lunedì 22 giugno 2026

Carnevale “inventato” e conti in rosso: di cosa ci vantiamo?

 

Carnevale “inventato” e conti in rosso: di cosa ci vantiamo?

Applausi, abbracci, congratulazioni e passerelle mediatiche. Il Sindaco e l’Assessore rivendicano con orgoglio il successo della manifestazione che avrebbe portato nel Centro Storico  di Lucca 20.000 visitatori. Un risultato definito straordinario.

Ma di quale evento stiamo parlando? Di una sfilata di Carnevale realizzata con i figuranti del Carnevale di Viareggio. Una manifestazione che a Viareggio affonda le radici in una tradizione storica, identitaria, riconosciuta a livello nazionale e internazionale. A Lucca, invece, il Carnevale è un’iniziativa recente, introdotta dall’attuale amministrazione e priva di legami con la memoria e la cultura cittadina. Una forzatura.

C’è poi un aspetto che merita attenzione. A Viareggio assistere a una sfilata costa oltre 20 euro. A Lucca l’evento è gratuito. Ma davvero è gratuito? In realtà no: è pagato dal Comune, quindi dai cittadini. L’anno scorso per “Lucca in maschera” sono stati spesi 117.747,31 euro, risorse pubbliche. Vedremo quest’ anno.

È legittimo allora vantarsi della grande affluenza a un evento senza biglietto? Se il prossimo anno, oltre all’ingresso gratuito, si offrisse anche una bevuta omaggio, i visitatori potrebbero raddoppiare. Sarebbe questo il parametro del successo? Dovremmo andarne ancora più fieri?

Il punto non è contestare momenti di festa o socialità, ma interrogarsi sulle priorità. Le previsioni sul debito comunale parlano chiaro: dai 50 milioni del 2023 si stima di arrivare a quasi 80 milioni nel 2027. Un peso che ricadrà sui lucchesi.

In questo contesto, è davvero opportuno esultare per manifestazioni che non appartengono alla tradizione cittadina, che comportano costi rilevanti e che l’ unica cosa che lasciano alla città sono cartacce e  mozziconi? È una domanda che merita una riflessione seria, al di là delle passerelle e degli applausi.

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Perso finanziamento per nuove telecamere

 

Da autorevoli fonti di stampa abbiamo appreso che, tempo fa, la Giunta comunale di Lucca ha perso — per evidente negligenza — la possibilità di ottenere un contributo regionale di 40.000 euro destinato all’installazione di sistemi di videosorveglianza.

Quarantamila euro buttati.

E ce ne ricordiamo ogni volta che leggiamo di risse, accoltellamenti, vandalismi, auto danneggiate, specchietti rotti. In pratica ogni giorno.

È francamente imbarazzante pensare che sia bastato non compilare un modulo e non apporre una firma per far svanire un finanziamento che avrebbe migliorato la sicurezza della città. Un’operazione che avrebbe richiesto un tempo ridicolo rispetto alle energie profuse in feste, festine e altre “baloccate” di cui questa Amministrazione sembra andare particolarmente fiera.

Il cittadino che subisce un danno perde ore per presentare una denuncia che spesso finisce nel nulla. Avrebbe almeno il diritto di sperare che la Polizia potesse verificare le immagini delle videocamere per individuare i responsabili. Ma le videocamere non ci sono. E non ci sono perché qualcuno non ha fatto il proprio dovere.

Poiché veniamo spesso accusati di “criticare e basta”, facciamo uno sforzo ulteriore e proponiamo una soluzione semplice e concreta: destinare l’importo speso per una sola delle tante manifestazioni comunali al potenziamento della rete di videosorveglianza.

Una festina in meno, ma tanta sicurezza in più.

A questo punto una domanda è inevitabile: la responsabilità  civile vale solo per i cittadini comuni?
Perché un cittadino che ritarda di due giorni il pagamento di una bolletta viene immediatamente sanzionato, mentre un’Amministrazione può permettersi di perdere 40.000 euro pubblici senza che nessuno ne risponda?

Qui non si tratta di una svista, ma di un modo di amministrare: superficiale con i soldi dei cittadini, indulgente con se stesso, severissimo solo con chi paga.

Meno feste, meno propaganda, meno autocelebrazione.
Più sicurezza, più responsabilità, più rispetto per i cittadini.

