiatoia a cielo aperto. È diventato anche un dormitorio selvaggio, completamente fuori controllo.

La gestione del traffico e dell’accoglienza turistica è allo sbando totale. A Lucca, qualunque struttura – dal grande hotel al più improvvisato affittacamere – può far entrare clienti nella ZTL fino alla porta di casa, senza alcuna distinzione, senza alcuna vigilanza, e soprattutto senza alcuna responsabilità.

I numeri parlano da soli: 10.104 permessi rilasciati da soli 8 hotel, e 9.903 da ben 46 affittacamere e B&B. Queste strutture agiscono come vogliono, autorizzano l’ingresso alla ZTL con un click, e i clienti parcheggiano dove capita – spesso sugli stalli gialli riservati ai residenti – come se fosse tutto normale.

Molti di questi “operatori” non vedono neanche i propri ospiti. Usano quelle oscene scatole porta-chiavi appese ai muri o ai tubi del gas, che degradano l’immagine della città e annullano ogni forma di controllo umano. A Firenze sono state vietate. A Lucca no, perché evidentemente qui va bene così.

Ma non è solo questione estetica. Chi controlla se gli ospiti vengono informati del divieto di parcheggio sugli stalli gialli? Chi verifica se sanno dove e come  buttare i rifiuti, o se li lasciano a caso in giro per la città?

A Pisa, solo hotel e pensioni possono autorizzare l’accesso in ZTL per il carico/scarico. A Essaouira, in Marocco, è vietato del tutto. Ma a Lucca no: qui siamo al liberi tutti. Basta guardarsi intorno: auto straniere parcheggiate ovunque, ZTL diventata una barzelletta.

La responsabilità è chiara: l’attuale Amministrazione ha peggiorato ulteriormente una situazione già disastrosa. Prima, almeno, si chiedeva una copia della fattura per giustificare l’accesso. Oggi non serve più. “Ci si fida sulla parola”. Un sistema pensato apposta per non funzionare.

Anche i percorsi erano prestabiliti. Ora ognuno passa dove vuole, e infatti le auto in via Fillungo sono ormai all’ordine del giorno. Tutto con il beneplacito di chi governa.

E come se non bastasse, con la stessa delibera che ha liberalizzato tutto questo caos, l’amministrazione ha anche pensato bene di premiare se stessa: oggi i consiglieri comunali possono entrare e parcheggiare negli stalli gialli anche di notte e nei festivi. Perché i privilegi, si sa, non vanno mai in crisi.

Ecco dove siamo arrivati: una città storica svenduta a un turismo senza regole, senza decoro e senza alcuna tutela per i cittadini. Se questa è visione amministrativa, siamo messi molto male

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Rally città di Lucca

 Al peggio non c’è mai fine.

Un modo di dire che calza alla perfezione per definire il comportamento di questa Amministrazione che vede il Centro Storico come un grande Paese dei Balocchi.

Il Rally che si è svolto l’ ultimo fine settimana ne è una riprova che và ad aggiungersi alla miriade di eventi che, mai prima d’ora, hanno visto Lucca così sfruttata e mercificata.

114 iscritti alla Coppa città di Lucca e 9 al Rally dello zoccolo hanno sfilato sulle Mura zigzagando fra ignari pedoni, ammorbando l’ aria con i loro tubi di scarico, per poi passare in mezzo a un grande parcheggio pieno di macchine ricavato sul piazzale storico fra botteghini di bibite e panini.

Ci rendiamo conto?

Le Mura, la nostra icona, il monumento che ci distingue dalle altre città monumentali bistrattato, violentato e consumato in questo modo.

A Pisa la avrebbero permessa una puzzolente e degradante manifestazione di questo tipo in Piazza dei Miracoli?

Oppure a Siena in Piazza del Campo?

Che dire poi delle sgassate e del passaggio delle macchine da corsa sui viali di Circonvallazione? Una camera a gas.

Poveracci quelli che vivono dalle parti del Piazzale Don Aldo Baroni, il rumore delle gimcane non gli avrà fatto trovar poso per tutto il giorno.

Il tutto senza un minimo di autorizzazione in deroga ai limiti acustici che sarebbe obbligatoria per legge, così come per gli assordanti altoparlanti che si trovavano sul piazzale.

Una città senza regole, è quello che dicevamo fino a ieri, una città senza vergogna è quello che diciamo oggi.

