domenica 1 giugno 2014

Coordinamento Nazionale Anti Movida Selvaggia

Dopo la costituzione del Coordinamento Nazionale Anti Movida Selvaggia che ha avuto luogo Sabato 17 Maggio a Bologna e che ha visto la partecipazione di ben 50 realta’ associative rappresentanti di 30 citta’ distribuite su tutto il territorio italiano da Torino a Catania, si e’ adesso costituito anche il Coordinamento Regionale Toscano a cui hanno aderito le associazioni dei residenti di Massa, Pisa, Lucca, Pistoia e Firenze. Il fine del Coordinamento regionale e’ quello di rappresentare i bisogni, i disagi ed i diritti dei residenti alla Regione Toscana, la quale, come tutti gli enti Regione, rappresenta un interlocutore di fondamentale importanza per cio’ che riguarda la problematica acustica. Durante la prima riunione del Coordinamento e’ emersa la necessita’ di incontrare l’ Assessore Regionale all’ Ambiente Annamaria Bramerini al fine di esprimere la gratitudine dei cittadini per aver varato la LR 2/2014, che vede una importanza diminuzione del numero di deroghe ai limiti massimi di inquinamento acustico che possono essere concessi e per evidenziare situazioni di disagio e di prevaricazioni legati alla Movida Selvaggia che richiedono ulteriori provvedimenti a tutela della salute pubblica, nonche’ del decoro urbano dei nostri centri storici. http://vivereilcentrostorico.blogspot.com

sabato 17 maggio 2014

Varchi telematici e pannelli luminosi.

A breve verranno installati i pannelli luminosi ai varchi telematici. In questo modo le telecamere diventeranno ancora piu’ evidenti, anche se gia’ adesso rispettavano tutte le norme previste dal Codice della Strada. Verra’ esposto un orologio che servira’ ad informare gli utenti dell’ ora esatta, cosi’ da evitare che qualche veicolo autorizzato ad entrare nella ZTL soltanto in determinate fasce orarie, possa essere contravvenzionato solo perche’ l’ orologio del guidatore e’ avanti di pochi minuti. Tutto bene quindi, anzi ancora meglio del necessario. L’ unico dubbio che ci lascia un po’ perplessi e’ relativo alla possibilita’ di cambiare il messaggio che appare sul pannello. Se i varchi resteranno attivi per 24 ore come confermato da tutti, Sindaco compreso, per quale motivo si devono spendere soldi per disporre della possibilita’ di indicare “Varco Attivo”, oppure “Varco non attivo”? Chiaramente per cambiare la dicitura del messaggio sul pannello ci vorranno delle strumentazioni adeguate che avranno un costo. Per quale motivo si spendono questi soldi se non servono a niente? Se i varchi resteranno sempre accessi non sarebbe stato sufficiente mettere dei pannelli identici pero’ con la scritta fissa “Varco Attivo”? Con i soldi risparmiati si sarebbe potuto aiutare la seconda fase del progetto che invece e’ stata posticipata al 2015 per mancanza di fondi, Un progetto ben piu’ importante del primo perche’ destinato a rilevare gli orari di uscita dei mezzi e quindi l’abuso che viene fatto del permesso, a seguito del viavai di camioncini nell’ Isola Pedonale a tutte le ore del giorno http://vivereilcentrostorico.blogspot.com

domenica 27 aprile 2014

Dove Finiscono i soldi di Lucca Comics?

Nel corso della prossima settimana, in Consiglio Comunale si terra’ il dibattito sulle societa’ partecipate di Lucca Holding. Al di la’ dei tecnicismi che verranno affrontati in quella sede un dato su tutti appare evidente: il profitto che registra Lucca Comics and Games. Nel 2013 le entrate di questa societa’, il cui capitale azionario e’ detenuto interamente dal Comune di Lucca attraverso la Lucca Holding e quindi e’ di proprieta’ di tutti cittadini lucchesi, ha registrato un incasso di euro 3.504,470,18 e delle spese di 2.721.852,97 provocando un utile di ben 782.617,21 euro. Alcune spese, tipo quella relativa alla realizzazione dell’ area fieristica costano la bellezza di 1.157.804,94, e crediamo che debbano essere valutate intelligentemente perche’, da profani, ci sembra uno sproposito spendere questi importi anno dopo anno per avere dei tendoni stile “post terremoto” , che oltretutto occupano le piazze per un mese intero. A prescindere da cio’ la domanda che sorge spontanea e’: ma dove va a finire tutto questo ben di Dio? Possibile che dopo aver tenuto a sacco la citta’ per 4 giorni, aver inibito l’ uso di parte della stessa per un mese intero e aver guadagnato quasi 800.000 euro si dica che non ci sono i soldi per rifare il muro di Villa Bottini, oppure che non ci sono risorse per mantenere in funzione alcuni parchi giochi, o addirittura che si faccino tagli al bilancio comunale per molte centinaia di migliaia di euro? Dove e’ il doveroso risarcimento nei confronti di quella collettività che ogni volta si trova a patire i disagi dopo che ha permesso a Lucca Comics di nascere concedendogli un prestito attraverso le casse comunali che sono soldi di tutti? Dove’ il soddisfacimento dell’ interesse generale che dovrebbe essere prerogativa essenziale per qualsiasi societa’ di proprieta’ comunale? http://vivereilcentrostorico.blogspot.com

giovedì 10 aprile 2014

Normativa Regionale su attività rumorose.