 

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TARI RIFIUTI: LE BOLLETTE SMENTISCONO IL SINDACO. ATTESE LE DOVUTE RETTIFICHE

 

TARI RIFIUTI: LE BOLLETTE SMENTISCONO IL SINDACO. ATTESE LE DOVUTE RETTIFICHE

Dopo le dichiarazioni del Sindaco che hanno definito “false” le segnalazioni sugli aumenti della tassa rifiuti, il Comitato cittadini torna a intervenire con dati e documenti alla mano trasmessi a Sindaco e Consiglieri

Le bollette già emesse e già pagate che abbiamo raccolto e prodotto raccontano una realtà inconfutabile: gli aumenti reali vanno dal 4,31% al 10,52%, a parità di metratura e composizione del nucleo familiare. Non il +2,44% indicato pubblicamente dal Sindaco come aumento “reale”.

In un caso documentato, una famiglia di due persone è passata da 390,04 euro nel 2024 a 431,08 euro nel 2025, con un aumento secco di 41,04 euro (+10,52%). Altri utenti registrano rincari tra il 4,31 % e il 5,75%, in alcuni casi nonostante la riduzione dei componenti del nucleo familiare. Tutti dati verificabili, con numeri di fattura precisi.

A incidere non è stato solo il rialzo tariffario, ma anche la soppressione delle agevolazioni legate ai conferimenti ai centri di raccolta, che garantivano piccoli ma concreti sconti, soprattutto a pensionati e famiglie con redditi bassi. Agevolazioni eliminate che invece andavano incentivate

A questo si aggiunge l’introduzione della tassa di 6 euro per nucleo familiare, inserita in bolletta senza spiegare la sua presenza nè tantomeno che si trattava di un tributo imposto dal Governo. Come potevano i cittadini capire che stavano pagando qualcosa di più? Tassa di scopo comunque iniqua perché uguale per il pensionato con la minima come per il milionario.

 Il Comitato ricorda di aver ammesso pubblicamente una propria svista formale e di aver presentato scuse ufficiali. Alla luce dei dati oggi forniti, restiamo in attesa dei dovuti  chiarimenti da parte  del Sindaco per aver accusato il comitato di diffondere falsità, quando le bollette prodotte dimostrano il contrario.

Restano infine irrisolti i costi dei rifiuti prodotti dai grandi eventi, che continuano a ricadere sulla collettività mentre chi realizza incassi milionari risulta esonerato. Ingiusto utilizzare i proventi della tassa di soggiorno che invece dovrebbero essere impiegati per restaurare la città, Mura in primis.

I cittadini non sono sudditi. Quando una tassa aumenta, va detto chiaramente: quanto, come e perchè.

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“Nottata brava” in Piazza San Gregorio: specchietti distrutti e sicurezza assente

 

“Nottata brava” in Piazza San Gregorio: specchietti distrutti e sicurezza assente

Un’altra notte di vandalismi nel Centro Storico. In Piazza San Gregorio ignoti hanno preso di mira le auto in sosta rompendo gli specchietti retrovisori, trasformando una strada del centro cittadino in un bersaglio gratuito per atti incivili e ingiustificabili.

Un “divertimento” incomprensibile, che però trova un terreno fertile nella totale assenza di controlli e sicurezza reale nel cuore della città. Il risultato è sempre lo stesso: cittadini danneggiati, danni economici, senso di impotenza e, soprattutto, la percezione che a Lucca chi compie atti vandalici lo possa fare senza alcuna conseguenza.

Se non andiamo errati, solo pochi mesi fa il Comune di Lucca ha lasciato scadere i termini per ottenere un contributo regionale di circa 40.000 euro destinato all’installazione di telecamere per la sicurezza urbana. Una rinuncia incomprensibile, grave e oggi ancora più difficile da giustificare.

Se quel finanziamento fosse stato utilizzato, se le telecamere fossero state acquistate e installate – magari proprio in Piazza San Gregorio – oggi conosceremmo il volto di questi vandali e non ci limiteremmo a raccogliere danni e indignazione.

Invece, mentre l’Amministrazione parla, i cittadini pagano: pagano le tasse, pagano i danni e pagano il prezzo di un centro storico sempre più insicuro.
Nel frattempo, i responsabili ringraziano: l’impunità continua a essere garantita.

Chiediamo quindi:

• che il Comune chiarisca pubblicamente perché il contributo regionale non sia stato utilizzato;
• che venga immediatamente predisposto un piano serio di sicurezza e videosorveglianza;
• che i cittadini smettano di essere lasciati soli davanti a episodi che ormai non possono più essere definiti “isolati”.