Un ultimo appunto: perché i cittadini lucchesi hanno dovuto dare  30.000 euro ad ACI come è stato fatto con questa manifestazione? Non bastavano le tasse di iscrizione (da 1.000 a 2.000 per autoveicolo) e gli sponsor che hanno reclamizzato il loro brand utilizzando un luogo monumentale che noi bistrattiamo , ma che ha un valore incommensurabile?


Basta degrado nel centro storico! La misura è colma.

 

Basta degrado nel centro storico! La misura è colma.

Non è più accettabile vedere il cuore della nostra città ridotto in queste condizioni: ogni notte il centro si trasforma in un far west, con risse, bottigliate, coltellate. È questo il modello di città che vogliamo?

L’attuale Amministrazione sembra voler trasformare la città in un "Paese dei Balocchi", dove tutto è concesso: alcol ovunque, schiamazzi fino all’alba, zero regole. Intanto, l’organico della Polizia Municipale è fermo a sole 84 unità. A Pisa sono 120, a Livorno altrettanti. Com'è possibile che una città che spende due milioni di euro all’ anno per eventi  che richiamano centinaia di migliaia di persone resti con un presidio di sicurezza così ridotto?

Eppure c’era un servizio straordinario nei weekend, istituito dalla precedente amministrazione. Cancellato. Sparito. Senza spiegazioni.

Qualche domanda, quindi, la poniamo:

·         Perché non reinvestire una parte dei proventi della tassa di soggiorno per rafforzare la Polizia Municipale?

·         Perché non vietare ai supermercati la vendita di alcol dopo le 20?

·         Perché non sanzionare severamente i locali che consentono il consumo fuori del locale, come la legge prevederebbe?

·         Perché non valutare un limite all’ orario di apertura dei pubblici esercizi?

Aspettiamo forse la campagna elettorale per vedere qualche iniziativa concreta? Oppure possiamo cominciare a cambiare rotta adesso?

La città ha bisogno di regole, sicurezza, rispetto. E chi amministra ha il dovere di garantirli. Non si può continuare a far finta di niente.

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Albo Pretorio o Libro dei Sogni?

 Albo Pretorio o Libro dei Sogni?

A Lucca i regolamenti si approvano, si annunciano con enfasi… e poi si dimenticano.

Il Regolamento di Polizia Locale, che quando venne varato sembrava  la panacea di tutti i mali,  all’ art 22 prevede sanzioni per disturbo della quiete pubblica. Quante sanzioni sono state davvero elevate  in Piazza S.Maria, Via Rosi, Via del Gonfalone e Corso Garibaldi? Eppure sono tante le famiglie che hanno difficoltà a dormire in quei luoghi. Allo stesso articolo si vieta di gettare a terra mozziconi, cartacce ecc. Quante sanzioni sono state elevate per le strade e sulle Mura? L’ Art. 28: proibisce l’ uso di bevande alcoliche nei parchi. Quante sanzioni sulle Mura?

Il Regolamento Cosap dovrebbe disciplinare i tavolini sul suolo pubblico. I “chiodi topografici” promessi nel 2023 dove sono? A parte Piazza Anfiteatro (pagata con circa 5.000 euro di denaro pubblico), tutto tace. Intanto, i tavoli invadono gli spazi e in taluni casi  bloccano perfino  i passaggi per i mezzi di soccorso

Ultimo capitolo: il divieto ai “buttadentro”. Per quale motivo dovremmo pensare che in questo caso ci saranno controlli?

Forse sarebbe il caso di iniziare a far rispettare le regole, non solo scriverle. Altrimenti, più che un Albo Pretorio, quello del Comune di Lucca sembra davvero un Libro dei Sogni.

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"È ancora lì" – una fiaba urbana

 "È ancora lì" – una fiaba urbana

 

“C’era una volta”: così iniziano le fiabe.

“È ancora lì” potrebbe invece essere il titolo di questa novella moderna, con protagonista un vecchio pneumatico abbandonato sugli spalti delle Mura, davanti al parcheggio Lucarotti, vicino al semaforo che conduce al cimitero.

È lì da mesi, dicono.

Incivile chi lo ha lasciato. Ma che dire degli altri personaggi di questa piccola fiaba urbana?

Nessuno, tra chi si occupa della pulizia, sembra essersene accorto.

In quel tratto di spalti, l’erba è stata tagliata almeno due volte negli ultimi tempi. È difficile credere che il pneumatico non sia stato notato o addirittura spostato per consentire l’operazione. E allora: perché non è stato rimosso?

Qualcuno del Comune sarà mai andato di persona a controllare il lavoro svolto prima di firmare la fattura per lo sfalcio? Non lo ha visto?

