sabato 12 luglio 2014
I Problemi? Sono altri ....
I problemi sono altri.
Questa pare essere la frase ricorrente tanto di moda fra alcuni rappresentanti delle categorie.
La gente si spoglia in centro, oppure si mette a prendere il sole mezza nuda al lato delle strade? Non e’ un problema. I problemi sono altri.
La gente bivacca sui gradini dei portoni e delle chiese (ci manca solo che si organizzino con sdraio e ombrelloni), ma secondo taluni questo non e’ un problema: i problemi sono altri.
Alcuni ristoranti occupano abusivamente molto di piu’ dello spazio pubblico loro locato, evadendo cosi’ la tassa sul suolo pubblico e mettendo a rischio l’ incolumita’ degli avventori che si trovano a pochi centimetri dagli autoveicoli in transito, ma cio’ non e’ un problema perche’ i problemi sono altri.
Alcuni luoghi del Centro Storico sono diventati latrine con feci, urine e vomito perche’ ai locali pubblici viene consentito di servire centinaia di persone che stazionano sul suolo pubblico (tutto esentasse), nonche’ sui sagrati delle chiese, somministrando alcool fino a notte fonda, ignorando che, anche se contenuto in bicchieri di plastica fa comunque ubriacare. Ovviamente ad un baretto che misura due metri per tre non si puo’ richiedere di avere i servizi igienici simili a quelli che ci sono a sagre che richiamano piu’ o meno lo stesso numero di persone. Ma questo non e’ un problema. Vero? Eh si i problemi sono altri.
Ma allora quali sono i problemi? Forse e’ un problema la recente, ma comunque tardiva, ordinanza sindacale che proibisce di urinare ai muri delle case? Chissa’ forse qualcuno potrebbe pensare che proprio questo e’ il problema che porta l‘Italia in fondo al baratro.
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domenica 8 giugno 2014
Rapporto Censis per la MOVIDA
Link per visualizzare tutto lo studio del Censis
http://www.fipe.it/files/ricerche/2013/20-06-13Rapporto_movida.pdf
Sintesi dello studio
Movida e malamovida: il rapporto Censis per la Fipe.
( marzo 2013)
Il presidente della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Lino Enrico Stoppani nel presentare il rapporto afferma:
……siamo stati spesso, come pubblici esercizi, messi sul banco degli imputati, per lo più in solitudine, nonostante i nostri continui richiami alle responsabilità condivise ed alla deriva generata da scelte di politica commerciale e del territorio profondamente sbagliate perché incapaci di comprendere che la complessità non si governa a colpi di ordinanze“creative” ma con un disegno coerente che mette
ogni cosa al posto giusto. (Lino Enrico Stoppani presidente Fipe)
Nel rapporto del Censis si legge:
La Movida quindi da risorsa per rendere la città vibrante, vissuta, profondamente umana, in grado di generare valore sociale, oltre che economico, e di operare come magnete di turisti e talenti, in Italia ha subito uno slittamento semantico verso una connotazione negativa (..) ed evoca eccessi nel consumo di alcol e stupefacenti, e le tante pratiche antisociali (dall’inquinamento acustico, a forme di vandalismo
e di illegalità), in sintesi pressione antropica incontrollata su porzioni del territorio urbano (di solito, luoghi e centri storici) che rende prigionieri i residenti e di fatto vandalizza il contesto.
E riassume inoltre quasi paradigmaticamente patologie sociali dell’eccesso e della sregolatezza che in molti dei luoghi della Movida sembrano beneficiare di una terra franca dove regna una sorta di sospensione della legalità e dei controlli.
Oggi i luoghi della Movida sono infatti il teatro di un sua degenerazione patologica che è una sorta di tumore della Movida, che va tenuto distinto da essa anche se vi è profondamente interconnesso: è la MalaMovida, forse il nemico più viscerale e distruttivo della Movida come opportunità virtuosa, perché fa da microclima ad episodi che provocano una richiesta emotiva di misure drastiche, il cui effetto è quello di blindare, spegnere e quindi uccidere le nostre città.
Cos’è la MalaMovida e come si è arrivati alla situazione attuale in cui essa rischia di scacciare e uccidere la Movida?
Al cuore della MalaMovida c’è il connubio nefasto tra una domanda infinitamente elastica verso l’alto di alcolici, soprattutto di giovani e adolescenti, e una offerta incontrollata di vendita degli alcolici da parte di operatori spregiudicati che si concentrano su questa attività, con format semplificati all’osso, quasi sempre veri e propri take away.
E’ così che la vendita di alcolici si pone come il perno di alcune unità di vendita ibride che giocano tra le maglie delle regole con una vera e propria induzione al consumo di alcolici senza alcuna verifica su età o eventuale sobrietà degli acquirenti.
Il connubio nefasto che agevola il consumo incontrollato di alcolici è il pilastro primo della MalaMovida, che poi è fatta anche di conseguenti eccessi e comportamenti antisociali;
fa il resto la concentrazione antropica e, in alcuni contesti, anche di esercizi pubblici, e l’esito è l’occupazione coatta di porzioni del territorio urbano che invece di generare valore socioeconomico e sicurezza, finisce per produrre entropia, paura e voglia di farla finita con ogni modalità di fruizione degli spazi pubblici.
E’ la MalaMovida il cuore del problema, ed essa sempre più scaccia la buona Movida che, invece, aldilà del martellamento mediatico su eccessi, trasgressioni incontrollate e illegalità nella percezione maggioritaria degli italiani è considerata come una straordinaria occasione per le comunità e le città perché essenziale nel creare contesti in cui può trovare risposta la domanda di relazioni che è il vero vettore della buona qualità della vita, oltre che il volano per un brand attrattivo, forte, coinvolgente.
Movida si, MalaMovida no: questo in estrema sintesi l’obiettivo da perseguire per le nostre città che trova piena condivisione in una maggioranza di italiani per i quali la Movida è una risorsa per le città (…).Abbattere la MalaMovida quindi è il primo obiettivo essenziale e richiede come premessa ineludibile il riportare sotto controllo le sue dinamiche evolutive a partire da dispositivi regolatori che già oggi consentono di governare alcuni dei fattori decisivi che la generano, imponendo il rispetto della tutela della salute e dei luoghi di pregio minacciati dalla pressione dell’eccesso di locali, persone, e soprattutto dai comportamenti antisociali associati all’abuso di alcolici.