Lucca merita sicurezza. I cittadini meritano rispetto.
Chi danneggia la città deve essere individuato, fermato e punito. Non domani: adesso.

 

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Bolletta rifiuti +10,25% in un anno: famiglie più tartassate mentre il Comune copre 1,4 milioni di costi per gli eventi

 Bolletta rifiuti +10,25% in un anno: famiglie più tartassate mentre il Comune copre 1,4 milioni di costi per gli eventi

In un solo anno la bolletta rifiuti cresce del 10,25%: una famiglia tipo di due persone passa da 390 euro nel 2024 a oltre 430 nel 2025, a parità di servizio. A questo si aggiunge il nuovo contributo fisso di 6 euro per finanziare le agevolazioni del bonus sociale rifiuti, applicato indistintamente a tutti i cittadini, senza criteri di equità rispetto ai redditi. Un contributo che invece di essere prelevato dalla fiscalità generale  colpisce allo stesso modo chi vive con la pensione minima e chi ha redditi molto elevati come l’industriale milionario, oppure il Sindaco che percepisce circa 10.000 euro al mese o un Assessore che ne percepisce 6.000 (emolumenti raddoppiati dal 2022). Un’impostazione che solleva seri dubbi di equità».

“Vivere il Centro Storico” denuncia inoltre che nel 2025 il Comune ha riconosciuto a Sistema Ambiente 1.100.000 euro per la raccolta rifiuti durante eventi organizzati o patrocinati, più 297.000 euro per gli eventi del calendario Vivi Lucca: in totale 1.397.000 euro di risorse pubbliche.
Così i cittadini pagano due volte: con l’aumento della bolletta e con le tasse comunali, mentre i benefici economici degli eventi restano concentrati sui pochi operatori del settore alberghiero e ristorazione”.

Nel proprio esposto il Comitato chiede a Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale di chiarire:

– se l’aumento sia stato discusso e chi lo abbia votato;

– quali misure siano state adottate per ridurre i costi di Sistema Ambiente;

– perché non venga introdotto un contributo a carico degli organizzatori di eventi;

– e l’apertura di un confronto pubblico in Consiglio.

"Quando si mettono le mani nelle tasche dei cittadini servono trasparenza, equità e chiarezza"

 


“Il Mondo al Contrario”: non è il libro del generale Vannacci, ma quello dell’Amministrazione Comunale di Lucca

 “Il Mondo al Contrario”: non è il libro del generale Vannacci, ma quello dell’Amministrazione Comunale di Lucca

Desideriamo segnalare all’opinione pubblica che, mentre sui media si continua a parlare di “Il Mondo al Contrario” come di un libro di altro genere, quello vero — nella nostra città — sembra essere quello scritto giorno dopo giorno dall’Amministrazione Comunale di Lucca attraverso gli ultimi provvedimenti in materia di inquinamento atmosferico.

Lucca è, insieme a Capannori, uno dei territori più inquinati della Toscana. È per questo che, per obbligo di legge, il Comune è stato costretto a emanare provvedimenti di urgenza. Tuttavia, tali misure — che incidono pesantemente sulla vita quotidiana dei cittadini — non hanno ricevuto, a nostro avviso,  quella adeguata comunicazione che sarebbe stata doverosa.

Con l’Ordinanza 2775, il Sindaco ha disposto fino al 31 Marzo:

  • il divieto di combustione di biomasse all’esterno,
  • il divieto di utilizzo di generatori di calore di classe inferiore alla 3 e dei caminetti,
  • il limite massimo di 18 gradi per il riscaldamento di abitazioni, uffici e pubblici esercizi,
  • l’obbligo di chiusura delle porte dei negozi.

Il tutto accompagnato dalla minaccia di sanzioni — perfino di natura penale — per i trasgressori.

Con l’Ordinanza 3123, invece, è stato imposto dal 4 al 9 Dicembre il blocco della circolazione dalle 8:30 alle 18:30 per diverse categorie di veicoli, tra cui le auto e i mezzi diesel fino a Euro 4.

Misure drastiche e restrittive, che però non sembrano essere state rese note con la necessaria chiarezza e diffusione. Una discrepanza che colpisce, soprattutto se confrontata con il risalto dato alle iniziative ludiche e agli eventi “da Paese dei Balocchi” tanto cari alla Giunta.