Un pneumatico è difficile da ignorare. Eppure, è ancora lì.

La cittadinanza, intanto, osserva e aspetta.

Fiduciosa? Forse.

Stanca? Sicuramente.

Permessi invalidi e ZTL a Lucca: inclusione sì, ma con controllo e responsabilità

 Permessi invalidi e ZTL a Lucca: inclusione sì, ma con controllo e responsabilità

Con l’adesione del Comune di Lucca alla Piattaforma Unica Nazionale CUDE, da poco attiva, si compie un passo importante verso l’inclusione e la semplificazione burocratica per le persone con disabilità, che ora possono accedere alla ZTL lucchese senza dover comunicare a Lucca Plus la presenza del contrassegno.

Tale automatismo è sicuramente una misura giusta e doverosa, che mette Lucca al passo con molte città italiane ed europee. Tuttavia, alla luce dei numeri disponibili, riteniamo utile aprire una riflessione civica sull’equilibrio tra diritto, efficienza e corretto utilizzo di questo strumento.

Secondo i dati ISTAT aggiornati al 2023:

  • residenti a Lucca tra i 20 e gli 80 anni sono 67.189.
  • I titolari di permesso invalidi nello stesso gruppo sono 2.256: circa il 3,35% della popolazione potenzialmente alla guida.
  • Gli stalli gialli complessivi in Centro Storico (compresi altri usi) sono 1.644, quindi molto meno dei permessi invalidi e sono suscettibili di riduzione in caso di eventi, mercati o cantieri.
  • Gli stalli riservati agli invalidi nel centro città sono 83, ma va ricordato che i titolari del permesso disabili possono sostare anche sugli stalli gialli, su quelli blu gratuitamente e perfino al di fuori delle strisce, purché non intralcino il traffico.

Tuttavia, ci si chiede:

  • I controlli sull’effettivo utilizzo del permesso sono attivi?
  • Esistono verifiche sul fatto che il titolare del permesso sia effettivamente a bordo del veicolo?
  • Ci sono stati casi di sanzioni per uso improprio?
  • Come si intende prevenire l’uso scorretto del contrassegno da parte di familiari o terzi non aventi diritto?

Chi vive o lavora in centro sa bene quanto il numero di veicoli con contrassegno disabili sia cresciuto, e quanto spesso si assista a situazioni ambigue o francamente sospette. Purtroppo, l’immagine di chi parcheggia su uno stallo riservato e poi scende con passo sicuro da finalista di Miss Italia o di Mr. Universo non è rara.

Chiediamo quindi al Comune di Lucca:

  1. Di attivare controlli a campione tramite la Polizia Municipale sull’utilizzo dei permessi invalidi nei varchi ZTL e sugli stalli riservati.
  2. Di rendere pubblici i dati su sanzioni elevate per uso improprio del contrassegno, ce deterrente e atto di trasparenza.
  3. Di avviare una campagna informativa sul corretto uso del permesso e sulle conseguenze dell’abuso.

Siamo fermamente convinti che i diritti delle persone con disabilità vadano tutelati con forza. Ma proprio per questo, è necessario evitare che vengano banalizzati o abusati, anche per rispetto di chi ha realmente bisogno di questo strumento di autonomia.

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Una pluriclasse a Nave nel 2025? Più che una soluzione, un sintomo

 

Una pluriclasse a Nave nel 2025? Più che una soluzione, un sintomo

Apprendere che a Nave, nel 2025, si è formata una pluriclasse ci ha sinceramente stupito. Non perché non se ne conoscano le caratteristiche — una sola aula con bambini di età e livelli diversi, spesso dalla prima alla quinta elementare, seguiti da un unico insegnante —, ma perché ci sorprende che accada a soli 3 chilometri dalle Mura di Lucca, in una zona urbanizzata, non in un villaggio di montagna isolato.

È chiaro che in alcuni contesti geografici estremi la pluriclasse possa essere una necessità. Ma a Nave, davvero possiamo parlare solo di “calo demografico”? E se così fosse, come si spiega il costante aumento di permessi scolastici per portare i bambini nel Centro Storico?
I numeri parlano chiaro:

  • nel 2018 erano 317,
  • nel 2021 sono diventati 396,
  • nel 2023 erano 441,
  • e nel 2024 ben 482.