Occorre un salto di qualità nella governance mediante alcune semplici pratiche:
- rimettendo sotto controllo nelle aree critiche delle città il ritmo di crescita
di tutte le imprese che svolgono la medesima attività a prescindere dai
sistemi normativi che le regolano, in particolare se trattano bevande
alcoliche, mediante criteri autorizzatori che introiettino le esigenze di
tutela. La proliferazione dei format di vendita, il libero scorazzare
(economicamente remunerativo) senza mai fronteggiare sanzioni adeguate
di gestori spregiudicati che giocano al limite della legge cinicamente indifferenti
all’impatto sociale della loro azione, è tra le cause primarie della MalaMovida e
dei suoi effetti nefasti;
- imponendo un sistema di regole, vincoli, sanzioni uguale per chi di fatto svolge
attività uguali nel settore della vendita e somministrazione di alcolici,moltiplicando
controlli e sanzioni così da evitare che la loro vendita incontrollata diventi fonte
di reddito crescente per alcuni operatori spregiudicati e fonte di alti costi sociali
e sanitari per i residenti in primis e per la collettività più ampia poi, a causa
dei tanti comportamenti antisociali che essa genera, fino alle forme di devianza e
microcriminalità
- promuovendo forme stabili di coinvolgimento attivo degli stakeholder, dai residenti
ai gestori e proprietari alle istituzioni locali alle forze dell’ordine alle associazioni
locali, perché nessuno si senta escluso e ognuno abbia i contesti in cui far presente
punti di vista e argomentazioni, smontando quindi la pericolosa logica della
radicalizzazione della conflittualità e del senso di frustrazione da impotenza ed
esclusione;
- rendendo i luoghi della Movida epicentro di iniziative, molte delle quali già
sperimentate spontaneamente e dal basso dal tessuto associativo e anche da
singoli esercenti, che mirano a far maturare la domanda e l’offerta che si esprime
nella Movida, secondo logiche di maggiore qualità, responsabilità, stile nei consumi.
Un processo già sperimentato in altri ambiti con, ad esempio, l’affermarsi di una
evoluta cultura enogastronomica o del consumo maturo e critico che, ovviamente,
qui deve fare i conti con la pericolosa egemonia delle culture dell’eccesso e dello
sballo che richiedono un lavoro di lunga lena di educazione;
- rendendo obiettivo sociale di comunità la riduzione del consumo di alcolici,
soprattutto del consumo in eccesso concentrato di giovani e anche adolescenti.
I numeri sono da brivido e le conseguenze drammatiche, nessuno può chiamarsi
fuori da una iniziativa incessante di contrasto di tutti i fattori che promuovono o
facilitano il consumo in eccesso degli alcolici.
L’intervento preventivo (dal controllo a monte dei soggetti di offerta alle attività
di educazione diffusa) e quello repressivo (sanzioni dure per chi trasgredisce a
regole sulla vendita di alcolici (….) vanno intensificati, oppure sarà molto difficile
estirpare il tumore della MalaMovida, e soprattutto spingere in basso l’eccesso
di consumo di alcolici.
Lettera Inviata al presidente della Repubblica
Dal “Coordinamento nazionale antimovida selvaggia” riunito a Bologna il 17 maggio, del quale fa parte attiva
la nostra associazione è stato inviato un appello ed una richiesta di incontro al Presidente Napolitano e alle massime autorità dello Stato, per la legalità, la salute, la qualità della vita e la tutela del patrimonio di civiltà delle città d’Italia che si trovano in emergenza grave per i diffusi fenomeni di “movida selvaggia”e per la prevista depenalizzazione del reato di cui all’art. 659 c.p.. (disturbo della quiete), previsto dalla legge delega 28 aprile 2014, n. 67 e, in particolare dell’art. 2, comma 2. Una depenalizzazione che, nello scenario attuale, sarebbe un grave errore e un ennesimo ingiusto vantaggio a chi viola le regole e minaccia vita e salute nelle città. E’ necessario un serio ripensamento in sede legislativa.
La devastazione e l’oltraggio al bene essenziale della salute e dei beni comuni sono oggi favoriti da una malintesa “liberalizzazione”, ignara nell’applicazione dei limiti e vincoli, che pure nello stesso decreto Monti sono esplicitati, e da assolutamente inadeguati o inesistenti controlli e vigilanza. L’Unione europea ha una carta di diritti fondamentali della persona che vengono gravemente violati. Le autorità locali e di sicurezza si manifestano sorde, inerti o inefficaci nell’esercitare doveri di interesse pubblico a tutela di diritti essenziali e particolarmente protetti dalla stessa nostra Carta Costituzionale
Norme disattente alle gravi realtà cittadine, afflitte da frastuono notturno di masse vocianti, norme che ignorano i dati di scienza sulla grave nocività del rumore e della mancanza di riposo, possono ancora essere corrette. Non si dimentichi che i bilanci della sanità dipendono anche dalle misure che vengono chieste. Non si confonda la depenalizzazione per casi di qualche episodico suono troppo alto di un televisore domestico di vicinato, con il frastuono antropico delle incontrollate “movide” alcoliche. Non si tolga ai cittadini uno dei pochi efficaci strumenti di difesa del diritto al riposo e alla salute che l’ordinamento specificamente assicurava. E quindi:
“La preghiamo, Signor Presidente, di vigilare con la Sua alta funzione, affinché non si consolidino norme e pratiche che di fatto facilitano interessi criminali e penalizzano cittadinanze che nella legalità intendono serenamente e gioiosamente vivere. Se Ella vorrà riceverci, saremmo lieti di rappresentare a Lei, come ad altre decisive sedi istituzionali, non solo disagio ma anche proposte costruttive, su questo come su altri temi rilevanti, per il raggiungimento del bene comune.”
LETTERA INVIATA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E AI MINISTRI DELL’INTERNO, DELLA GIUSTIZIA, DELLA SALUTE, FIRMATA DA nr. 64 RAPPRESENTANTI DI ASSOCIAZIONI E COMITATI DI RESIDENTI NELLE CITTA’ ITALIANE
APPELLO per la legalità, la salute, la qualità della vita e il patrimonio di civiltà delle città d’Italia, in emergenza grave per i diffusi fenomeni di “movida selvaggia”. Depenalizzare il reato di cui all’art. 659 c.p. favorisce chi attenta alla vita delle persone con una terribile arma incorporea: il rumore. Aiutateci a ricomporre città civili.
Signor Presidente,
ci rivolgiamo a Lei, che della Costituzione della Repubblica Italiana e dei suoi principi fondatori è garante, in difesa dei nostri diritti di cittadinanza e in adempimento dei nostri doveri di civile solidarietà politica, economica e sociale. Rappresentiamo sentimenti e finalità di numerose associazioni e comitati di cittadini operanti in molte Città d’Italia, unite da Nord a Sud compresa la Capitale, già organizzati in “Coordinamento nazionale anti-movida selvaggia”,
Siamo quotidianamente aggrediti nel nostro pur inviolabile domicilio, da un invadente assassino seriale, incarnato in mille volti anonimi chiamati e attratti da attività note: il rumore serale e notturno anche di fonte antropica. Oggi drammaticamente sottovalutato, nonostante la copiosa letteratura scientifica internazionale.
