mercoledì 8 giugno 2016

Decoro Urbano


Le recenti aperture dei supermercati in Centro Storico sono divenute oggetto di critiche, di natura perlopiù corporativistica.
Bene la moratoria dei pubblici locali, giusto connubio fra corporativismo dei commercianti e interessi della residenza. Si invoca a piene mani il Piano delle Funzioni, che noi stessi richiediamo da anni, in quanto unico strumento in grado di evitare la trasformazione del Centro Storico in una Gardaland casereccia. Purtroppo si evita di parlare del fatto che nel Comune di Lucca non è stato ancora emanato quel Regolamento di Decoro Urbano in gestazione dal 2013.
Più negozi di alimentari vuol dire più panini e quindi più bivacchi. Il regolamento del Decoro Urbano è necessario per una città che vuole avere uno sviluppo turistico degno di questo nome, altrimenti, in assenza di regole, è destinata a divenire, o meglio dire restare quella che è: un grande bivacco monumentale per consumare i panini di giorno e l’alcool durante la notte. L’ unica differenza provocata dai nuovi supermarket sarà che il grande bivacco diventerà ancora più diffuso durante il giorno.
Le critiche rivolte dalle Associazioni a queste “ liberalizzazioni” sono funzionali al mantenimento del proprio orticello e trovano terreno fertile nel mondo di quella politica che segue e insegue i loro voti. Il problema che invece l’Amministrazione dovrebbe porsi è quello di fare delle regole certe nell’ interesse di tutta la città e, fino a che le regole non ci sono, utilizzare quelle “ vecchie” tuttora vigenti.
Durante i numerosi quanto infruttiferi incontri con l’ Assessore Raspini abbiamo fatto presente che, nel vigente Regolamento di Polizia Urbana all’art. 58 vi si recita:
E’ vietato:
  1. sedere, sdraiarsi, dormire sui marciapiedi, sulle strade e piazze, sulle soglie dei pubblici edifici e presso i monumenti;
  2. depositare involti ed oggetti di qualsiasi specie sulle soglie stesse e sui gradini dei monumenti;
  3. trattenersi a mangiare, bere e giuocare negli ingressi dei pubblici e privati edifici e nelle scale dei medesimi, come pure compiervi atti contrari alla decenza od alla pubblica quiete.
Purtroppo non siamo mai stati presi in considerazione e, almeno fino al nuovo mandato, siamo rassegnati a vivere in una città dove il bivacco è realtà quotidiana, sia di giorno che di notte

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giovedì 19 maggio 2016

Vecchi tagliandi o i nuovi?


Ci domandiamo se invece di cambiare i vecchi permessi di sosta residenti, non sarebbe stato meglio cambiare i nuovi.
Il vecchio permesso aveva impresso il numero di targa, era a colori ed aveva alcuni parti stampate ad ologramma. Il numero di targa serviva per evitare l’ utilizzo improprio dello stesso su più mezzi, mentre i colori e l’ ologramma erano funzionali a rendere il tagliando più difficile da fotocopiare.
Il nuovo permesso invece è in bianco e nero e oltretutto non riporta il numero di targa. Ottimo per i furbi che lo spostano da un veicolo all’ altro, oppure che lo fotocopiano facendosi il “secondo permesso fatto in casa”.
In teoria il sistema di controllo c’è, ma è molto laborioso. Il tagliando nuovo ha un riquadro con un codice elettronico chiamato QR Code. Scannerizzando con un apposito lettore il QR Code si può accertare se il permesso è relativo al veicolo sul quale è esposto, oppure se è un falso. Il problema è che la Polizia Municipale non è dotata di questo strumento. Sono diversi anni che chiediamo sia all’ Assessore che al Comandante di acquistare alcuni esemplari per darli in dotazione alle pattuglie in servizio. Purtroppo abbiamo motivo di pensare che questi anni sono trascorsi inutilmente visto che non abbiamo mai avuto modo di vedere i Vigili che scannerizzano i permessi.
E’ chiaro che quando il veicolo passa attraverso i varchi elettronici viene riconosciuto, ma il problema resta in tutta la sua evidenza per tutte le zone al di fuori della rete telematica.
Non ci resta che aspettare la nuova Amministrazione dove ci auguriamo di trovare un referente con il quale sia possibile instaurare un dialogo basato sulla sensibilità, sulla giustizia e sull’ efficienza e che, senza esitazioni, riporti il numero di targa sul tagliando provvedendo a dotare la Polizia Municipale del lettore QR Code così come andiamo chiedendo da anni.
Ricordiamo che gli stalli gialli sono soltanto 1.600 ed i permessi permanenti che danno diritto alla sosta sono oltre 10.000
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mercoledì 18 maggio 2016