Se davvero stiamo assistendo a un crollo delle nascite, come si spiega questa domanda crescente verso le scuole del Centro, che sembra quasi svuotare le periferie come Nave? Anche guardando i dati Istat, non si nota un calo così drammatico tra il 2010 e il 2023: la popolazione 0-14 anni è passata da 10.773 a 10.208 unità, mentre quella totale del Comune è invece cresciuta da 84.640 a 89.156.

Siamo quindi portati a pensare che le motivazioni vadano cercate altrove. Forse in una scarsa valorizzazione delle scuole di quartiere, forse in abitudini consolidate dei genitori che ambiscono al permesso come fosse uno “status symbol”, forse in una gestione poco equilibrata dei permessi scolastici, che crea squilibri e genera effetti a catena.

Perché è proprio questo il punto: se decine e decine di bambini si spostano verso le scuole dentro le Mura, è inevitabile che altre zone si svuotino, e si arrivi a misure estreme come la pluriclasse.
Ma ci chiediamo: le scuole del Centro offrono davvero qualcosa di più? In molti casi no, non più di quanto offrano le scuole nei quartieri come Nave. E allora perché non riequilibrare il sistema, sostenendo la scuola di prossimità, rafforzandone l’identità, evitando che diventi vittima di un meccanismo che non ha nulla di naturale e, allo stesso tempo,  rivedere le modalità per il rilascio del permesso alla ZTL ?

In tutto questo, non va ignorato il problema dell’ingorgo urbano. Gli orari di entrata e uscita delle scuole del Centro sembrano ormai momenti da “assalto alla diligenza”, con auto parcheggiate ovunque, traffico paralizzato, aria irrespirabile, e una totale assenza di controlli. Un paradosso in un’epoca in cui si parla ovunque di mobilità sostenibile e vivibilità urbana.

Forse, più che adattarsi con soluzioni d’emergenza, è arrivato il momento di ripensare il sistema nella sua interezza. Con coraggio, trasparenza e una visione educativa che metta al centro le persone, non solo i numeri.

ottimo successo per la manifestazione Puliamo la mura

 

Puliamo le Mura: un’esperienza faticosa, ma necessaria

Come previsto, sabato 14 giugno si è svolta l’iniziativa “Puliamo le Mura”, organizzata da Vivere il Centro Storico in collaborazione con Legambiente.

Una ventina di volontari ha lavorato per tutta la mattina, nonostante il caldo torrido, per ripulire le Mura dai rifiuti abbandonati.

Sistema Ambiente ha offerto un’importante collaborazione e gli operatori si sono dimostrati disponibili ed estremamente preziosi.

A essere sinceri, non ci aspettavamo un intervento così impegnativo: abbiamo riempito decine di sacchi con bottiglie, lattine, cartacce, pezzi di nylon, palettine dei gelati,  ma soprattutto una quantità impressionante di mozziconi di sigaretta.

È disarmante constatare quanto per molte persone i numerosi cestini dei rifiuti siano considerati poco più che meri arredi decorativi.

Ma ancora più scoraggiante è il fatto che il Regolamento di Polizia Locale, approvato nel luglio 2023 dopo lunghe discussioni in commissione (a cui anche il nostro Comitato ha partecipato come osservatore), resti sostanzialmente lettera morta.

Ricordiamo solo alcuni punti:

                      Art. 22, lettera k): è vietato gettare a terra immondizie, residui di qualsiasi tipo, carte, mozziconi di sigaretta, gomme da masticare ecc.

                      Art. 28, lettera h): è vietato consumare bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, nei parchi pubblici e nelle aree verdi ad uso pubblico.

                      Art. 42, comma 5: i titolari e gestori di attività devono, dopo la chiusura, verificare che non ci siano rifiuti nelle vicinanze del loro esercizio e provvedere alla pulizia, se necessario.

Eppure, non ci risulta sia mai stata elevata nemmeno una sanzione in merito.

A questo punto, è legittimo chiedersi che cosa vogliamo “fare da grandi”.

Se le Mura devono essere il palcoscenico per l’ennesimo “Pippo Baudo di turno”, va bene così: magari adeguiamo pure il Regolamento per renderlo compatibile con eventi e musica.

Ma se davvero riteniamo che le Mura  siano un monumento storico di valore internazionale, un patrimonio che va tutelato e rispettato, è il momento di avviare una riflessione seria.

Noi ci siamo. Parliamone!

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Puliamo le mura 2025

 

Le Mura di Lucca rappresentano il principale simbolo identitario della città e un patrimonio storico-monumentale di inestimabile valore.

Oltre alla loro funzione storica e culturale, esse svolgono quotidianamente un importante ruolo come parco urbano, accogliendo migliaia di cittadini e visitatori.