La professionali e chiare delucidazioni dell’ Arpat circa la nuova normativa regionale non lasciano spazi a dubbi. Il problema del rumore molesto riconducibile alla presenza o attivita’ dei locali pubblici esiste in quanto rappresenta il 25% di tutti gli esposti che Arpat riceve annualmente. Il problema c’è, attiene alla salute dei cittadini ed è socialmente rilevante. L’ unico modo per risolverlo è quello di fissare limiti e regole chiare che possano, da un lato, tutelare la salute dei cittadini, mentre dall’ altro prevenire che vengano comminate ai proprietari dei locali pubblici sanzioni civili o penali. Per questi motivi la Regione ha varato il Regolamento 2 del 2014 che va’ proprio in questa direzione. Chi afferma che questo regolamento vieta la musica dal vivo dice una cosa che non e’ vera. Chi vuole fare musica dal vivo puo’ farlo tutti i giorni dell’ anno e per 24 ore giornaliere. Il regolamento non lo proibisce affatto. Se il locale e’ progettato ed insonorizzato in maniera adeguata e non provoca alcun disturbo ai vicini non c’ è alcun problema: nessuno glielo potrà mai vietare. Un ambiente acusticamente insonorizzato è un requisito essenziale per chi vuol fare musica dal vivo. Giusto per fare un esempio è come la cella frigorifera per un macellaio. In ambedue i casi si tratta di requisiti necessari per la tutela della salute pubblica. L’ ambiente insonorizzato consente di riposare a chi abita nelle vicinanze che vede cosí tutelata la sua salute, mentre la cella frigorifera consente al cliente della macelleria di comprare una carne che non sia affetta da germi e batteri che potrebbero pregiudicare il suo stato di salute. Cosa potremmo pensare se i macellai chiedessero di non avere l’ obbligo di tenere la carne in frigorifero per risparmiare sul costo della cella frigorifera e su quello dell’ energia elettrica necessaria per il suo funzionamento? E’ in questa ottica che il Regolamento regionale ha la sua validita’. La diminuzione del numero delle deroghe che possono essere concesse vuol dire: vuoi fare una attività che comporta la produzione di rumore? Bene falla pure quando ti pare, a condizione che tu ti organizzi per non mettere in croce chi vive vicino al tuo locale. Se invece non ti vuoi organizzare, ti viene concesso solo un certo numero di deroghe perché al mondo ci sono anche quelli che vivono vicino al tuo locale ed anche loro hanno il sacrosanto diritto, tutelato dalla legge, di voler dormire e riposare. Caso mai una lacuna nella normativa attuale continua a persistere. Non si prende in considerazione una delle principali forme di disturbo che è originata dai gruppi di avventori che consumano le bevande stazionando sulle pubbliche vie e piazze. Sarebbe opportuno che il consumo delle bevande fornite dal locale venisse previsto soltanto all’interno delle pertinenze dello stesso, in tal modo si potrebbero limitare molti dei disagi che attualmente si verificano e che richiedono numerosi interventi da parte delle forze dell’ ordine. Altro discorso è quello delle deroghe concesse al Comune e agli enti patrocinati. Il discorso della Regione è molto semplice e di buon senso: hai individuato le aree destinate a spettacolo a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all’aperto nel Piano di Classificazione Acustica Comunale? Bene allora le manifestazioni musicali le dovresti fare lí, tuttavia, come eccezione, ti viene concesso un certo numero di deroghe per farle in quei posti dove altrimenti questo ti sarebbe impedito, sempre nell’ ottica della imprescindibile tutela della salute pubblica. http://vivereilcentrostorico.blogspot.com

mercoledì 9 aprile 2014

VerdeMura 2014

Ma e’ mai possibile che quando a Lucca si organizza una manifestazione si debba perdere il lume della ragione e dimenticarsi del resto del mondo? Precisiamo e sottolineamo che nessuno e’ contro Verdemura, ma e’ giusto che si chiuda la cerchia urbana al passaggio pedonale obbligando le persone a scendere in Piazza del Collegio e risalire sulle Mura alla sortita di S.Cristoforo? Ci vuole un architetto di fama internazionale, magari austriaco o forse addirittura Renzo Piano, per spostare i banchi di un metro e lasciare questo corridoio a disposizione di chi vuol passare per godersi la passeggiata sulle Mura? Non ci sembra che sia una impresa impossibile anche perché con Murabilia si fa regolarmente e quindi non c’è motivo per cui ciò non possa essere fatto anche per Verdemura. Ci auguriamo che per la prossima edizione i solerti funzionari coinvolti pensino anche ai normali cittadini che vogliono semplicemente godersi le Mura i quali, tra l’ altro, sono molti di piu’ dei visitatori di questa rassegna Se poi i medesimi funzionari riuscissero a limitare il traffico veicolare degli espositori, che attualmente si sviluppa senza controlli per tutta la cerchia urbana procedendo a zig zag fra i pedoni, farebbero una cosa buona e giusta. http://vivereilcentrostorico.blogspot.com

sabato 22 marzo 2014

Inquinamento a Lucca

Le affermazioni attribuite al dirigente dell’ Ufficio Ambiente di Lucca sono sconcertanti. Sembra quasi che il Comune di Lucca si renda conto solo adesso che l’Arpat ha deciso di collocare la centralina di categoria fondo urbano a San Filippo. Ricordiamo perfettamente che questo argomento venne da noi piu’ volte trattato anni orsono con il funzionario Papadia alla presenza dell’ allora Assessore Dinelli e quindi la circostanza non e’ certamente una novita’ . La centralina urbana fondo e’ un obbligo inderogabile posto a carico dell’Amministrazione lucchese dalla G.R. 1025 06.12.2010 e tra l’ altro Lucca e’ l’ unica citta’ capoluogo ad essere priva di una stazione di monitoraggio che abbia valore legale, tanto e’ vero che, al momento, viene utilizzata per questo scopo, quella di Capannori. Nella medesima normativa regionale, la decisione circa dove localizzare la centralina urbana fondo del Comune di Lucca viene attribuita all’ Arpat e quindi i funzionari e dirigenti del Comune di Lucca non hanno alcun potere decisionale in merito. Sarebbe invece il caso che questi ultimi si adoperassero senza indugi a compiere gli atti necessari per la regolamentazione urbanistica dello strumento e favorire gli allacci necessari. Ridicola l’ idea di proporre la localizzazione della stazione di monitoraggio in Viale Corsica a San Vito. Basta andarsi a leggere un minimo di letteratura tecnica per rendersi conto che la stazione di monitoraggio di categoria fondo urbano deve essere posta nelle vicinanze di infrastrutture ad alto potere inquinanti come ad esempio, nel caso di Lucca, lo sono l’ autostrada e la circonvallazione. Rivolgiamo al Sindaco, in qualita’ di massimo responsabile della salute dei cittadini, un caloroso invito ad interessarsi personalmente di questa situazione, facendo in modo che il personale dell’ Ufficio Ambiente collabori prontamente con l’ Arpat attuando sollecitamente le richieste che gli perverranno, senza avventurarsi in disquisizioni tecniche che per le legge non gli sono dovute e cercando di ridurre al massimo questo ritardo che ad oggi ammonta a circa 3 anni e mezzo. http://vivereilcentrostorico.blogspot.com