Manifestazione sportive


Tutte le volte che nel Centro Storico vengono realizzate manifestazioni per cui si chiudono alcune strade, i residenti vengono “ fatti prigionieri” in quanto non viene loro offerto alcun percorso alternativo.
Nessuno dice che non si possono fare manifestazioni nel Centro Storico, anzi la cosa è talmente ovvia e scontata che viene addirittura prevista e regolata in maniera specifica dal Codice della Strada.
All’ art. 20 si prevede che quando si chiudono le strade si devono offrire percorsi alternativi, ma ci immaginiamo che l’ Ufficio Traffico, vista la impossibilità di realizzarli, abbia in qualche modo cercato di adempiere alle previsioni di legge prevedendo dei varchi da essere utilizzati compatibilmente con il passaggio dei concorrenti.
Durante l’ ultima Mezza Maratona i varchi predisposti erano 8 però, visto la scarsa informazione, sono ben pochi i cittadini che sono riusciti a saperlo.
Il Codice della Strada prevede che il presidio dei varchi venga effettuato dalla Polizia Municipale, oppure da agenti di altri corpi di Polizia che possono essere affiancati da volontari, i quali dovrebbero essere muniti di apposita abilitazione rilasciata dal Ministero.
Per ultimo, secondo il Codice della Strada, ogni autorizzazione per manifestazione sportiva deve essere subordinata alla stipula di un contratto di assicurazione.
Abbiamo fatto presente queste circostanze all’ Amministrazione Comunale per sincerarci che le prossime autorizzazioni tengano di conto delle previsioni del Codice della Strada, nonché dei bisogni e dei diritti dei residenti.
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lunedì 2 maggio 2016

Più residenti nel centro storico

Sicuramente encomiabile e condivisibile il proposito espresso dal Sindaco quando afferma di voler portare più clienti e più residenti nel Centro Storico.
Ci asteniamo dal commentare il lato commerciale della proposta perché non riusciamo proprio a capire come si possa spingere qualcuno a rinunciare all’ offerta vantaggiosa dei centri commerciali e di internet, per venire a comprare all’ interno delle Mura.
Per quanto riguarda la residenza invece, ci sentiamo di suggerire al Sindaco di “ abbassare l’ asticella” e considerare che, invece di aumentare la residenza all’ interno delle Mura, sarebbe già un grosso traguardo fermarne la diminuzione. Durante questo mandato i residenti sono arrivati alla misera cifra di 8.500.
Attualmente ci sono diverse decine di famiglie, quindi alcune centinaia di persone, che stanno seriamente valutando l’ipotesi di trasferirsi dal Centro Storico. Continuano a vivere dove si trovano solo perché hanno difficoltà a vendere il loro appartamento a causa delle condizioni di invivibilità della zona e quindi alla mancanza di a acquirenti.
Le famiglie che vivono a Portone dei Borghi, Piazza XX Settembre, le poche rimaste in Piazza dell’Anfiteatro, in Piazza San Michele, oppure in Corso Garibaldi sono destinate ad essere sempre di meno a causa degli schiamazzi che impediscono il riposo notturno.
Che dire poi della pulizia delle strade effettuata con rumorose spazzatrici che superano qualsiasi limite massimo di emissione acustica e, cominciando a lavorare alle 5,30 del mattino (domeniche incluse), svegliano i malcapitati che dormono nel loro letto a pochi metri di distanza dalla fonte di rumore? Il tutto ignorando il fatto che ci sarebbero in commercio mezzi molto meno rumorosi.
Per non parlare poi della raccolta del vetro che, quando viene scaricato nel cassone del mezzo di raccolta alle 5,30 della mattina, provoca lo stesso rumore di un petardo di grosse dimensioni svegliando chi dorme a centimetri di distanza.
Possiamo ignorare la sproporzione fra i 1.600 stalli gialli ed i 10.000 permessi rilasciati che costituiscono una vera e propria tassa supplementare a causa delle multe inflitte a chi, dopo aver girovagato per ore alla ricerca di un posto che non riesce a trovare, deve parcheggiare dove può?
Negli ultimi tempi Sistema Ambiente installa le isole a scomparsa senza che l’Amministrazione abbia elaborato e varato l’ apposito regolamento comunale previsto dalla legge e quindi, in nome della “ ragion di stato” , alcune famiglie verranno penalizzate dal trovarsi i cassonetti interrati sotto la propria finestra di casa. Altri candidati “ all’ emigrazione”!
Il problema ulteriore è rappresentato dal fatto che tutti questi argomenti fanno capo all’ Assessorato all’Ambiente e che i numerosi incontri da noi effettuati in quella sede, dove li abbiamo rappresentati, si sono dimostrati completamente infruttiferi.
Di conseguenza il problema che il Sindaco si pone è di doppia natura: anche se riuscisse ad indentificare i disagi che causano la diminuzione di residenti nel Centro Storico, chi sarebbe poi in grado di apportare le soluzioni? Una impresa veramente difficile, se non impossibile, a parere nostro, vista la attuale distribuzione delle deleghe.
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mercoledì 27 aprile 2016