La devastazione e l’oltraggio al bene essenziale della nostra salute e dei beni comuni sono oggi favoriti da una malintesa “liberalizzazione”, ignara nell’applicazione, dei vincoli che pure lo stesso cosiddetto decreto Monti ha esplicitato, e oggi con inadeguati controlli e vigilanza. L’Unione europea ha una carta di diritti fondamentali che noi cittadini sentiamo oggi così gravemente violati. Ignorati o sottovalutati da molte autorità locali e di sicurezza che troppo spesso si manifestano sorde, inerti o inefficaci nell’esercitare doveri di interesse pubblico a tutela di diritti nostri essenziali e specialmente protetti dalla stessa nostra Carta costituzionale.
Corre già il tempo perché il Governo dia attuazione con decreti delegati alla legge delega 28 aprile 2014, n. 67 e, in particolare dell’art. 2, comma 2. Un’acritica depenalizzazione del reato di cui all’art. 659 c.p., nello scenario attuale, è un grave errore e un ennesimo ingiusto vantaggio a chi viola le regole e minaccia vita e benessere nelle città, ancorché siamo consapevoli delle finalità e necessità di alleggerire l’affollamento carcerario. Crediamo sia necessario un serio ripensamento in ogni sede legislativa e anche in sede di redazione dei decreti attuativi in itinere. Va mantenuta la fattispecie penale, con specificazione di fattispecie, con severe e adeguate misure sanzionatorie, corrispondendo alla necessità di tutelare la salute dei cittadini, preminente valore costituzionale; misure sanzionatorie, davvero esemplarmente rieducative e utili alla collettività. Norme disattente alla gravi realtà cittadine afflitte da frastuono notturno, ignorano i dati di scienza sulla grave nocività del rumore e della mancanza di riposo: esse possono ancora essere corrette.
I bilanci della sanità dipendono anche dalle misure che chiediamo.
Non si confonda la depenalizzazione per casi di qualche episodico suono troppo alto di un televisore domestico di vicinato, con il frastuono antropico delle incontrollate “movide” alcoliche.
Non si assecondi la criminale ferocia dell’illegalità pervasiva.
Non priviamo i cittadini di uno dei pochi efficaci strumenti di difesa della vita che l’ordinamento specificamente assicurava.
La preghiamo, Signor Presidente, di vigilare con la Sua alta funzione, affinché non si consolidino norme e pratiche che di fatto facilitano interessi criminali e penalizzano cittadinanze che nella legalità intendono serenamente e gioiosamente vivere. Se Ella vorrà riceverci, saremmo lieti di rappresentare a Lei, come ad altre decisive sedi istituzionali, non solo disagio ma anche proposte costruttive, su questo come su altri temi rilevanti, per il raggiungimento del bene comune.
Simonetta Chierici e altri 63 partecipanti al Coordinamento Nazionale AntiMovida Selvaggia del 17 maggio 2014
1Simonetta xxxxxxx Torino Associazione Abitanti P.zza Vittorio e zone circostanti
2 Serenella xxxxxxx Bologna Ass, Via Petroni e Dintorni
3 Patrizia xxxxxxx Bologna Ass. Via Petroni e Dintorni
4 Loris xxxxxxx Bologna Ass. Via Petroni e Dintorni
5 Paolo xxxxxxx Bologna Ass. Via Petroni e Dintorni
6 Giuseppe xxxxxxx Bologna Ass. Via Petroni e Dintorni
7 Pietro Maria xxxxxxx Bologna Ass. Via Petroni e Dintorni
8 Raffalle xxxxxxx Bologna Com. "S.Rocco nel Pratello"
9 Luciano xxxxxxx Bologna Ass. Santo Stefano
10 M. Letizia xxxxxxx Bologna Ass. Santo Stefano
11 Neva xxxxxxx Bologna Orfeonica
12 Anna xxxxxxx Bologna Al Crusel
13 Vincenzo xxxxxxx Bologna Al Crusel
14 Enrico xxxxxxx Bologna
15 Eleonora xxxxxxx Ravenna Gruppo Lettura Biblioteca Classense
16 Angelo xxxxxxx i Parma Com. Strada D'Azeglio e dintorni
17 Gabriella xxxxxxx Parma Com. Strada D'Azeglio e dintorni
18 Manuela xxxxxxx Firenze Com. Ma noi quando si dorme
19 Sandra xxxxxxx Firenze Com. Ma noi quando si dorme
20 Giuliano xxxxxxx Firenze Com. Ma noi quando si dorme
21 Antonio xxxxxxx Firenze Com. Ma noi quando si dorme
22 Francesco xxxxxxx Pisa Com. La cittadella per la qualità della vita
23 Marco xxxxxxx Pisa Com. La cittadella per la qualità della vita
24 Stefania xxxxxxx Pisa Com. La cittadella per la qualità della vita
25 Claudio xxxxxxx Lucca Com. Vivere il centro storico
26 Eugenio xxxxxxx Lucca Com. Vivere il centro storico
27 Andrea xxxxxxx Pistoia Ass. Residenti Centro storico Pistoia
28 Eliana xxxxxxx Torino Ass. Rispettando S. Salvario
29 Domenico xxxxxxx Torino Ass. Rispettando S. Salvario
30 Enrico xxxxxxx Mestre Com. Mestre Off limits
31 Fabrizio xxxxxxx Mestre Com. Mestre Off limits
32 Chiarastella xxxxxxx Mestre Com. Mestre Off limits
33 Giovanna xxxxxxx Genova Cittadino residente
34 Giovanni xxxxxxx Genova Assest
35 Franca xxxxxxx Genova Com. San Donato
36 Giancarlo xxxxxxx Genova Ass. Cetnro storico est
37 Gianfranco xxxxxxx Brescia Bresciain
38 Ottavio xxxxxxx Milano Com. Il Garibaldi
39 Gabriele xxxxxxx Milano
40 Claudio xxxxxxx Milano Coordinamento
41 Pierluigi xxxxxxx Milano Com. La Cittadella
42 Alessandra xxxxxxx Labriola Milano Com. La Cittadella
43 Franco xxxxxxx Milano Ass. Proarcosempione
44 Mario xxxxxxx Milano Ass. Proarcosempione
45 Maria xxxxxxx Carpaneto Milano Com. La Cittadella
46 Maria xxxxxxx a Lavarda Milano Ass. Proarcosempione
47 Silvana xxxxxxx Milano Comitato S.Agostino
48 Filippo xxxxxxx Milano Comitato S.Agostino
49 Francesco xxxxxxx i Milano Comitato S.Agostino
50 Diego xxxxxxx Milano Comitato S.Agostino
51 Elena xxxxxxx Milano Comitato S.Agostino 52 Maria Luisa Bonecchi Milano Comitato S.Agostino
53 Giovanni xxxxxxx San Benedetto del Tronto (AP) Quartiere Marina Centro
54 Dina xxxxxxx Roma Vivere Trastevere
Comitato per la Bellezza (Vittorio xxxxxxx)
Comitato piazza della pollarola (xxxxxxx)
Comitato piazza teatro pompeo (xxxxxxx)
Associazione via degli ausoni (xxxxxxx)
Associazione piazza Navona e dintorni (F. xxxxxxx)
Comitato abitanti rione Monti (L xxxxxxx)
Associazione Testaccio in piazza (P. xxxxxxx)
SOS Coronari (S. xxxxxxx)
Associazione Piazza del Popolo (D. xxxxxxx)
Comitato per il Progetto Urbano San Lorenzo e la Salvaguardia del Territorio (G. xxxxxxx)
55 Caterina xxxxxxx Napoli Chiaia viva e vivibile
56 Alessandra xxxxxxx Casale Monferrato ( AL) Casale Monferrato
57 Andrea xxxxxxx o Casale Monferrato ( AL) Casale Monferrato
58 Andrea xxxxxxx Casale Monferrato ( AL) Com. Centro Storico
59) Nuria xxxxxxx Acqui Terme (AL) Comitato Centro Storico Acqui
60) Marco xxxxxxx i Cagliari Comitato Rumorenograzie
61) Angela xxxxxxx o Lecce Comitato Leccentro
62) Danuela xxxxxxx Catania Comitato centro Storico di Catania
63) Viviana xxxxxxx Roma Associazione Abitanti Centro Storico di Roma
64) Renzo xxxxxxx Orvieto Comitato Antirumore
sabato 7 giugno 2014
Telecamere
Si parla tanto di installare telecamere su telecamere ma che senso ha fare cio’ se poi nessuno guarda i filmati?