Paradossalmente, lo stesso Sindaco — che per legge è il massimo responsabile della tutela della salute pubblica — ha aperto al parcheggio indiscriminato e gratuito nel Centro Storico. Il risultato è noto a chiunque frequenti la città: il parcheggio Mazzini è diventato inutilizzabile per i pochi abbonati e finanche per i proprietari di stalli, bloccati dalle lunghe code di auto in attesa di un posto gratuito.

Durante il weekend dell’Immacolata, la coda per il parcheggio Cittadella arrivava fino a Piazzale Verdi.
Quanti di questi conducenti erano al corrente dei divieti?

A nostro avviso, ben pochi.

 

E i controlli? Non ne abbiamo visti.

Nessuno che verificasse le classi euro dei veicoli in coda, spesso fermi a motore acceso, contribuendo ad appesantire un’aria già irrespirabile, con grave danno soprattutto per le fasce più vulnerabili. Due pattuglie erano presenti alla Messa dell’Immacolata, ma nessuna sui viali o ai varchi di accesso. Sfortunati noi che non li abbiamo visti? Non crediamo.

 

Forse alla base c’è un equivoco:


un Sindaco non è il direttore artistico di un calendario di eventi.

Un Sindaco è prima di tutto il garante della salute dei cittadini — tutti, non solo quelli che partecipano alle feste in centro.

Vorremmo semplicemente un’Amministrazione più attenta alla vita reale e alle difficoltà concrete dei cittadini, non solo all’immagine patinata delle iniziative natalizie.

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Aria irrespirabile a Lucca: l’ennesima ordinanza inutile. L’Amministrazione Pardini continua a peggiorare la situazione

 Aria irrespirabile a Lucca: l’ennesima ordinanza inutile. L’Amministrazione Pardini continua a peggiorare la situazione

Siamo all’ennesima puntata di una storia che sembra non finire mai: a Lucca l’aria è talmente irrespirabile che il Comune è costretto, ancora una volta, a emanare un’ordinanza di limitazione del traffico. Non si tratta di una scelta politica: quando i valori dell’inquinamento schizzano così in alto, la legge impone di intervenire.

Ma a cosa serve un’ordinanza se poi nessuno controlla? A nulla. E infatti, anche questa finirà nel grande archivio delle misure annunciate con enfasi e mai fatte rispettare. Un’altra foglia di fico per coprire l’inerzia amministrativa.

La verità è semplice: la situazione sarebbe meno drammatica se le promesse fatte fossero state mantenute. I TIR dovevano sparire dalla circonvallazione: promessa solenne del Sindaco  in campagna elettorale, mai realizzata. Il traffico nel centro storico doveva diminuire secondo il PAMS della precedente amministrazione: anche questo affossato.

Invece l’Amministrazione Pardini ha scelto scientemente di aumentare il traffico: varchi spenti, parcheggi gratuiti, incentivi a portare ancora più auto sui viali e nel cuore della città. Ogni provvedimento va nella direzione opposta rispetto alla tutela della salute pubblica.

Ricordiamo che i limiti raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono molto più severi di quelli italiani, e che quelli in vigore dal 2030 saranno più restrittivi degli attuali. Ma non basterà cambiare i numeri sulla carta se il Comune continuerà a ignorare la questione dei controlli: senza verifiche reali ogni norma è inutile.

È ora di dirlo senza giri di parole: governare una città non significa organizzare eventi, feste e passerelle mediatiche. Innanzi tutto significa tutelare la salute dei cittadini. E su questo fronte l’Amministrazione Pardini sta fallendo clamorosamente.

La città respira smog, mentre chi dovrebbe intervenire si limita a girare lo sguardo altrove.

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Mura cittadine: due anni senza interventi dopo la segnalazione. Ora il tratto del Baluardo San Salvatore è recintato, ma il degrado rimane sotto gli occhi di tutti

 

Mura cittadine: due anni senza interventi dopo la segnalazione. Ora il tratto del Baluardo San Salvatore è recintato, ma il degrado rimane sotto gli occhi di tutti

Il 20 aprile 2023 abbiamo inviato al Sindaco, all’Assessore ai Lavori Pubblici, al Prefetto, al Sottosegretario di Stato, alla Soprintendenza, alla Direzione Generale Belle Arti e al Segretariato Regionale del Ministero della Cultura una relazione dettagliata sul grave stato di deterioramento delle Mura cittadine.

Dieci allegati fotografici documentavano crepe, distacchi, mattoni e pietre mancanti in tutti i Baluardi: problemi evidenti e diffusi, inaccettabili in un monumento che, oltre ad essere il più importante della nostra città, aveva appena assorbito risorse ministeriali per ben due milioni di euro. Una cifra che stride con la facilità con cui, ogni anno, si trovano fondi ben più consistenti per feste ed eventi, mentre il nostro patrimonio storico continua a sgretolarsi.