sabato 15 marzo 2014

Ancora sui varchi telematici

Il comportamento del consigliere Marco Martinelli capogruppo del PDL continua a stupirci sempre di piu’. Durante la passata amministrazione, in qualita’ di membro della Commissione Lavori Pubblici prima e come Presidente della stessa poi, ha svolto un ruolo determinante per la realizzazione della rete dei varchi telematici. In poche parole si puo’ dire che senza il gruppo di persone di cui egli faceva parte, adesso non ci sarebbero i varchi e di questo gliene siamo profondamente grati. Quello che ci risulta difficile da comprendere e’ perche’ mai adesso che non e’ piu’ in quella “stanza dei bottoni” vorrebbe di fatto distruggere la sua creatura spegnendo la rete durante le ore notturne. Ci sembra una mossa politica della quale ci sfugge il senso logico Crediamo che il Sig. Martinelli faccia confusione quando afferma che intende tutelare la componente residenziale del Centro Storico perche’, se qualcuno lo ascoltasse (circostanza che riteniamo inattuale a parte che per quei pochi soliti noti, i quali peraltro stanno trovando sempre meno adesioni nel consesso civile), per i residenti sarebbe impossibile vivere in citta’ visto che che gia’ adesso devono dividersi 1.500 stalli di sosta di fronte a 4.500 permessi e che a varchi spenti sarebbe praticamente impossibile trovare parcheggio. Lo stesso dicasi per la sua difesa ad oltranza dei locali pubblici situati nel centro storico, ignorando i problemi causati da quelli che non fanno dormire chi ha la sfortuna di viverci attorno, mentre pochi mesi orsono ha portato personalmente in Prefettura l’ esposto dei residenti di San Alessio che non potevano riposare per i rumori causati alle Madonne Bianche. Forse cio’ vuol dire che per il PDL tutti i cittadini sono uguali pero’ qualcuno e’ piu’ uguale degli altri? Sembra quasi che l’attuale leadership voglia trasformare il PDL, che come tutti i partiti dovrebbe essere volto alla tutela di interessi generali, ad una mera associazione di categoria. Se cosi’ fosse, mentre alle ultime elezioni il PDL a Lucca non e’ arrivato nemmeno al ballottaggio, nonostante fosse stato il secondo partito su scala nazionale, alla prossima tornata elettorale con questa gestione potrebbe fare ancora di meno. Ci sembra quanto meno inopportuno che con tutti i problemi che ci sono adesso a Lucca il consigliere Martinelli si preoccupi quasi esclusivamente di tutelare le sue “categorie protette”. Sicuramente l’ attuale Amministrazione gliene sara’ grata perche’, con questo tipo di opposizione, parafrasando la famosa pubblicita’ di Virna Lisi degli anni sessanta: “puo’ fare cio’ che vuole”. http://vivereilcentrostorico.blogspot.com

sabato 15 febbraio 2014

Varchi telematici

Sicuramente i rapporti fra il nostro comitato e la Commissione Centro, per ovvi motivi, non sono mai stati idilliaci. Ciononostante, per puro spirito di “patriottismo lucchese”, esprimiamo un fraterno invito al Presidente della Commissione Centro Storico Giovanni Martini a non sposare delle “teorie pisane” che, essendo prive di fondamento, lo potrebbero squalificare agli occhi dei lucchesi. Martini ha avallato in pieno la versione della signora pisana la quale affermava che a Lucca, a differenza di Pisa, i varchi sono segnalati male. Incuriositi da questa affermazione siamo andati a Pisa, abbiamo fotografato il varco telematico che si trova vicino a Piazza S.Caterina e con nostro estremo stupore abbiamo verificato che la segnaletica stradale e’ la stessa di quella lucchese, anzi quella pisana e’ priva della componente orizzontale che il Comune di Lucca, invece, ha scrupolosamente, senza obbligo alcuno, dipinto a terra. Abbiamo poi verificato i varchi telematici di Pavia accertando che anche in questo caso la cartellonistica e’ la medesima di Lucca. In conclusione la segnaletica posta ai varchi e’ piu’ che adeguata, anzi migliore di quella di altre citta’, le quali a differenza di Lucca, non attuano la segnaletica orizzontale. La raccomandazione “patriottica” che rivolgiamo a Martini e’quella di verificare le circostanze che gli vengono riferite dai forestieri perche’ la carica di Presidente della Commissione Centro Storico e’ un incarico importante e sicuramente tale ruolo non trarrebbe beneficio da eventuali difese insostenibili. Giusto per fare un esempio un po’ come e’ gia successo quando Martini richiedeva la riapertura al traffico di Piazza Napoleone trovandosi contro tutta la citta’ (ad eccezione di due suoi colleghi). A nostro avviso il modo per rendere i varchi telematici ancora piu’evidenti c’e’: il loro spostamento alle porte della citta con la sola concessione di raggiungere il parcheggio Mazzini e quello Cittadella. Invitiamo l’ Amministrazione a tenerne di conto. Per il Comitato Vivere il Centro Storico Claudio Casotti http://vivereilcentrostorico.blogspot.com

domenica 29 dicembre 2013

Inquinamento a LUCCA

E le stelle stanno a guardare. Il comportamento dell’ Assessorato all’ Ambiente ci ricorda il titolo di quello sceneggiato televisivo degli anni 70: “E le stelle stanno a guardare”. A Capannori si sono verificati 29 superamenti di PM10, a Porcari 23, a Lucca la bellezza di 39. In conseguenza di cio’, sia a Capannori che a Porcari, il Sindaco ha ordinato il traffico a targhe alterne e a Lucca? A Lucca niente: E le stelle stanno a guardare! A Capannori in Viale Europa la situazione del traffico e’ veramente preoccupante mentre sulla nostra Circonvallazione lo e’ ancora di piu’. A Capannori il Sindaco ha disposto un ordinanza che vieta il transito dei Tir per diverse ore del giorno e a Lucca? A Lucca si accetta con cristiana rassegnazione che i Tir, passino tranquillamente a poche decine di metri dalle Mura perche’ tanto da noi: Le stelle stanno a guardare! Anche volendosi dimenticare dei numerosi incidenti mortali occorsi negli ultimi anni sulla circonvallazione di Lucca, fanno parte della cronaca recente i due grossi sinistri con ribaltamento degli autoveicoli accaduti a Porta Elisa e in Viale Cavour. In Viale Batoni una signora si e’ azzardata ad attraversare la strada ed e’ stata falciata e scaraventata a diversi metri di distanza da un auto in transito. Mentre a Capannori si attuano politiche di controllo telematico anche laddove non si sono mai verificati incidenti, a Lucca si e’ perfino smesso di parlare di eventuali provvedimenti di riduzione del traffico sulla circonvallazione : E le stelle stanno a guardare! Tornando al discorso inquinamento atmosferico, non si puo’ ignorare il fatto che Lucca sia l’ unica citta’ toscana capoluogo di Provincia tuttora priva di una centralina antinquinamento di categoria “fondo urbano”, della quale invece avrebbe dovuto dotarsi in conformita’ a quanto previsto dalla Legge Regionale 9 del 2010. Sono anni che il ns. comitato chiede che tale operazione venga portata a termine perche’ solo cosi’ la centralina lucchese avrebbe valore legale , ma ancora una volta: Le stelle stanno a guardare. Visto la completa assenza di provvedimenti comunali in tema di inquinamento atmosferico, perfino l’ Assessore Provinciale all’ Ambiente ha richiamato l’Amministrazione lucchese a dimostrare sensibilita’ per questo tema, ma come al solito: le stelle stanno a guardare. Nello sceneggiato televisivo gli astri assistevano al grosso cambiamento che i protagonisti, grazie alla loro intensa attivita’, apportavano alla propria condizione sociale. A Lucca invece “le stelle stanno a guardare” l’immobilismo piu’ assoluto. http://vivereilcentrostorico.blogspot.com