Il dubbio e’ lecito in quanto ad oggi non si sa niente del gruppo di balordi ubriachi che hanno sfasciato le fioriere di Via dei Borghi ed il chiosco fuori Porta S.Maria.
Eppure ci sono le telecamere di un Istituto di Credito puntate su Via del Gonfalone e le telecamere “Live” del varco di Via Fillungo.
E’ possibile che nessuno si sia preoccupato di visionare le immagini registrate?
Secondo legge le telecamere come quella della banca devono mantenere i filmati per 7 giorni, mentre invece sembra che quelle dei varchi mantengano il filmato in memoria per soli due giorni. Se cosi’ fosse sarebbe davvero una stranezza e richiediamo da subito che anche la memoria delle telecamere live dei varchi venga portata a 7 giorni di registrazione.
A prescindere da tutto e’ lecito pensare che queste registrazioni non sono state esaminate e che quindi i balordi che hanno commesso i danneggiamenti la faranno franca.
Perche’ l’Assessore Raspini, che tra l’ altro ci risulta essere uomo di legge, non ci ha pensato?
Se cosi’ non fosse, saremmo ben lieti di porgere le nostre scuse all’Assessore e in tal caso lo invitiamo a diffondere le immagini del gruppo di balordi per agevolare le indagini.
Se invece e’ proprio come pensiamo allora non e’ un problema di mezzi, bensi’ di persone e le telecamere costano, ma non servono a niente
martedì 3 giugno 2014
Nuovi stalli a pagamento
Fra poco verranno realizzati 90 stalli a pagamento nella zona di Piazzale Verdi.
Considerato la evidente sproporzione fra la quantita’ di stalli gialli disponibili dentro le Mura (circa 1.500), ed i permessi rilasciati per la sosta su questi stalli (oltre 4.500 ai quali se ne debbono poi aggiungere altre migliaia per invalidi, artigiani, commercianti, permessi speciali ecc.) ci sembrerebbe giusto riservare ai residenti almeno meta’ di questa nuova disponibilita’ di parcheggio, evitando cosi’ di ripetere gli errori delle passate amministrazioni quando realizzarno il Parcheggio Lorenzini e quello alla Manifattura senza concedere nemmeno uno stallo ai residenti.
Una altrettanto utile alternativa potrebbe essere rappresentata dal lasciare questi 90 stalli a pagamento ed ampliare la ZTL inserendovi Corso Garibaldi e/o Via Elisa in modo da impedire queste “penetrazioni” assurde visto l’ esiguo numero di stalli blu che offrono.
Dagli anni 90 in poi tutte le amministrazioni succedutesi al governo della citta’ hanno ampliato la ZTL seguendo il famoso criterio della “progressiva pedonalizzazione del Centro Storico”, confidiamo nel fatto che questi nuovi 90 stalli a pagamento a Piazzale Verdi rappresentino per il Sindaco Tambellini l’occasione per continuare la virtuosa tendenza dimostrata dai suoi predecessori.
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domenica 1 giugno 2014
Coordinamento Nazionale Anti Movida Selvaggia
Dopo la costituzione del Coordinamento Nazionale Anti Movida Selvaggia che ha avuto luogo Sabato 17 Maggio a Bologna e che ha visto la partecipazione di ben 50 realta’ associative rappresentanti di 30 citta’ distribuite su tutto il territorio italiano da Torino a Catania, si e’ adesso costituito anche il Coordinamento Regionale Toscano a cui hanno aderito le associazioni dei residenti di Massa, Pisa, Lucca, Pistoia e Firenze.
Il fine del Coordinamento regionale e’ quello di rappresentare i bisogni, i disagi ed i diritti dei residenti alla Regione Toscana, la quale, come tutti gli enti Regione, rappresenta un interlocutore di fondamentale importanza per cio’ che riguarda la problematica acustica.
Durante la prima riunione del Coordinamento e’ emersa la necessita’ di incontrare l’ Assessore Regionale all’ Ambiente Annamaria Bramerini al fine di esprimere la gratitudine dei cittadini per aver varato la LR 2/2014, che vede una importanza diminuzione del numero di deroghe ai limiti massimi di inquinamento acustico che possono essere concessi e per evidenziare situazioni di disagio e di prevaricazioni legati alla Movida Selvaggia che richiedono ulteriori provvedimenti a tutela della salute pubblica, nonche’ del decoro urbano dei nostri centri storici.
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sabato 17 maggio 2014
Varchi telematici e pannelli luminosi.
A breve verranno installati i pannelli luminosi ai varchi telematici.
In questo modo le telecamere diventeranno ancora piu’ evidenti, anche se gia’ adesso rispettavano tutte le norme previste dal Codice della Strada.
Verra’ esposto un orologio che servira’ ad informare gli utenti dell’ ora esatta, cosi’ da evitare che qualche veicolo autorizzato ad entrare nella ZTL soltanto in determinate fasce orarie, possa essere contravvenzionato solo perche’ l’ orologio del guidatore e’ avanti di pochi minuti.
Tutto bene quindi, anzi ancora meglio del necessario.
L’ unico dubbio che ci lascia un po’ perplessi e’ relativo alla possibilita’ di cambiare il messaggio che appare sul pannello.