Il caso più allarmante era (ed è) il paramento del Baluardo San Salvatore: una porzione ampia e visibilmente lesionata, con crepe che, anche a un occhio inesperto come il nostro, lasciavano intuire un possibile rischio di cedimento.

Per due anni, da parte delle istituzioni, il nulla assoluto. Nessuna risposta, nessun sopralluogo pubblico, nessuna comunicazione. Soltanto alcuni mesi fa, con un ritardo ingiustificabile, il tratto è stato finalmente recintato. Un provvedimento minimo, tardivo e puramente difensivo, che non risolve il problema e serve solo a evitare che i cittadini vengano colpiti dai distacchi. Il monumento, intanto, rimane in bella vista nel suo degrado.

Se ci sono voluti due anni per mettere quattro transenne, è legittimo temere che per un intervento vero ne serviranno cinque, forse dieci. Intanto persino un tavolo pubblico è rimasto intrappolato dentro la recinzione: un simbolo perfetto dell’approssimazione con cui si affronta la tutela del nostro patrimonio.

Riteniamo gravissimo che un bene identitario della città venga trattato con tanta negligenza. Chiediamo alle istituzioni, tutte, di assumersi finalmente le proprie responsabilità e di intervenire con urgenza, trasparenza e continuità.

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La Giunta Pardini e il caso Parcheggio Mazzini: identità politica cercasi

 

La Giunta Pardini e il caso Parcheggio Mazzini: identità politica cercasi

I provvedimenti sul Parcheggio Mazzini dicono più della Giunta Pardini di quanto forse la Giunta stessa vorrebbe. E ciò che dicono non è lusinghiero.

Di sicuro non è illuminista: l’uguaglianza dei cittadini sparisce quando i residenti e i lavoratori pagano, mentre i clienti dei bar parcheggiano gratis nel weekend.

E non è nemmeno neoliberista, perché quando torna utile applicare la logica del profitto la si invoca (come con gli abbonati cacciati fuori perché “poco redditizi”), mentre  quando non conviene, la si dimentica, regalando posti auto come fossero favori.

 

Il risultato? Un’amministrazione che procede a colpi di eccezioni, senza una linea, senza un criterio, senza una visione. Un giorno il parcheggio è per i turisti che pagano bene, quello dopo per i clienti dei bar, quello dopo ancora per i visitatori Comics. Sempre a seconda di chi torna utile in quel momento.

Più che una strategia, sembra un’improvvisazione continua, con un grado di arbitrarietà che ricorda più un piccolo sultanato che una città europea.

Alla fine la vera domanda non è come definirla.

La vera domanda è: la Giunta Pardini ha una qualche identità politica riconoscibile?

 

Al momento, la risposta — purtroppo — è no.

E il Parcheggio Mazzini ne è la prova più evidente.

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Danni alle Mura Urbane: esposto del Comitato “Vivere il Centro Storico”

 

Danni alle Mura Urbane: esposto del Comitato “Vivere il Centro Storico”

Il Comitato “Vivere il Centro Storico”,  ha presentato un esposto alla Soprintendenza, al Comune di Lucca e agli enti centrali interessati per segnalare danni al tetto delle casermette sopra Porta San Pietro e Porta San Donato.

I danni sarebbero stati notati il 4 novembre, per casualità dopo il passaggio di un camion di grandi dimensioni sulle Mura, adibito a raccogliere i materiali  di Lucca Comics & Games. Il che non significa che siano stati causati da questo mezzo, così come è altrettanto vero che i pedoni e i ciclisti non possono certamente esserne ritenuti causa.

Al fine di far luce sulle cause che hanno provocato questi danni il Comitato chiede accertamenti urgenti, la copia  delle autorizzazioni al transito dei mezzi sulle Mura in occasione delle manifestazioni, nonché l’ accertamento di   eventuali responsabilità per danneggiamento di bene culturale, ricordando che le Mura Urbane di Lucca sono tutelate da Decreto del Ministero n. 103/2017l  come patrimonio storico vincolato.

Sarà interessante vedere chi pagherà le riparazioni. Ci auguriamo che non vadano a carico dei cittadini che già sono chiamati a pagare oltre due milioni all’ anno per gli eventi, più  spese accessorie, come ad esempio gli straordinari dei Vigili Urbani e le altre.