mercoledì 4 dicembre 2013

Proposte per Lucca by night

Premessa Tenendo presente il bisogno di contemperare i legittimi bisogni dei giovani che vogliono divertirsi socializzando in ambienti con musica prodotta ad alto volume, con quelli dei residenti che vogliono poter riposare quando lo desiderano e con quelli dei commercianti che vogliono, come e’ normale che sia, lavorare e guadagnare il piu’ possibile, si producono i suggerimenti che seguono. Autorizzazioni in deroga (misure collegate) Per quanto riguarda le autorizzazioni in deroga necessarie per eseguire gli spettacoli musicali all’ interno dei locali pubblici, si ritiene opportuno adoperare alcuni utili accorgimenti. Una prima azione utile sarebbe quella di operare in sede preventiva, cioè richiedendo sempre, quando sono rilasciate autorizzazioni “in deroga” per eventi e attività di durata superiore a 3 giorni, una misura del rumore al primo giorno dell’attività da parte del tecnico competente incaricato dalla ditta che ha richiesto l’autorizzazione stessa, che asseveri il rispetto della normativa; spesso infatti le valutazioni di impatto acustico presentate a corredo della domanda si basano su valutazioni preventive teoriche che non tengono conto degli effettivi impianti che verranno installati. L’asseveramento dovrebbe aver luogo sia per quanto riguarda i valori di emissione che per quelli di immissione, vale a dire in prossimita’ degli altoparlanti e presso i ricettori disturbati piu’ vicini. Controllo degli orari Un aspetto che crea molti problemi è costituito dal rispetto degli orari delle manifestazioni in deroga (fonte principale delle segnalazioni da parte dei cittadini). Il Comune, che è l’ente che deve verificarne il rispetto attraverso la polizia municipale, ne deve tenere conto in fase di autorizzazione, cercando anche di programmare i controlli stessi. Infatti, in mancanza di verifiche, è facile che proliferi il non rispetto degli orari previsti. In conclusione dovrebbe essere stabilita un regola per cui, una volta autorizzata la “deroga”, entro le successive 24 ore, la Polizia Municipale dovrebbe automaticamente predisporre un calendario di controlli atti a verificare il rispetto delle regole. Enti predisposti per il controllo Il ruolo importante di controllo potrebbe essere utilmente svolto proprio dalla polizia municipale, che è in grado di assicurare una presenza capillare sul territorio, ed il cui intervento può costituire un deterrente importante per comportamenti scorretti altrimenti difficilmente arginabili, ad esempio gli schiamazzi al di fuori dei locali, che costituiscono una violazione del codice penale (disturbo della quiete pubblica), ma per i quali non è necessario, in base anche alla giurisprudenza, effettuare “misurazioni”. Sarebbe utile poi, proprio per questa capillarità della polizia municipale, che i suoi operatori fossero opportunamente formati e dotati di fonometri per poter effettuare controlli strumentali, come già accade in alcuni comuni (es. Firenze) con effetti positivi. Questo significa, infine, che quando si arriva a riscontrare violazioni importanti dei livelli sonori emessi, creando significativo disturbo, e quindi nuocendo alla salute dei cittadini, l’attività sanzionatoria non dovrà essere percepita come “ottusa pratica burocratica” (come talvolta viene affermato da parte di alcuni operatori economici), ma una necessaria azione di controllo a salvaguardia della salute delle persone, svolta dopo aver tentato – senza successo – tutte le azioni preventive e di dissuasione possibili Normativa posta a regola degli assembramenti di persone all’ esterno dei locali (aggiornamento del regolamento di Polizia Urbana del 1934) L’ assembramento ed bivacchi delle persone al di fuori dei locali deve trovare opportuna e necessaria regolamentazione amministrativa. Attualmente l’unica fonte normativa posta a regola di queste situazioni e’ il regolamento di polizia urbana del 1934 nonche’il Codice Penale. L’ultimo tentativo di regolamentare la materia fu attuato dalla precedente amministrazione, la quale in un ampio contesto riguardante i diversi aspetti della attivita’ esercitata dai locali pubblici, stabili delle regole contenute in una ordinanza che fu poi revocata in autotutela (la famosa ordinanza antikebab) solo ed esclusivamente a causa della discriminazione che operava nella tipologia degli alimenti da somministrare. E’ necessario che l’ Amministrazione elabori in tempi brevi un aggiornamento al regolamento del 1934 prevedendo sanzioni dell’ ordine di alcune centinaia di euro (prendendo ad esempio le sanzioni comminate a Madrid e a Barcellona) per chi si rende partecipe degli schiamazzi notturni, evitando di procedere in questi casi con la contestazione di natura penale che e’ troppo laboriosa ed impegnativa e destinata ad aggravare i carichi di lavoro del Tribunale di Lucca. Laddove questi episodi dovessero ripetersi per piu’ di due volte durante il corso dello stesso anno solare, si richiede che vengano varati provvedimenti di chiusura anticipata del pubblico esercizio della zona per ovvi motivi di ordine pubblico. Normativa posta a regola degli assembramenti di persone all’ esterno dei locali (divieto di consentire la consumazione degli alimenti e bevande al di fuori dei locali e/o delle zone loro assegnate) Non e’ concepibile, ne’ accettabile che alcuni locali possano disporre del suolo pubblico a loro piacimento al fine di aumentare senza limite alcuno (e senza costo alcuno) la superficie a loro disposizione per la somministrazione delle bevande. E’ sicuramente iniquo il fatto che, ad alcuni locali, venga consentito di utilizzare gli spazi pubblici posti all’esterno della loro attivita’ come luoghi dove gli avventori possono consumare le bevande a loro fornite. Consentire cio’ rappresenta una palese ingiustizia nei confronti degli operatori che invece diligentemente pagano il suolo pubblico, provoca incontrollabili assembramenti di persone che danno origine a disturbi e molestie della quiete pubblica , impedendo ai residenti di dormire se non dopo tarda ora, richiede una ulteriore azione di controllo da parte degli organi preposti con conseguente aggravio di spesa pubblica. E’ pertanto necessario che venga inderogabilmente proibito, soprattutto dopo le ore 22 , la consumazione di bevande ed alimenti al di fuori dei locali pubblici e/o degli spazi a loro assegnati, prevedendo severe sanzioni per quei locali che contravvengono. Sanzioni Alla contravvenzione di ogni regola posta deve ovviamente applicarsi una sanzione che suggeriamo corrispondere agli importi come segue in aggiunta alle altre misure eventualmente previste: da Euro 258,00 a Euro 10.329,00 per la violazione degli orari autorizzati
- da Euro 258,00 a Euro 10.329,00 per la violazione dei valori di rumorosità autorizzati
- da Euro 258,00 a Euro 10.329,00 per la violazione delle prescrizioni contenute nella autorizzazione in deroga
- da Euro 516,00 a Euro 5.164,00 per il superamento  dei valori limite di emissione o di immissione previsti dalla legge in assenza di autorizzazione in deroga ai limiti di rumore. Dopo la prima contestazione dovrebbe essere applicata la sanzione massima anche se relativa a contravvenzione di natura differente provvedendo, se del caso, alla adozione delle misure piu’ coercitive previste dalla normativa regionale e nazionale fra cui il ritiro della autorizzazione in deroga, la sospensione temporanea dell’attivita’, nonche’ il ritiro della licenza di esercizio. Conclusioni: Il regolamento dovrebbe prevedere incentivi e facilitazioni per i locali notturni localizzati in zone industriali e/o commerciali prive di residenza, offrendo loro la possibilita’ di eseguire musica senza dover sottostare agli obblighi di cui sopra. Per tutte le altre zone, dove invece la residenza e’ una delle componenti che le compongono , e’ necessario valutare la adozione delle misure di cui sopra nonche’ il pieno rispetto della Legge 447 e di tutte le sue modifiche e/o integrazioni. Suggerimenti e proposte Nell’ambito del territorio comunale ci sono diverse zone che presentano assenza di residenza e che potrebbero ospitare senza alcun tipo di problema molti locali pubblici. Una concentrazione di locali pubblici in tali zone potrebbe rappresentare un ottimo volano per l’ economia locale attraendo anche l’ utenza delle provincie limitrofe. Si eviterebbero quegli effetti collaterali che si verificano nel Centro Storico a seguito di una insostenibile proliferazione di locali notturni che appare inconciliabile con le funzioni ed i bisogni della residenza. Al Sindaco si chiede di mantenere fede al suo ruolo di garante della salute dei cittadini e a tale scopo si rammenta l’ interpretazione al riguardo sancita dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ che definisce la salute uno stato di completo benessere fisico, mentale e non la semplice assenza di malattia o di infermita’. Vale la pena rammentare il fatto che il non prendere in considerazione la giuste lamentele dei residenti che soffrono dei disagi provocati dall’ attivita’ dei locali pubblici, laddove questa si protragga fino a tarda notte, rappresenta omissione delle regole poste a carico del suo dovere di ufficio