Se i varchi resteranno attivi per 24 ore come confermato da tutti, Sindaco compreso, per quale motivo si devono spendere soldi per disporre della possibilita’ di indicare “Varco Attivo”, oppure “Varco non attivo”?
Chiaramente per cambiare la dicitura del messaggio sul pannello ci vorranno delle strumentazioni adeguate che avranno un costo.
Per quale motivo si spendono questi soldi se non servono a niente?
Se i varchi resteranno sempre accessi non sarebbe stato sufficiente mettere dei pannelli identici pero’ con la scritta fissa “Varco Attivo”?
Con i soldi risparmiati si sarebbe potuto aiutare la seconda fase del progetto che invece e’ stata posticipata al 2015 per mancanza di fondi,
Un progetto ben piu’ importante del primo perche’ destinato a rilevare gli orari di uscita dei mezzi e quindi l’abuso che viene fatto del permesso, a seguito del viavai di camioncini nell’ Isola Pedonale a tutte le ore del giorno
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domenica 27 aprile 2014
Dove Finiscono i soldi di Lucca Comics?
Nel corso della prossima settimana, in Consiglio Comunale si terra’ il dibattito sulle societa’ partecipate di Lucca Holding.
Al di la’ dei tecnicismi che verranno affrontati in quella sede un dato su tutti appare evidente: il profitto che registra Lucca Comics and Games.
Nel 2013 le entrate di questa societa’, il cui capitale azionario e’ detenuto interamente dal Comune di Lucca attraverso la Lucca Holding e quindi e’ di proprieta’ di tutti cittadini lucchesi, ha registrato un incasso di euro 3.504,470,18 e delle spese di 2.721.852,97 provocando un utile di ben 782.617,21 euro.
Alcune spese, tipo quella relativa alla realizzazione dell’ area fieristica costano la bellezza di 1.157.804,94, e crediamo che debbano essere valutate intelligentemente perche’, da profani, ci sembra uno sproposito spendere questi importi anno dopo anno per avere dei tendoni stile “post terremoto” , che oltretutto occupano le piazze per un mese intero.
A prescindere da cio’ la domanda che sorge spontanea e’: ma dove va a finire tutto questo ben di Dio?
Possibile che dopo aver tenuto a sacco la citta’ per 4 giorni, aver inibito l’ uso di parte della stessa per un mese intero e aver guadagnato quasi 800.000 euro si dica che non ci sono i soldi per rifare il muro di Villa Bottini, oppure che non ci sono risorse per mantenere in funzione alcuni parchi giochi, o addirittura che si faccino tagli al bilancio comunale per molte centinaia di migliaia di euro?
Dove e’ il doveroso risarcimento nei confronti di quella collettività che ogni volta si trova a patire i disagi dopo che ha permesso a Lucca Comics di nascere concedendogli un prestito attraverso le casse comunali che sono soldi di tutti?
Dove’ il soddisfacimento dell’ interesse generale che dovrebbe essere prerogativa essenziale per qualsiasi societa’ di proprieta’ comunale?
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giovedì 10 aprile 2014
Normativa Regionale su attività rumorose.
La professionali e chiare delucidazioni dell’ Arpat circa la nuova normativa regionale non lasciano spazi a dubbi.
Il problema del rumore molesto riconducibile alla presenza o attivita’ dei locali pubblici esiste in quanto rappresenta il 25% di tutti gli esposti che Arpat riceve annualmente.
Il problema c’è, attiene alla salute dei cittadini ed è socialmente rilevante.
L’ unico modo per risolverlo è quello di fissare limiti e regole chiare che possano, da un lato, tutelare la salute dei cittadini, mentre dall’ altro prevenire che vengano comminate ai proprietari dei locali pubblici sanzioni civili o penali.
Per questi motivi la Regione ha varato il Regolamento 2 del 2014 che va’ proprio in questa direzione.
Chi afferma che questo regolamento vieta la musica dal vivo dice una cosa che non e’ vera.
Chi vuole fare musica dal vivo puo’ farlo tutti i giorni dell’ anno e per 24 ore giornaliere. Il regolamento non lo proibisce affatto. Se il locale e’ progettato ed insonorizzato in maniera adeguata e non provoca alcun disturbo ai vicini non c’ è alcun problema: nessuno glielo potrà mai vietare. Un ambiente acusticamente insonorizzato è un requisito essenziale per chi vuol fare musica dal vivo. Giusto per fare un esempio è come la cella frigorifera per un macellaio. In ambedue i casi si tratta di requisiti necessari per la tutela della salute pubblica. L’ ambiente insonorizzato consente di riposare a chi abita nelle vicinanze che vede cosí tutelata la sua salute, mentre la cella frigorifera consente al cliente della macelleria di comprare una carne che non sia affetta da germi e batteri che potrebbero pregiudicare il suo stato di salute. Cosa potremmo pensare se i macellai chiedessero di non avere l’ obbligo di tenere la carne in frigorifero per risparmiare sul costo della cella frigorifera e su quello dell’ energia elettrica necessaria per il suo funzionamento?
E’ in questa ottica che il Regolamento regionale ha la sua validita’. La diminuzione del numero delle deroghe che possono essere concesse vuol dire: vuoi fare una attività che comporta la produzione di rumore? Bene falla pure quando ti pare, a condizione che tu ti organizzi per non mettere in croce chi vive vicino al tuo locale. Se invece non ti vuoi organizzare, ti viene concesso solo un certo numero di deroghe perché al mondo ci sono anche quelli che vivono vicino al tuo locale ed anche loro hanno il sacrosanto diritto, tutelato dalla legge, di voler dormire e riposare.
Caso mai una lacuna nella normativa attuale continua a persistere. Non si prende in considerazione una delle principali forme di disturbo che è originata dai gruppi di avventori che consumano le bevande stazionando sulle pubbliche vie e piazze. Sarebbe opportuno che il consumo delle bevande fornite dal locale venisse previsto soltanto all’interno delle pertinenze dello stesso, in tal modo si potrebbero limitare molti dei disagi che attualmente si verificano e che richiedono numerosi interventi da parte delle forze dell’ ordine.
Altro discorso è quello delle deroghe concesse al Comune e agli enti patrocinati. Il discorso della Regione è molto semplice e di buon senso: hai individuato le aree destinate a spettacolo a carattere temporaneo, ovvero
mobile, ovvero all’aperto nel Piano di Classificazione Acustica Comunale? Bene allora le manifestazioni musicali le dovresti fare lí, tuttavia, come eccezione, ti viene concesso un certo numero di deroghe per farle in quei posti dove altrimenti questo ti sarebbe impedito, sempre nell’ ottica della imprescindibile tutela della salute pubblica.