“Le Mura sono il simbolo di Lucca: vanno protette con la massima attenzione”,

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Permessi residenti e controlli sulle residenze effettive e sugli affitti brevi

 Permessi residenti e controlli sulle residenze effettive e sugli affitti brevi

Come Comitato “Vivere il Centro Storico” lo diciamo da tempo: l’aumento anomalo del numero di permessi residenti – praticamente raddoppiato nonostante la popolazione del centro storico sia rimasta stabile – non trova una spiegazione logica se non nella mancanza di controlli adeguati.

Abbiamo più volte segnalato la necessità di verificare le case adibite ad affitti brevi, per evitare che siano  dichiarate come prima casa per ottenere agevolazioni e permessi che non spetterebbero, eludendo così anche il pagamento dell’IMU.

Parimenti, abbiamo richiesto  controlli accurati per evitare che persone che non risultano più residenti effettivamente nel centro ne beneficino illegittimamente.

Apprezziamo la scelta dell’Amministrazione di non richiedere l’autocertificazione per il rinnovo del primo permesso, ma ricordiamo che decisioni di questo tipo richiedono una capacità gestionale concreta, fondata sull’incrocio dei dati tra anagrafe e uffici competenti. Se non si è in grado di garantire un controllo efficace, sarebbe preferibile evitare modifiche che potrebbero avere effetti distorsivi o penalizzare i veri residenti.

Ora che finalmente il Comune sembra porsi le giuste domande, ci chiediamo:
verranno davvero effettuati i controlli promessi?

E già che ci siamo, auspichiamo che vengano verificati anche i permessi rilasciati dagli hotel, ricordando che l’Assessore Buchignani ha eliminato l’obbligo di trasmettere a Lucca Plus la fattura di soggiorno a conferma della loro concessione. In un contesto ideale ciò non comporterebbe problemi, ma purtroppo Lucca non è un mondo ideale. È quindi legittimo chiedersi se tutti i permessi siano rilasciati nel pieno rispetto delle regole o se qualcuno, confidando nella mancanza di controlli, ne approfitti per favorire amici e conoscenti.

Il rispetto delle regole e la parità di trattamento devono valere per tutti. A Lucca non può bastare “la parola”: servono verifiche puntuali, trasparenza e responsabilità amministrativa

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Lettera aperta al Comune di Lucca – Il sottopasso invisibile e il viottolo immortale

 Lettera aperta al Comune di Lucca – Il sottopasso invisibile e il viottolo immortale

Cari signori dell’Assessorato alle Opere Pubbliche,

complimenti! Finalmente un’opera fatta bene: il sottopassaggio alla stazione è pronto, funzionale, moderno, realizzato senza gli intoppi del Ponte di Monte S.Quirico… e praticamente invisibile.
Perché, strano ma vero, la gente continua a passare dove non dovrebbe, lungo quel viottolino sterrato usato durante i lavori.
Un viottolo che, a forza di essere calpestato, ormai ha più diritto di cittadinanza del sottopasso stesso.

Ora, una domanda sorge spontanea:
abbiamo speso centinaia di migliaia di euro — forse anche un milioncino, che tanto non fa differenza — per un sottopasso che non tutti  usano?
E poi non si trova il tempo o il prato per coprire il vecchio viottolo?
Nemmeno due zolle d’erba  o un cartello “di qua, non di là”?
Niente. Zero. Il nulla amministrativo.

Così, mentre i cittadini attraversano pericolosamente dove le strisce pedonali non ci sono più, l’opera scintillante resta lì, come un museo della burocrazia moderna.
Un monumento all’arte di fare le cose a metà, dove il progetto finisce esattamente un metro prima del buon senso.

Forse nel capitolato c’era scritto “realizzare sottopassaggio e lasciare alla popolazione un viottolo commemorativo del cantiere”.
In tal caso, tutto perfetto.
Se invece l’idea era farlo usare davvero… forse una zappata di realtà non guasterebbe

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Sosta nel Centro Storico: pochi stalli e troppi permessi? Limitiamo quelli dei residenti!

 

Sosta nel Centro Storico: pochi stalli e troppi permessi? Limitiamo quelli dei residenti!

Sembra essere questa la strategia dell’ Amministrazione. I dati parlano chiaro: per ogni stallo disponibile, sono stati rilasciati 8,83 permessi, a cui si aggiungono migliaia di autorizzazioni giornaliere e orarie, spesso usate in maniera impropria facilitati in ciò dalla mancanza di controlli efficaci.