sabato 23 novembre 2013

STATUTO

STATUTO SEDE, COSTITUZIONE, DURATA, OGGETTO SOCIALE ART.1 - E' costituita Il Comitato denominato “ Vivere il Centro Storico”. ART.2 - Il comitato ha sede nel Comune di Lucca,Via S. Croce n. 78 ed ha durata a tempo indeterminato. ART.3 - Il Comitato non ha fini di lucro. E' vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonchè fondi, riserve o capitale, durante la vita del Comitato (salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposti dalla legge). E' fatto obbligo di reinvestire l'eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste. ART.4 - Il Comitato, basato sui principi di democrazia ed uguaglianza,si pone come scopo statutario ed attività istituzionale: 1. Promuovere iniziative di sensibilizzazione dell'opinione pubblica. con specifico riferimento agli abitanti del centro storico e più in generale ai cittadini del Comune di Lucca, sui danni derivanti alla salute, al patrimonio edilizio urbano, a quello monumentale, alle aree verdi ed all'ambiente dagli effetti del traffico motorizzato; 2. promuovere dibattiti e conferenze anche con il contributo di personalità della cultura, della sanità e del mondo politico per cercare di individuare possibili soluzioni per contenere gli effetti negativi del traffico sia all'interno che all'esterno del centro storico e migliorare così la vita dei cittadini dentro e fuori le mura; 3. promuovere incontri con altre Associazioni e Comitati aventi anch'essi lo scopo di salvaguardare l'ambiente naturale e sociale, per scambi informativi ed eventuali iniziative comuni; 4. stimolare gli organi competenti della Pubblica Amministrazione affinché usino al meglio le normative a tutela degli interessi individuali e collettivi in relazione alla qualità dell'aria, al contenimento dei rumori ed al miglioramento della qualità ambientale in genere e garantiscano un accesso compatibile con le funzioni plurime del Centro Storico tenendo in considerazione in primo luogo la residenza mediante interventi sulla mobilità, sosta, servizi e trasporto pubblico. SOCI ART.5 - I soci, sono iscritti in apposito registro a cura del segretario. Possono far parte del Comitato tutti coloro i quali,condividendo le finalità del presente Statuto, intendono partecipare alle attività organizzate dall'Associazione per il raggiungimento delle stesse. ART.6 - Per essere ammessi nella qualità di socio è necessario presentare al Comitato domanda di adesione al Comitato con l'osservanza delle seguenti modalità ed indicazioni: • indicare nome e cognome, luogo e data di nascita, luogo di residenza; • dichiarare di attenersi al presente Statuto ed alle deliberazioni degli organi sociali. ART.7 I soci sono tenuti al pagamento della quota associativa, stabilita dal Consiglio Direttivo, ed all'osservanza dello Statuto e delle deliberazioni prese dagli organi sociali. ART.8 - I soci sono espulsi per i seguenti motivi: a. quando non ottemperino alle disposizioni del presente Statuto, ai Regolamenti interni o alle deliberazioni prese dagli organi sociali; b. quando in qualunque modo, arrechino danni morali o materiali al Comitato. Le espulsioni sono decise dal Consiglio a maggioranza dei suoi membri. ORGANI DELL'ASSOCIAZIONE ART.10 - Gli organi dell'Associazione sono: a) L’assemblea dei soci b) Il Consiglio Direttivo c) Il Presidente d) Il Segretario-Tesoriere ART.11 - L'Assemblea dei soci è composta da tutti i soci per i quali sussiste tale qualifica al momento della convocazione ed è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo, in sua assenza da un associato nominato dalla stessa Assemblea. Il Comitato si riunisce pubblicamente a cadenze regolari e, all'occorrenza, in via straordinaria al fine di mantenere il massimo rapporto con i cittadini componenti. Le riunioni sono sempre aperte alle forze politiche, alle forze sociali ed a tutti i cittadini anche non iscritti, ma il diritto di voto e di decisione spetta ai soci ed al Direttivo. Sulle questioni all'ordine del giorno l'Assemblea decide a maggioranza dei soci presenti, mentre sullo statuto decide a maggioranza degli iscritti. Le riunioni vengono convocate dal Presidente o da almeno tre membri del Consiglio. L'O.D.G. viene stabilito con le stesse modalità. Tutti i soci partecipano alla vita del collettivo e possono proporre iniziative. Possono esprimere liberamente le loro opinioni in altre sedi e sulla stampa ma solo a titolo personale. Ogni iniziativa del Comitato deve essere autorizzata dal consiglio. Le riunioni vengono verbalizzate da parte del segretario o da un altro componente del direttivo in sua assenza. La convocazione deve avvenire per comunicazione scritta e deve contenere l'indicazione del luogo, del giorno e dell'ora delle riunioni. ART.12 - Il Consiglio Direttivo è composto da un numero minimo di tre Consiglieri ad un massimo sette per la durata di tre anni. I nominativi del Consiglio Direttivo vengono annotati nel libro soci in apposita sezione. Tale indicazione potrà essere aggiornata ogni qual volta cambino i membri del Consiglio Direttivo senza che tale circostanza faccia decadere il Comitato stesso. L'assemblea dei Soci in prima ed unica convocazione elegge il Consiglio Direttivo che rimane in carica tre anni. Per la scelta dei consiglieri si esprimono fino a cinque preferenze. I Consiglieri