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mercoledì 9 aprile 2014
VerdeMura 2014
Ma e’ mai possibile che quando a Lucca si organizza una manifestazione si debba perdere il lume della ragione e dimenticarsi del resto del mondo? Precisiamo e sottolineamo che nessuno e’ contro Verdemura, ma e’ giusto che si chiuda la cerchia urbana al passaggio pedonale obbligando le persone a scendere in Piazza del Collegio e risalire sulle Mura alla sortita di S.Cristoforo?
Ci vuole un architetto di fama internazionale, magari austriaco o forse addirittura Renzo Piano, per spostare i banchi di un metro e lasciare questo corridoio a disposizione di chi vuol passare per godersi la passeggiata sulle Mura?
Non ci sembra che sia una impresa impossibile anche perché con Murabilia si fa regolarmente e quindi non c’è motivo per cui ciò non possa essere fatto anche per Verdemura.
Ci auguriamo che per la prossima edizione i solerti funzionari coinvolti pensino anche ai normali cittadini che vogliono semplicemente godersi le Mura i quali, tra l’ altro, sono molti di piu’ dei visitatori di questa rassegna
Se poi i medesimi funzionari riuscissero a limitare il traffico veicolare degli espositori, che attualmente si sviluppa senza controlli per tutta la cerchia urbana procedendo a zig zag fra i pedoni, farebbero una cosa buona e giusta.
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sabato 22 marzo 2014
Inquinamento a Lucca
Le affermazioni attribuite al dirigente dell’ Ufficio Ambiente di Lucca sono sconcertanti.
Sembra quasi che il Comune di Lucca si renda conto solo adesso che l’Arpat ha deciso di collocare la centralina di categoria fondo urbano a San Filippo.
Ricordiamo perfettamente che questo argomento venne da noi piu’ volte trattato anni orsono con il funzionario Papadia alla presenza dell’ allora Assessore Dinelli e quindi la circostanza non e’ certamente una novita’ .
La centralina urbana fondo e’ un obbligo inderogabile posto a carico dell’Amministrazione lucchese dalla G.R. 1025 06.12.2010 e tra l’ altro Lucca e’ l’ unica citta’ capoluogo ad essere priva di una stazione di monitoraggio che abbia valore legale, tanto e’ vero che, al momento, viene utilizzata per questo scopo, quella di Capannori.
Nella medesima normativa regionale, la decisione circa dove localizzare la centralina urbana fondo del Comune di Lucca viene attribuita all’ Arpat e quindi i funzionari e dirigenti del Comune di Lucca non hanno alcun potere decisionale in merito. Sarebbe invece il caso che questi ultimi si adoperassero senza indugi a compiere gli atti necessari per la regolamentazione urbanistica dello strumento e favorire gli allacci necessari.
Ridicola l’ idea di proporre la localizzazione della stazione di monitoraggio in Viale Corsica a San Vito. Basta andarsi a leggere un minimo di letteratura tecnica per rendersi conto che la stazione di monitoraggio di categoria fondo urbano deve essere posta nelle vicinanze di infrastrutture ad alto potere inquinanti come ad esempio, nel caso di Lucca, lo sono l’ autostrada e la circonvallazione.
Rivolgiamo al Sindaco, in qualita’ di massimo responsabile della salute dei cittadini, un caloroso invito ad interessarsi personalmente di questa situazione, facendo in modo che il personale dell’ Ufficio Ambiente collabori prontamente con l’ Arpat attuando sollecitamente le richieste che gli perverranno, senza avventurarsi in disquisizioni tecniche che per le legge non gli sono dovute e cercando di ridurre al massimo questo ritardo che ad oggi ammonta a circa 3 anni e mezzo.
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sabato 15 marzo 2014
Ancora sui varchi telematici
Il comportamento del consigliere Marco Martinelli capogruppo del PDL continua a stupirci sempre di piu’.
Durante la passata amministrazione, in qualita’ di membro della Commissione Lavori Pubblici prima e come Presidente della stessa poi, ha svolto un ruolo determinante per la realizzazione della rete dei varchi telematici.
In poche parole si puo’ dire che senza il gruppo di persone di cui egli faceva parte, adesso non ci sarebbero i varchi e di questo gliene siamo profondamente grati.
Quello che ci risulta difficile da comprendere e’ perche’ mai adesso che non e’ piu’ in quella “stanza dei bottoni” vorrebbe di fatto distruggere la sua creatura spegnendo la rete durante le ore notturne. Ci sembra una mossa politica della quale ci sfugge il senso logico
Crediamo che il Sig. Martinelli faccia confusione quando afferma che intende tutelare la componente residenziale del Centro Storico perche’, se qualcuno lo ascoltasse (circostanza che riteniamo inattuale a parte che per quei pochi soliti noti, i quali peraltro stanno trovando sempre meno adesioni nel consesso civile), per i residenti sarebbe impossibile vivere in citta’ visto che che gia’ adesso devono dividersi 1.500 stalli di sosta di fronte a 4.500 permessi e che a varchi spenti sarebbe praticamente impossibile trovare parcheggio.
Lo stesso dicasi per la sua difesa ad oltranza dei locali pubblici situati nel centro storico, ignorando i problemi causati da quelli che non fanno dormire chi ha la sfortuna di viverci attorno, mentre pochi mesi orsono ha portato personalmente in Prefettura l’ esposto dei residenti di San Alessio che non potevano riposare per i rumori causati alle Madonne Bianche.
Forse cio’ vuol dire che per il PDL tutti i cittadini sono uguali pero’ qualcuno e’ piu’ uguale degli altri?
Sembra quasi che l’attuale leadership voglia trasformare il PDL, che come tutti i partiti dovrebbe essere volto alla tutela di interessi generali, ad una mera associazione di categoria.
Se cosi’ fosse, mentre alle ultime elezioni il PDL a Lucca non e’ arrivato nemmeno al ballottaggio, nonostante fosse stato il secondo partito su scala nazionale, alla prossima tornata elettorale con questa gestione potrebbe fare ancora di meno.
Ci sembra quanto meno inopportuno che con tutti i problemi che ci sono adesso a Lucca il consigliere Martinelli si preoccupi quasi esclusivamente di tutelare le sue “categorie protette”.
Sicuramente l’ attuale Amministrazione gliene sara’ grata perche’, con questo tipo di opposizione, parafrasando la famosa pubblicita’ di Virna Lisi degli anni sessanta: “puo’ fare cio’ che vuole”.
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sabato 15 febbraio 2014
Varchi telematici
Sicuramente i rapporti fra il nostro comitato e la Commissione Centro, per ovvi motivi, non sono mai stati idilliaci.
Ciononostante, per puro spirito di “patriottismo lucchese”, esprimiamo un fraterno invito al Presidente della Commissione Centro Storico Giovanni Martini a non sposare delle “teorie pisane” che, essendo prive di fondamento, lo potrebbero squalificare agli occhi dei lucchesi.