A questo si sommano oltre 58.700 permessi rilasciati da strutture alberghiere e ricettive, che contribuiscono a un traffico continuo all’interno delle Mura, generando una situazione di apparente “liberi tutti”, mentre però i veri penalizzati sono quelli che  nel centro storico ci vivono ogni giorno: i residenti.

Le attuali regole prevedono che ogni nucleo familiare possa ottenere al massimo due permessi, ma solo se composto da almeno tre persone. Un peso enorme  per moltissime famiglie:

·         Una coppia con due auto può ottenere un solo permesso, e deve lasciare l’altra vettura fuori dalle Mura, affrontando disagi quotidiani, spesso in orari serali, notturni o in condizioni meteo sfavorevoli.

·         Famiglie con tre o quattro membri e più veicoli sono costrette a parcheggiare parte delle auto fuori dal centro, senza alternative praticabili.

A tutto ciò si aggiungono costi rilevanti:

·         Il secondo permesso residenti costa 120 euro all’anno ma non garantisce niente.

·         Il parcheggio alla Caserma Mazzini costa 30 euro al mese, ma è inutilizzabile, quando è completamente  occupato da veicoli di chi arriva da fuori città e ci parcheggia gratuitamente, magari solo per un aperitivo o una passeggiata in centro.

Non meno critica è la questione dei 482 permessi scolastici “W”, rilasciati gratuitamente per accompagnare gli studenti nelle scuole del centro. Un numero eccessivo, soprattutto se confrontato con la progressiva chiusura o accorpamento degli istituti periferici per mancanza di iscritti.

Tale massa di veicoli, concentrata nelle stesse fasce orarie, produce quotidianamente:

·         Inquinamento

·         Ingorghi

·         Un generale peggioramento della qualità urbana

Particolarmente controversa la decisione di disattivare il varco di Porta San Gervasio, per consentire l’accesso agli accompagnatori degli studenti della Media Carducci al fine di evitare ai ragazzi di camminare per 100 metri e per permettere ai loro genitori di fare colazione in centro. Una scelta che ha causato:

·         Accessi non controllati

·         Soste abusive sugli stalli riservati ai residenti

·         Minori entrate per il Comune perché così si evade il pagamento   del  permesso giornaliero.

·         Ulteriore degrado del decoro urbano

Sarebbe stato più sensato mantenere attivo il varco, impedendo l’ entrata a Porta Elisa oppure  rilasciando permessi temporanei controllati e limitati esclusivamente ai genitori degli studenti, evitando così abusi e degrado.

Questa situazione dimostra chiaramente una gestione sbilanciata, dove i residenti pagano il prezzo più alto, mentre si privilegiano le esigenze commerciali e la “comodità” di chi il centro lo frequenta solo occasionalmente.

Una città che vuole dirsi sostenibile, giusta e vivibile non può continuare a ignorare i diritti di chi la abita ogni giorno. È necessario ripensare radicalmente le politiche di sosta e accesso al Centro Storico, ristabilendo criteri di equità, controllo e trasparenza.

A chi vogliamo davvero che appartenga la città?

È tempo di dare una risposta chiara.

Troppe auto, troppo pochi parcheggi: i numeri di un Centro Storico soffocato

 Troppe auto, troppo pochi parcheggi: i numeri di un Centro Storico soffocato

Che i permessi residenti siano raddoppiati senza alcun motivo apparente arrivando a quota  8.464 è un dato interessante che però diventa tragico se si rapporta ai posti gialli disponibili in Centro Storico

Come ben sappiamo gli stalli gialli dentro le Mura sono soltanto 1.629 e ciò significa che per ogni stallo ci sono ben 5,19 permessi residenti che avrebbero diritto a parcheggiarci.

Purtroppo il problema non finisce qui perché malauguratamente ci sono molte altre categorie che hanno un permesso permanente uguale a quello dei residenti che dà loro diritto a parcheggiare sugli stalli gialli.

Ci sono 3.112 invalidi,  1.663 artigiani, 311 pubblici servizi e 21 amministratori cosicchè arriviamo a  13.589 permessi e cioè 8,83 permessi per ogni singolo stallo di sosta.

A dire il vero il problema non è ancora finito perché poi ci sono ulteriori circa 1.000 permessi a ore che diventano a tempo  indefinito perché tanto nessuno controlla, in aggiunta ai circa 9.000 permessi giornalieri che vengono rilasciati annualmente e ai 58.710 permessi che vengono rilasciati da Hotel, B&B cliniche e varie.