che si dimettono dall'incarico vengono sostituiti con lo stesso metodo entro tre mesi. Il Consiglio rappresenta il Comitato ed agisce sempre in maniera collegiale adottando le decisioni più opportune nell'ambito degli indirizzi statutari. Nella prima riunione del Consiglio vengono attribuite le cariche tra i consiglieri eletti. La rappresentanza del Comitato spetta al Presidente che adotta le decisioni prese dal Consiglio. Le riunioni del consiglio sono valide con la presenza di almeno tre Consiglieri incluso il Presidente ed il segretario-tesoriere. Le decisioni sono prese a maggioranza e, solo in caso di parità, il voto del Presidente vale doppio. Nella sua prima seduta il Consiglio Direttivo elegge fra i suoi membri il Presidente, il Vicepresidente, il Segretario. ART.13 - Il Consiglio Direttivo si riunisce ogni qualvolta il Presidente o la maggioranza dei propri componenti lo ritengano necessario e comunque almeno due volte all'anno per deliberare sugli atti della vita associativa. Le riunioni sono valide con la presenza di almeno la metà dei componenti. Le deliberazioni si adottano a maggioranza semplice. Il Consiglio Direttivo ha le seguenti funzioni: a. redige i programmi di attività sociale previsti dallo Statuto sulla base delle linee approvate dall'Assemblea; b. redige i rendiconti economico-finanziari da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea; c. stipula tutti gli atti e contratti di ogni genere inerenti all'attività sociale; d. determina l'ammontare delle quote annue associative e le modalità di versamento; e. svolge tutte le altre attività necessarie e funzionali alla gestione sociale. ART.14 - Al Presidente del Consiglio Direttivo compete la legale rappresentanza dell'Associazione e la firma sociale. Egli presiede e convoca l'Assemblea ordinaria ed il Consiglio Direttivo, gestisce l'ordinaria amministrazione dell'Associazione sulla base degli indirizzi emanati dall'Assemblea e dal Consiglio Direttivo ai quali riferisce sull'attività svolta. E' autorizzato ad eseguire incassi ed accettazioni di donazioni di ogni natura a qualsiasi titolo provenienti da pubbliche amministrazioni, enti e privati rilasciandone quietanze liberatorie ed ha la facoltà di nominare avvocati nelle liti attive e passive riguardanti I' organizzazione innanzi a qualsiasi istanza giudiziaria. ART.15 - Il Segretario, che resta in carica tre anni ed è rieleggibile, è responsabile della custodia dei libri sociali, dei bilanci e della documentazione contabile dell'Associazione, oltre che dei verbali relativi alle deliberazioni degli organi previsti dal presente Statuto. ART.16 - Il Tesoriere, ove eletto, resta in carica 3 anni ed è rieleggibile, è responsabile della cassa sociale e provvede alle operazioni finanziarie. PATRIMONIO DEL COMITATO ART.17 - Il fondo patrimoniale del Comitato,utilizzabile unicamente per il funzionamento dello stesso e lo svolgimento delle sue attività statutarie, è costituito da: a. quote e contributi dei soci ed erogazioni liberali degli soci e di terzi; b. eredità, donazioni e legati; c. contributi dell'Unione europea, di organismi internazionali, dello Stato, delle Regioni, di Enti locali, di enti o istituzioni pubbliche anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell'ambito dei fini statutari; d. entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati ovvero entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni a premi; e. proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzata al raggiungimento degli obiettivi istituzionali; f. altre entrate compatibili con le finalità sociali. ART.18 - Le somme versate per la tessera sociale e le quote annuali di adesione all'Associazione non sono né trasmissibili né rimborsabili in nessun caso. BILANCIO CONSUNTIVO E PREVENTIVO ART.19 - Il bilancio consuntivo è annuale e riflette l'esercizio sociale che va dall' 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno e deve essere presentato dal Consiglio Direttivo all'Assemblea, che lo approva a maggioranza entro e non oltre i1 30 giugno dell'anno successivo. L'eventuale attivo viene imputato al fondo sociale. I bilanci devono restare depositati presso la sede sociale per i quindici giorni precedenti le assemblee che approvano i bilanci relativi, a disposizione di tutti coloro che abbiano motivati interessi di consultazione RESPONSABILITA' PATRIMONIALE ART.20 - Il Comitato risponde, con i propri beni, dei danni causati per l'inosservanza delle convenzioni stipulate. SCIOGLIMENTO DEL COMITATO ART.21 - Lo scioglimento del Comitato deve essere deliberato dall'Assemblea dei soci con il voto favorevole di almeno tre quarti dei componenti dell'Assemblea stessa sia in prima, sia in seconda convocazione. ART.22 - In caso di scioglimento l'Assemblea provvede alla nomina di uno o più liquidatori, anche non soci, determinandone gli eventuali compensi. Il patrimonio residuo che risulterà dalla liquidazione è devoluto per fini di pubblica utilità conformi ai fini istituzionali dell'Associazione, sentito l'organismo di controllo di cui all'art.3 della L. 662/'96 e salvo diversa destinazione imposta dalla Legge. DISPOSIZIONI FINALI ART.23 - Per tutto quanto non previsto espressamente dal presente Statuto si rimanda alla normativa vigente in materia.

sabato 9 novembre 2013

Comics .....