Tuttavia, l’intenso utilizzo delle Mura comporta anche alcune criticità legate al degrado ambientale, in particolare alla presenza di rifiuti abbandonati, quali cartacce, lattine e bottiglie.

Per contrastare questo fenomeno e promuovere una cultura del rispetto e della cura dei beni comuni, il Comitato Vivere il Centro Storico, con la preziosa collaborazione di Legambiente, organizza l’iniziativa “Puliamo le Mura”, che si svolgerà sabato 14 Giugno alle ore 9:00.

Durante la mattinata, numerosi volontari saranno impegnati nella raccolta dei rifiuti presenti lungo il percorso delle Mura.

I materiali raccolti saranno successivamente conferiti a Sistema Ambiente, che si occuperà del corretto smaltimento e che si ringrazia per la collaborazione e la fornitura delle attrezzature necessarie.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, contribuendo con un gesto concreto alla salvaguardia di uno dei luoghi più rappresentativi e amati della nostra città.

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Portata dell'acqua eccessiva nel fossato intorno alle mura e in Via del Fosso

 

Ci auguriamo che il nuovo organismo creato per la cura delle Mura riesca a sconfiggere la noncuranza che affligge il monumento da troppi anni.

Circa un paio di anni fà presentammo all’ Amministrazione e al Presidente del Consiglio Comunale, affinchè la inoltrasse a tutti i consiglieri, una relazione fotografica dettagliata in cui venivano evidenziate  le numerose  situazioni di degrado che deturpano le Mura, ma purtroppo non abbiamo ricevuto alcun riscontro.

Apprezziamo molto il fatto che adesso si parli di ripulire il paramento dalle erbacce perché le Mura ne hanno estremo bisogno.

Oltre al degrado e alle erbacce c’è un’ altra situazione che, a parere nostro e degli esperti che abbiamo consultato,  dovrebbe essere valutata con estrema sollecitudine.

Da alcuni anni la portata dell’ acqua del fosso cittadino è stata aumentata a dismisura e, in prossimità del Baluardo San Colombano,  il corso d’ acqua passa sotto le Mura per poi  lambirle per diversi metri. Il flusso d’acqua è impetuoso nonchè a contatto diretto con la struttura muraria e   quindi, in mancanza di provvedimenti, potrebbe provocare  erosione della stessa. I consulenti da noi interpellati suggeriscono di installare una palancola (una lastra d’ acciaio) profonda alcuni metri in modo di far barriera e proteggere il monumento.

Nell’ attesa dei lavori il nostro buon senso direbbe di adottare subito un   provvedimento urgente: abbassare il livello dell’ acqua  deviando  la portata del fosso  prima di Porta San Iacopo.

Ci auguriamo che questo problema venga affrontato prima che insorgano gravi problemi.

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Chiodi topografici ancora un miraggio

 

Era l’ 8 Agosto 2023 quando l’Assessora Granucci, a Palazzo Orsetti  in compagnia  di tutta la Giunta, del Sindaco e del Capo di Gabinetto, proclamò solennemente che il suolo pubblico dei locali sarebbe stato delimitato con i “chiodi topografici” e di ciò noi ne fummo felici e fiduciosi.

I chiodi topografici sono quei bulloni piantati in terra che evidenziano lo spazio concesso ai locali.

Senza quei bulloni il “furbo di turno” può fare   quello che gli pare occupando  spazi che non dovrebbe, limitando la sosta dei residenti, evadendo la tassa sul suolo pubblico, provocando cosi una concorrenza sleale nei confronti dell’ esercente onesto che invece paga tutto il dovuto.

In assenza dei chiodi topografici, per effettuare regolari controlli,  la Polizia Municipale è costretta ad andare a cercare la planimetria  per ogni singola attività il che è praticamente impossibile per effettuare controlli di routine e quindi, grazie alla scarsa efficienza dell’ Assessore,  il furbo la fà franca.

Quanto costerà la causa con la Pizzeria? Questo non si sa, però  sappiamo che la gestione del suolo pubblico viene pagata con i soldi della casse pubbliche. Ad esempio per regolamentare il suolo pubblico in Piazza dell’ Anfiteatro si sono spesi circa 5.000 euro di soldi appartenenti a tutti  i cittadini quando la materia riguardava soltanto pochi commercianti.