Con il provvedimento di apertura del varco a Porta San Gervasio abbiamo notato un ulteriore  aumento degli autoveicoli in sosta senza permesso e ciò peggiora ulteriormente la situazione dei parcheggi oltre a provocare il danno erariale conseguente al mancato pagamento del permesso giornaliero da parte dei  “furbi di turno” che sembrano essere una categoria tanto apprezzata dal Comune.

Via Buiamonti, Piazza S.Maria e Corso Garibaldi dovevano entrare nella ZTL ma l’ Assessore Buchignani ha deciso di annullare questo progetto della passata amministrazione  lasciando le suddette zone in balia del traffico e del parcheggio più selvaggio, soprattutto nelle ore notturne.

A volte ci domandiamo quale è il motivo che porta questa amministrazione  a disprezzare in tal modo i residenti e  tutta la città. Noi non riusciamo a capirlo.

L’ Assessore Santini e il Capo di Gabinetto Placido, mesi orsono ci hanno chiesto di collaborare fornendo una lista di potenziali stalli gialli realizzabili in Centro Storico.  Abbiamo fornito un elenco di 180 possibilità di sosta. Abbiamo impiegato diverse ore per fare questo lavoro, ma i nostri due amministratori non hanno trovato nemmeno un minuto per fornire un minimo riscontro e farci sapere qualcosa. Noi la nostra parte l’ abbiamo fatta e ci aspetteremmo che chi ci governa faccia altrettanto.

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Permessi residenti: macchè Lucca Gustosa qua siamo a Lucca Miracolosa

 Permessi residenti: macchè Lucca Gustosa qua siamo a Lucca Miracolosa

Nel 2020 i permessi per la ZTL rilasciati ai residenti sono stati 3.591, nel 2021 erano 4.433, nel 2023 sono diventati 5.803 per poi arrivare a 8.464 nel 2024.

Il dato  è strabiliante  perché ad oggi in Centro Storico ci vive  grosso modo la stessa quantità di residenti del 2020 (circa 9.000 persone) e   quindi è difficile spiegare  a che cosa sia dovuto questo incredibile aumento di permessi.

All’ inizio abbiamo pensato che l’ Assessore Buchignani, dopo aver tolto ai bed and breakfast e agli hotel l’ obbligo di produzione della fattura per i permessi che essi  concedono ai loro clienti, avesse ulteriormente “allargato le maglie” rimuovendo l’ obbligo di presentare il certificato di residenza per ottenere il permesso, ma poi, visto che non c’erano  atti al riguardo,  abbiamo scartato questa  ipotesi.

Abbiamo pensato anche che l’ Assessore Santini avesse fatto una campagna di “ripopolazione” del Centro Storico senza dargli risalto, ma poi abbiamo scartato anche questa ipotesi in quanto ci pare che il nostro assessore si dedichi più cha altro a  manifestazioni ludiche e di ben più basso contenuto sociale  e poi perché non abbiamo trovato alcun stanziamento da parte della Giunta che andasse a sommarsi  agli oltre due milioni di denaro pubblico  che ogni anno vengono spesi per eventi e kermesse.

Dopo tutte queste considerazioni ci è rimasto solo un dubbio. Sarà mica che questo raddoppio di permessi residenti sia dovuto agli affitti turistici? Ci spieghiamo meglio. Tanti appartamenti in centro sono stati comprati per esercitare questa attività, sarà mica che il proprietario si è intestato il bene come prima casa per evitare l’ IMU e per prendere il permesso residenti? Non ci sarebbe da meravigliarsi perché  abbiamo visto quante attività sono emerse dopo la legge nazionale che obbliga le attività alberghiere a registrarsi per prendere il CIN e che fino ad allora erano  rimaste sconosciute ai controlli comunali. Sarebbe una situazione veramente ingiusta e imbarazzante: evadere l’ IMU e ottenere un permesso che non spetta.

Ci domandiamo se vengono fatti controlli  incrociando i CIN con le abitazioni dichiarate prima casa. Più in generale vengono fatti i controlli sulle effettive residenze dichiarate per avere il permesso?

Non dimentichiamoci  che un raddoppio dei permessi,  a logica,  dovrebbe prevedere un raddoppio dei residenti però noi questi residenti in più non li vediamo nei palazzi dove abitiamo e nemmeno in quelli d’intorno e quindi, a maggior ragione, ci domandiamo: ma  l’ Amministrazione controlla oppure no?

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