Martini ha avallato in pieno la versione della signora pisana la quale affermava che a Lucca, a differenza di Pisa, i varchi sono segnalati male. Incuriositi da questa affermazione siamo andati a Pisa, abbiamo fotografato il varco telematico che si trova vicino a Piazza S.Caterina e con nostro estremo stupore abbiamo verificato che la segnaletica stradale e’ la stessa di quella lucchese, anzi quella pisana e’ priva della componente orizzontale che il Comune di Lucca, invece, ha scrupolosamente, senza obbligo alcuno, dipinto a terra.
Abbiamo poi verificato i varchi telematici di Pavia accertando che anche in questo caso la cartellonistica e’ la medesima di Lucca.
In conclusione la segnaletica posta ai varchi e’ piu’ che adeguata, anzi migliore di quella di altre citta’, le quali a differenza di Lucca, non attuano la segnaletica orizzontale.
La raccomandazione “patriottica” che rivolgiamo a Martini e’quella di verificare le circostanze che gli vengono riferite dai forestieri perche’ la carica di Presidente della Commissione Centro Storico e’ un incarico importante e sicuramente tale ruolo non trarrebbe beneficio da eventuali difese insostenibili.
Giusto per fare un esempio un po’ come e’ gia successo quando Martini richiedeva la riapertura al traffico di Piazza Napoleone trovandosi contro tutta la citta’ (ad eccezione di due suoi colleghi).
A nostro avviso il modo per rendere i varchi telematici ancora piu’evidenti c’e’: il loro spostamento alle porte della citta con la sola concessione di raggiungere il parcheggio Mazzini e quello Cittadella. Invitiamo l’ Amministrazione a tenerne di conto.
Per il Comitato Vivere il Centro Storico
Claudio Casotti
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domenica 29 dicembre 2013
Inquinamento a LUCCA
E le stelle stanno a guardare.
Il comportamento dell’ Assessorato all’ Ambiente ci ricorda il titolo di quello sceneggiato televisivo degli anni 70: “E le stelle stanno a guardare”.
A Capannori si sono verificati 29 superamenti di PM10, a Porcari 23, a Lucca la bellezza di 39. In conseguenza di cio’, sia a Capannori che a Porcari, il Sindaco ha ordinato il traffico a targhe alterne e a Lucca? A Lucca niente: E le stelle stanno a guardare!
A Capannori in Viale Europa la situazione del traffico e’ veramente preoccupante mentre sulla nostra Circonvallazione lo e’ ancora di piu’. A Capannori il Sindaco ha disposto un ordinanza che vieta il transito dei Tir per diverse ore del giorno e a Lucca? A Lucca si accetta con cristiana rassegnazione che i Tir, passino tranquillamente a poche decine di metri dalle Mura perche’ tanto da noi: Le stelle stanno a guardare!
Anche volendosi dimenticare dei numerosi incidenti mortali occorsi negli ultimi anni sulla circonvallazione di Lucca, fanno parte della cronaca recente i due grossi sinistri con ribaltamento degli autoveicoli accaduti a Porta Elisa e in Viale Cavour. In Viale Batoni una signora si e’ azzardata ad attraversare la strada ed e’ stata falciata e scaraventata a diversi metri di distanza da un auto in transito. Mentre a Capannori si attuano politiche di controllo telematico anche laddove non si sono mai verificati incidenti, a Lucca si e’ perfino smesso di parlare di eventuali provvedimenti di riduzione del traffico sulla circonvallazione : E le stelle stanno a guardare!
Tornando al discorso inquinamento atmosferico, non si puo’ ignorare il fatto che Lucca sia l’ unica citta’ toscana capoluogo di Provincia tuttora priva di una centralina antinquinamento di categoria “fondo urbano”, della quale invece avrebbe dovuto dotarsi in conformita’ a quanto previsto dalla Legge Regionale 9 del 2010. Sono anni che il ns. comitato chiede che tale operazione venga portata a termine perche’ solo cosi’ la centralina lucchese avrebbe valore legale , ma ancora una volta: Le stelle stanno a guardare.
Visto la completa assenza di provvedimenti comunali in tema di inquinamento atmosferico, perfino l’ Assessore Provinciale all’ Ambiente ha richiamato l’Amministrazione lucchese a dimostrare sensibilita’ per questo tema, ma come al solito: le stelle stanno a guardare.
Nello sceneggiato televisivo gli astri assistevano al grosso cambiamento che i protagonisti, grazie alla loro intensa attivita’, apportavano alla propria condizione sociale. A Lucca invece “le stelle stanno a guardare” l’immobilismo piu’ assoluto.
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mercoledì 4 dicembre 2013
Proposte per Lucca by night
Premessa
Tenendo presente il bisogno di contemperare i legittimi bisogni dei giovani che vogliono divertirsi socializzando in ambienti con musica prodotta ad alto volume, con quelli dei residenti che vogliono poter riposare quando lo desiderano e con quelli dei commercianti che vogliono, come e’ normale che sia, lavorare e guadagnare il piu’ possibile, si producono i suggerimenti che seguono.
Autorizzazioni in deroga (misure collegate)
Per quanto riguarda le autorizzazioni in deroga necessarie per eseguire gli spettacoli musicali all’ interno dei locali pubblici, si ritiene opportuno adoperare alcuni utili accorgimenti.
Una prima azione utile sarebbe quella di operare in sede preventiva, cioè richiedendo sempre, quando sono rilasciate autorizzazioni “in deroga” per eventi e attività di durata superiore a 3 giorni, una misura del rumore al primo giorno dell’attività da parte del tecnico competente incaricato dalla ditta che ha richiesto l’autorizzazione stessa, che asseveri il rispetto della normativa; spesso infatti le valutazioni di impatto acustico presentate a corredo della domanda si basano su valutazioni preventive teoriche che non tengono conto degli effettivi impianti che verranno installati. L’asseveramento dovrebbe aver luogo sia per quanto riguarda i valori di emissione che per quelli di immissione, vale a dire in prossimita’ degli altoparlanti e presso i ricettori disturbati piu’ vicini.
Controllo degli orari
Un aspetto che crea molti problemi è costituito dal rispetto degli orari delle manifestazioni in deroga (fonte principale delle segnalazioni da parte dei cittadini). Il Comune, che è l’ente che deve verificarne il rispetto attraverso la polizia municipale, ne deve tenere conto in fase di autorizzazione, cercando anche di programmare i controlli stessi. Infatti, in mancanza di verifiche, è facile che proliferi il non rispetto degli orari previsti. In conclusione dovrebbe essere stabilita un regola per cui, una volta autorizzata la “deroga”, entro le successive 24 ore, la Polizia Municipale dovrebbe automaticamente predisporre un calendario di controlli atti a verificare il rispetto delle regole.