Che dire poi della vergognosa gestione dei negozi al Carmine quando un barista venne cacciato dal suo locale e gli vennero cambiate le chiavi della porta? Situazione mai accaduta prima a Lucca e che venne risolta quando finalmente il Sindaco la prese in mano offrendo 70.000 euro (di denaro pubblico) come indennizzo ai locali pagando inoltre 4.377 euro per le spese legali sempre a spese dei cittadini.

Visto il tempo trascorso, siamo certi che l’ Assessora Granucci sia in grado di realizzare quanto promesso? Non sarebbe il caso che il Sindaco, come successe al Carmine, prendesse l’iniziativa dando ordine al Dirigente di mettere i chiodi topografici come vanamente  annunciato dall’ Assessora l’ 8 Agosto 2023?

 

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Turismo record ma a che prezzo?

 

Che Lucca sia una città turistica non c’è bisogno di dirlo.

Dove si trova  un centro storico ampio e ben conservato come il nostro che però negli ultimi  anni è diventato un bazar e una mangiatoia? Una monumentalità di 2500 anni viene utilizzata da un turismo di massa che Santini si preoccupa di far crescere. Speriamo la prossima amministrazione sappia  riportare un po' di “garbo”.

Il convegno  “Stati generali sul Turismo”, organizzato nell’ inverno scorso dal Comune di Lucca, ha evidenziato una situazione chiara ed incontrovertibile: nel 2024 il turismo lucchese è cresciuto in linea con quello che è stato il trend toscano. La crescita del turismo lucchese è stata uguale a quella  delle altre città toscane che però non hanno costretto i loro cittadini a pagare due milioni  per finanziarlo.

Parlando di turismo in Toscana, nel periodo Gennaio/Giugno 2024, c’è stato un aumento: della spesa del 23,5%, dei viaggiatori del 9,5% e dei pernottamenti del 12% senza dover ricorrere a carnevalate e amenità varie e ciò conferma che l’ aumento del turismo a Lucca rientra nel normale trend toscano.

In pratica il turismo arriva da sè e quindi  che senso ha spendere oltre 2 milioni di euro di denaro pubblico  quando gli altri non lo fanno e ottengono i nostri stessi risultati?

Qualcuno crede davvero che il  turismo che viene a Lucca è conseguenza di Lucca Magico Natale (costo 127.000 euro), Lucca in Maschera (costo 118.000 euro), Lucca Gustosa (costo 28.000 euro)?

Forse in quelle occasioni gli abitanti di Nave o di S.Pietro a Vico vengono a pernottare a Lucca a bordo di bus turistici parcheggiati al Lucarotti,  andando  in cima alla Torre Guinigi e all’ orto Botanico,  contribuendo così  a provocare i 4,8 milioni di introiti comunali vanto dell’ Amministrazione?

Se non ci fossero gli eventi costosi a carico dei cittadini, di quanto cambierebbe l’ introito nelle casse comunali? Per noi molto poco, forse niente  e magari si eviterebbe di dover ricorrere a nuove tasse come quella sui passi carrabili per aggiustare il bilancio o a prestiti finanziari.

In estrema sintesi: il Turismo produce 4,8 milioni di entrate mentre vengono spesi oltre 2 milioni di denaro pubblico per eventi (ma per noi  sono molto di più) realizzando così un disavanzo positivo di circa 2,8 milioni.

Disavanzo positivo che calerebbe di molto se si considerassero le spese accessorie come ad esempio il mezzo milione per i rifiuti provocati dal turismo che viene fatto  pagare  ai cittadini fuori dalla bolletta, gli straordinari della Polizia Municipale, dei Vigili del Fuoco ecc.

Inoltre se si spendesse di meno si prenderebbero meno soldi in prestito visto che si ricorre a “Cassa depositi e prestiti” perfino per farsi finanziare la manutenzione della segnaletica stradale che, secondo noi,  dovrebbe essere una voce di bilancio.

Quando questa amministrazione è entrata in carica il debito delle casse comunali era di 68.884.293,58 Euro, per il  2025 veniva stimato in 94.504.711,96 euro, il che lascia presupporre che la prossima amministrazione si troverà ad aver a che fare con un debito stimato nella misura di circa 100 milioni di euro.

Tutto legale per carità, le precedenti amministrazioni sono sempre state molto prudenti nell’ esposizione debitoria ed è  quindi grazie a loro che, nonostante l’attuale aumento  del debito, siamo ancora nei limiti di legge. Tuttavia resta il solito dubbio: è giusto che i cittadini “normali” debbano pagare tutti quei milioni che pregiudicano  la vivibilità cittadina e che vanno a vantaggio soltanto di alcune categorie?