Premesso che il Comitato Vivere il Centro Storico esprime apprezzamento per i Comics, per puro amore dell’aritmetica proviamo a fare i conti in tasca alla rassegna: 200.000 visitatori per 15 euro a biglietto porta ad un totale di 3 milioni di euro. Consideriamo pure che, essendo l’ Italia il paese natio dei “portoghesi”, supponiamo che soltanto due persone su 3 hanno pagato veramente e che quindi il totale incassato sia di “soli” 2 milioni di euro. E’ stato stimato che questo evento provoca sull’ indotto (bar, paninoteche, ristoranti ed hotel) una ricaduta economica stimabile sui circa 30 milioni di euro. Numeri che dovrebbero tacitare tutti quei “noiosi” cittadini lucchesi i quali “deprecabilmente” contestano il fatto che per 4 giorni Lucca resta pressoche’ inaccessibile a chi e’ estraneo ai Comics in materia di traffico e di telefonia e che osano ridire sul fatto che una inefficiente organizzazione logistica fa si che le macchine vengano parcheggiate ogni dove e perfino impunemente sugli spalti delle Mura, lasciando poi alle casse lucchesi l’ onere di ricostruire i marciapiedi che il parcheggio salvaggio ha distrutto. D’ altra parte perche’ mai i visitatori dei Comics dovrebbero andare a parcheggiare ad esempio al Molino Pardini quando possono parcheggiare impunemente sugli spalti delle Mura? Il giorno 1 novembre alle ore 16 questo parcheggio era pressoche’ deserto nonostante due navette facessero la spola, come ben si evince dalla foto allegata. Perche’ non legare il parcheggio “civile” al costo del biglietto offrendo uno sconto a chi prova che e’ arrivato a Lucca con i mezzi pubblici, oppure che ha parcheggiato in una struttura adibita all’ uopo? Leggendo sui blog si nota un certo fastidio da parte dei visitatori per la troppa ressa e la troppa concentrazione di persone che in taluni casi, da quanto si legge, ha reso necessarie le cure mediche. Siamo sicuri che l’ ampliamento della manifestazione nel centro storico sia la direzione giusta? Perche’ non considerare un ampliamento verso San Concordio in modo che ci si avvicini al polo fiere che, volenti o nolenti, dovra’ essere impiegato all’uopo se la manifestazione continua a crescere evitando inoltre lo scempio degli spalti dell’ex Balilla? Ovviamente la paninoteca che in queste occasioni incassa oltre 10.000 euro al giorno non sara’ d’ accordo, pero’ e’ dovere degli organizzatori essere sensati e lungimiranti. A proposito, nonostante sia trascorsa quasi una settimana ci sono ancora molti tendoni ancora montati. E’ innegabile che ci sia qualcosa che non va. Dopo due giorni dovrebbe essere tutto sgomberato. Se e’ necessario che ci sia il doppio delle maestranze perche’ non si reperiscono? Con due milioni di euro non dovrebbe essere una impresa impossibile. In conclusione 2 milioni di euro di incasso biglietti, 30 milioni di euro come ricaduta sull’ indotto e la citta’ cosa ci guadagna? Come e’ possibile che nonostante queste “ricchezze” ci sia stato un taglio di 650.000 euro al bilancio comunale? Perche’ i genitori di una scuola hanno dovuto pagare di tasca propria i materiali necessari per mettere a norma la sala mensa, perche’ in una altra scuola i genitori hanno ridipinto volontariamente le pareti della aule, mentre la mensa di una ulteriore scuola deve fare i doppi turni perche’ costretta ad ospitare gli alunni di un altro istituto? E’ normale che una manifestazione cosi’ grande ed importante abbia aspetti positivi ed altri negativi, e’ altrettanto ovvio che si deve lavorare per ridurre al minimo i disagi, i quali poi diverrebbero ancora piu’ sopportabili se si potesse dire: a qualcosa sono serviti. http://vivereilcentrostorico.blogspot.com

lunedì 21 ottobre 2013

COMICS e posti auto ...

I residenti della zona Sud Ovest hanno molto apprezzato la possibilita’ offerta loro da parte dell’Amministrazione, di parcheggiare gratuitamente in Piazza Cittadella e su parte di Piazzale verdi, nonche’ la concessione ad uso esclusivo dei titolari di permesso A di Piazza della Magione e di Piazza della Caserma, durante i Comics. Un provvedimento giusto ed appropriato che va nella giusta direzione di contemperare gli interessi della manifestazione con quelli dei residenti. Ci fa piacere che oltre agli interessi degli operatori commerciali che faranno il pieno durante i prossimi giorni, l’ Amministrazione si sia posto ed abbia, anche se in maniera parziale, risolto il problema degli stalli gialli di Piazza San Romano sottratti ai residenti e di cio’ ne siamo grati. Sarebbe bello se per le prossime edizioni venisse risolto anche il problema dei tempi di montaggio e di smontaggio degli stand. Sembra impossibile che per 4 giorni di manifestazione si debbano tenere vie e piazze impegnate per tutto un mese. Al centro fieristico di Milano ci sono manifestazioni come il Salone del Mobile, il Macef, il Micam che vedono la presenza di migliaia di stand, tutti con pregevoli finiture, la cui realizzazione e’ ben piu’ laboriosa di quelle strutture stile “post terremoto” che vengono utilizzate per i Comics. Ciononostante, a Milano, l’ Ente Fiera concede agli allestitori solo 4 giorni per il montaggio e 2 per lo smontaggio. Cosa c’e’che non funziona per i Comics? La gestione degli appalti oppure le ditte incaricate? Non sarebbe opportuno che chi gestisce gli appalti per i Comics si domandasse come fare il proprio lavoro con migliore professionalita’ e maggiore efficienza prendendo l’esempio da chi sembra essere dotato di queste qualita’? Altra domanda che sarebbe opportuno porsi e’ quella relativa alla ricaduta economica di queste manifestazioni sulla citta’. Sappiamo benissimo che i Comics sono una importante occasione di profitto per chi ha un bar, un hotel, un ristorante. Ma il resto della citta’ che ci guadagna? Possibile che con un giro di affari cosi’ esorbitante il resto della popolazione non ne tragga un minimo profitto in termini di opere sociali? Vogliamo mettere come sarebbero felici i lucchesi a sapere che con una manifestazione dei Comics, oltre ad aver fatto guadagnare bar, hotel e ristoranti, si sono trovate le risorse per mettere a norma gli impianti elettrici di due o tre scuole, oppure che si sono trovati i soldi per tirar su un nuovo asilo nido con prezzi accessibili per tutti? http://vivereilcentrostorico.blogspot.com