Enti predisposti per il controllo
Il ruolo importante di controllo potrebbe essere utilmente svolto proprio dalla polizia municipale, che è in grado di assicurare una presenza capillare sul territorio, ed il cui intervento può costituire un deterrente importante per comportamenti scorretti altrimenti difficilmente arginabili, ad esempio gli schiamazzi al di fuori dei locali, che costituiscono una violazione del codice penale (disturbo della quiete pubblica), ma per i quali non è necessario, in base anche alla giurisprudenza, effettuare “misurazioni”. Sarebbe utile poi, proprio per questa capillarità della polizia municipale, che i suoi operatori fossero opportunamente formati e dotati di fonometri per poter effettuare controlli strumentali, come già accade in alcuni comuni (es. Firenze) con effetti positivi.
Questo significa, infine, che quando si arriva a riscontrare violazioni importanti dei livelli sonori emessi, creando significativo disturbo, e quindi nuocendo alla salute dei cittadini, l’attività sanzionatoria non dovrà essere percepita come “ottusa pratica burocratica” (come talvolta viene affermato da parte di alcuni operatori economici), ma una necessaria azione di controllo a salvaguardia della salute delle persone, svolta dopo aver tentato – senza successo – tutte le azioni preventive e di dissuasione possibili
Normativa posta a regola degli assembramenti di persone all’ esterno dei locali (aggiornamento del regolamento di Polizia Urbana del 1934)
L’ assembramento ed bivacchi delle persone al di fuori dei locali deve trovare opportuna e necessaria regolamentazione amministrativa.
Attualmente l’unica fonte normativa posta a regola di queste situazioni e’ il regolamento di polizia urbana del 1934 nonche’il Codice Penale.
L’ultimo tentativo di regolamentare la materia fu attuato dalla precedente amministrazione, la quale in un ampio contesto riguardante i diversi aspetti della attivita’ esercitata dai locali pubblici, stabili delle regole contenute in una ordinanza che fu poi revocata in autotutela (la famosa ordinanza antikebab) solo ed esclusivamente a causa della discriminazione che operava nella tipologia degli alimenti da somministrare.
E’ necessario che l’ Amministrazione elabori in tempi brevi un aggiornamento al regolamento del 1934 prevedendo sanzioni dell’ ordine di alcune centinaia di euro (prendendo ad esempio le sanzioni comminate a Madrid e a Barcellona) per chi si rende partecipe degli schiamazzi notturni, evitando di procedere in questi casi con la contestazione di natura penale che e’ troppo laboriosa ed impegnativa e destinata ad aggravare i carichi di lavoro del Tribunale di Lucca.
Laddove questi episodi dovessero ripetersi per piu’ di due volte durante il corso dello stesso anno solare, si richiede che vengano varati provvedimenti di chiusura anticipata del pubblico esercizio della zona per ovvi motivi di ordine pubblico.
Normativa posta a regola degli assembramenti di persone all’ esterno dei locali (divieto di consentire la consumazione degli alimenti e bevande al di fuori dei locali e/o delle zone loro assegnate)
Non e’ concepibile, ne’ accettabile che alcuni locali possano disporre del suolo pubblico a loro piacimento al fine di aumentare senza limite alcuno (e senza costo alcuno) la superficie a loro disposizione per la somministrazione delle bevande.
E’ sicuramente iniquo il fatto che, ad alcuni locali, venga consentito di utilizzare gli spazi pubblici posti all’esterno della loro attivita’ come luoghi dove gli avventori possono consumare le bevande a loro fornite.
Consentire cio’ rappresenta una palese ingiustizia nei confronti degli operatori che invece diligentemente pagano il suolo pubblico, provoca incontrollabili assembramenti di persone che danno origine a disturbi e molestie della quiete pubblica , impedendo ai residenti di dormire se non dopo tarda ora, richiede una ulteriore azione di controllo da parte degli organi preposti con conseguente aggravio di spesa pubblica.
E’ pertanto necessario che venga inderogabilmente proibito, soprattutto dopo le ore 22 , la consumazione di bevande ed alimenti al di fuori dei locali pubblici e/o degli spazi a loro assegnati, prevedendo severe sanzioni per quei locali che contravvengono.
Sanzioni
Alla contravvenzione di ogni regola posta deve ovviamente applicarsi una sanzione che suggeriamo corrispondere agli importi come segue in aggiunta alle altre misure eventualmente previste: da Euro 258,00 a Euro 10.329,00 per la violazione degli orari autorizzati
- da Euro 258,00 a Euro 10.329,00 per la violazione dei valori di rumorosità autorizzati
- da Euro 258,00 a Euro 10.329,00 per la violazione delle prescrizioni contenute nella autorizzazione in deroga
- da Euro 516,00 a Euro 5.164,00 per il superamento dei valori limite di emissione o di immissione previsti dalla legge in assenza di autorizzazione in deroga ai limiti di rumore.
Dopo la prima contestazione dovrebbe essere applicata la sanzione massima anche se relativa a contravvenzione di natura differente provvedendo, se del caso, alla adozione delle misure piu’ coercitive previste dalla normativa regionale e nazionale fra cui il ritiro della autorizzazione in deroga, la sospensione temporanea dell’attivita’, nonche’ il ritiro della licenza di esercizio.
Conclusioni:
Il regolamento dovrebbe prevedere incentivi e facilitazioni per i locali notturni localizzati in zone industriali e/o commerciali prive di residenza, offrendo loro la possibilita’ di eseguire musica senza dover sottostare agli obblighi di cui sopra.
Per tutte le altre zone, dove invece la residenza e’ una delle componenti che le compongono , e’ necessario valutare la adozione delle misure di cui sopra nonche’ il pieno rispetto della Legge 447 e di tutte le sue modifiche e/o integrazioni.
Suggerimenti e proposte
Nell’ambito del territorio comunale ci sono diverse zone che presentano assenza di residenza e che potrebbero ospitare senza alcun tipo di problema molti locali pubblici. Una concentrazione di locali pubblici in tali zone potrebbe rappresentare un ottimo volano per l’ economia locale attraendo anche l’ utenza delle provincie limitrofe. Si eviterebbero quegli effetti collaterali che si verificano nel Centro Storico a seguito di una insostenibile proliferazione di locali notturni che appare inconciliabile con le funzioni ed i bisogni della residenza.
Al Sindaco si chiede
di mantenere fede al suo ruolo di garante della salute dei cittadini e a tale scopo si rammenta l’ interpretazione al riguardo sancita dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ che definisce la salute uno stato di completo benessere fisico, mentale e non la semplice assenza di malattia o di infermita’.
Vale la pena rammentare il fatto che il non prendere in considerazione la giuste lamentele dei residenti che soffrono dei disagi provocati dall’ attivita’ dei locali pubblici, laddove questa si protragga fino a tarda notte, rappresenta omissione delle regole poste a carico del suo dovere di ufficio
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