lunedì 7 ottobre 2013

Bilancio del comune di Lucca

Nell’ultimo bilancio approvato dall attuale Amministrazione abbiamo assistito al taglio di ben 680.000 euro. A prescindere dal fatto che non e’ chiaro dove questi tagli avranno effetto e quindi quali saranno le loro conseguenze, ci permettiamo di fare alcune semplici considerazioni sulla base delle quali sarebbe stato possibile scongiurare il taglio di bilancio in questione e magari arrivare a chiudere il bilancio in attivo. Se i padiglioni dei Comics ed il magazzino della manifestazione fossero stati posizionati in Piazzale Baroni si sarebbe evitato di spendere come minimo quei 200.000 euro necessari per la preparazione del fondo all’Ex Balilla, nonche’ per la sua successiva rimozione. Si sarebbe conseguito anche il risultato di non vedere quella vergognosa palude sugli spalti che invece purtroppo ci fara’ compagnia per i prossimi 6 mesi. L’ente organizzatore avrebbe avuto meno incombenze cui attendere. I visitatori sarebbero stati comunque a non piu’di 200 metri dal padiglione Comics che si trova in Piazza del Collegio e la manifestazione si sarebbe spalmata su una superfice piu’ ampia portando beneficio anche ai commercianti della zona Nord. Se poi detto padiglione fosse stato localizzato al punto fiera di Sorbano (900 metri dalle Mura) allora il risparmio sarebbe stato ancora piu’ consistente e stimabile nell’ordine di circa 400.000 euro in quanto oltre alla predisposizione del fondo si sarebbe evitato di dover noleggiare quelle imponenti strutture destinate ad ospitare la manifestazione, nonche’ gli impianti termici ed elettrici necessari, facendo lavorare uno stabilimento sempre deserto e che e’ costato 12 milioni di denaro dei cittadini. In tal caso la manifestazione si sarebbe spalmata sulla zona Sud portando beneficio ai commercianti di San Concordio. Altri 300.000 euro si potevano reperire (oppure meglio dire non tagliare) evitando la regalia fatta alla ditta privata che organizza il Summer Festival alla quale e’ stata concesso l’uso gratuito della Piazza Napoleone per i prossimi 5 anni, anziche’ fargliela pagare, come era stato fatto finora, la piccolezza di 60.000 euro, per tutta la Piazza per l’intero mese di Luglio. Il risparmio sarebbe poi stato superiore se l’Amministrazione non avesse “speso” altri 58.143,16 euro sostituendosi alla ditta organizzatrice del Summer Festival nel pagamento alla USL, ai Vigili del Fuoco, per i bagni chimici e per l’energia elettrica, anche se e’ difficile comprenderne la ragione visto questa i profitti se li tiene ben custoditi nel proprio portafoglio. Come se cio’non bastasse il Comune ha pagato circa 10.000 euro per il filmato pubblicitario del Summer Festival, ignorando il fatto che Summer Festival e’ un marchio registrato di proprieta’ della ditta organizzatrice del quale la citta’ di Lucca non detiene quota alcuna. Con questi piccoli accorgimenti, che peraltro non avrebbero comportato la benche’ minima penalizzazione sia per i Comics che per il Summer Festival, si sarebbero potuti risparmiare da 568.000 a 768.000 euro, il che avrebbe consentito di evitare i tagli apportati al bilancio e/o magari reperire ulteriori risorse per finanziare alcune di quelle attivita’ veramente utili e necessarie che sono attualmente bloccate a causa della mancanza di fondi. Oltretutto se queste manifestazioni portassero benefici tangibili alla cittadinanza invece che solo ed esclusivamente ai soliti noti, sarebbero da tutti meglio accette, anziche’ essere viste, molto spesso, come una indebita gabella pagata per una presunta promozione della citta’, peraltro poco comprensibile perche’ aleatoria e mai comprovata da dati di fatto.

venerdì 6 settembre 2013

FORBES

Forbes (la famosa rivista statunitense) nel 2009 ha messo Lucca al secondo posto nella lista europea delle citta’ idilliache nelle quali vivere http://www.examiner.com/article/forbes-declares-lucca-italy-is-2nd-most-idyllic-place-to-live-europe Un secondo posto meritato, secondo la rivista, per il contesto monumentale, la tranquillita’ e la pace. Chissa’ cosa direbbe adesso Forbes di fronte a quegli episodi di caos, violenza, guerriglia urbana ed ubriachezza che appaiono con frequenza pressoche’ giornaliera sui quotidiani? Confermerebbe ancora il secondo posto in classifica, oppure dovrebbe ammettere che quei pochi esercenti di locali pubblici sono gia’ riusciti a stravolgerla riuscendo nel loro intento di trasformarla in una Gardaland per rumorosi ubriaconi?. Fino ad alcuni anni fa’ diversi residenti di Piazza dell’Anfiteatro partecipavano ai lavori del nostro Comitato. Adesso quelli dell’Anfiteatro si contano sulle dita di una mano. Il motivo? Non ci vive quasi piu’ nessuno. Provare per credere: una passeggiata nella piazza alle 10 di sera e tutti si potranno rendere conto che le luci degli appartamenti sono spente. D’altra parte chi puo’ vivere in un posto dove fino alle 2 di notte si vive la “Lucca di notte”. Un problema dovuto alla mentalita’ retrograda dei lucchesi? A vedere bene sembrerebbe di no. Un industriale bergamasco aveva comprato casa all’Anfiteatro, se ne e’ disfatto dopo nemmeno due anni disgustato dall’incivilta’ dei lucchesi. Che dire poi dei due architetti brasiliani che avevano comprato casa in Via Veneto angolo Corso Garibaldi? Svenduta la casa sono fuggiti disgustati e non sono mai piu’ ritornati. Se si da’ un occhiata a TripAdvisor per gli hotel del Centro ci si rende conto che alcuno vengono sconsigliati per il rumore dei locali che si trovano nei dintorni. Fra 50 anni gli intonaci avranno bisogno di essere rifatti, fra 100 anni le gronde dei tetti, se non avranno la manutenzione necessaria, cadranno a pezzi. Chi fara’ questi lavori se diventa impossibile vivere in Centro Storico? Lo stesso succedera’ nelle altre zone della movida caciarona che si stanno espandendo a macchia d’olio con la complicita’di una amministrazione che pretende di ignorare questo problema, nonostante la responsabilita’ storica che gli perviene. Cosa direbbe Forbes adesso, e soprattutto, cosa direbbe un domani se venisse dato spazio ai locali notturni caciaroni? http://vivereilcentrostorico.blogspot.com