Attività in deroga


L’ autorizzazione in deroga ai limiti acustici è un provvedimento che consente di superare i limiti massimi previsti dalla normativa acustica durante il corso di eventi o manifestazioni. La gestione di questo strumento risulta esaurientemente codificata dalla normativa nazionale e da quella regionale e siccome queste deroghe comportano una compressione di diritti a chi risiede nella zona interessata (perché sarà chiamato a sopportare un inquinamento acustico maggiore di quello normalmente consentito), il legislatore ha previsto che il Comune deve indicare tutte le autorizzazioni in deroga in un apposito elenco pubblicato sul sito web del Comune, affinché questo possa essere facilmente consultato nell’ ottica di quel “ controllo sociale” previsto dalla legge.
Fino a pochi mesi fa era possibile scaricare on line la documentazione relativa a ciascuna deroga rendendo possibile la comprensione dei limiti e degli orari concessi, nonché le varie prescrizioni impartite.
Da poco tempo invece l’ Amministrazione Comunale, nonostante si tratti di eventi pubblici, ha proibito la visualizzazione online, obbligando chi ne è interessato ad andare all’ Urp e fare richiesta della documentazione, la quale verrà fornita in cartaceo (a spese del richiedente) ed entro 30 giorni dalla richiesta.
Il problema è che molto spesso le autorizzazioni vengono rilasciate due giorni prima della manifestazione, oppure magari anche il giorno stesso dell’ inizio di questa ed inoltre, a volte, l’aggiornamento dell’ elenco online non viene effettuato in tempo reale.
Da questo ne deriva che è praticamente impossibile ricevere la documentazione prima che la manifestazione abbia inizio. Il cittadino che si è visto comprimere i propri diritti per legge, non può utilizzare quel controllo sociale, che peraltro la stessa legge gli garantirebbe, in quanto molto spesso riuscirà a conoscere gli orari, i limiti e le prescrizioni previste per la manifestazione soltanto quando questa sarà ormai conclusa.
Per questi motivi abbiamo richiesto alla Regione Toscana di richiamare il Comune di Lucca al rispetto della trasparenza prevista dall’ art 16 Legge Regionale 2/2014 consentendo ai cittadini un accesso puntuale e tempestivo.
Un problema di trasparenza che fa il paio con “ l’ oscuramento” delle delibere che sarà oggetto del Consiglio Comunale convocato per il l 28 Aprile a seguito della richiesta formulata da 9 consiglieri comunali e da ben 22 associazioni.
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martedì 12 aprile 2016

Attività commerciali nel CS


Siamo sicuri che sono i parcheggi ed i varchi telematici (che peraltro chiudono al traffico soltanto una piccolissima zona di 800 per 600 metri), le cause del declino del commercio nel Centro Storico?
Ci domandiamo: se per ipotesi in Piazza san Michele ci fosse un parcheggio gratuito multipiano da 10.000 posti, i lucchesi verrebbero in centro a fare la spesa, a comprare un televisore, oppure degli indumenti sportivi, oppure marche di abbigliamento che in periferia si trovano a prezzo minore o magari articoli che su internet costano la metà?
E’ comprensibile che qualcuno, magari impegnato nel settore della ristorazione, soprattutto notturna, difenda l’ indifendibile per compiacere i suoi clienti ed i suoi affari, però a certi livelli la discussione dovrebbe farsi seria.
Lucca città non sarà mai più quella di una volta quando la gente veniva da Castelnuovo Garfagnana o da Piazza al Serchio per comprare quello che non riusciva a trovare in negozi più vicini.
E’ inutile continuare a vivere un Amarcord che non ha ragione di esistere e che è soltanto un mondo dei sogni molto distante dalla realtà. Chi lo fa aiuta soltanto il commercio delle città vicine dove i commercianti fanno il loro lavoro , dove le amministrazioni ospitano centri commerciali di richiamo in periferia e grandi negozi di marchi famosi in centro, dove i centri storici sono resi più vivibili da ordinanze anti bivacchi e anti ubriachi e dove la residenza non deve essere costretta a fuggire a causa delle condizioni di invivibilità
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venerdì 8 aprile 2016

Movida ed esposti


L’ esposto di commercianti e residenti di Piazza XX Settembre? Solo l’ ultimo di un lungo elenco
Zone come: Portone dei Borghi, Piazza dell’ Anfiteatro, Piazza San Frediano, Via Fillungo, Piazza S. Alessandro, Piazza San Michele, Via Calderia, Via S.Giorgio, Corso Garibaldi sono interessate, o forse meglio dire, deturpate dagli effetti collaterali della cosidetta “Movida” .
La possibilità di utilizzare le strade e le piazze come aree di somministrazione, senza limite alcuno, è una pratica incivile che contravviene le disposizioni vigenti, deturpa la zona dove si trova il locale ed in molti casi rende impossibile il riposo notturno di chi ci vive. Il fatto che un locale di 2 metri per 3 somministri bevande ad una esagerata moltitudine di persone rende insufficiente il piccolo servizio igienico di cui dispone (se ne dispone) e fa si che tutta la zona circostante diventi una latrina. Se a questo si unisce che gran parte delle bevande sono di natura alcolica e che vengono somministrate senza alcun controllo (contravvenendo alle disposizioni del Codice Penale) ne consegue quello che è sotto gli occhi di tutti: Lucca è diventata una grande e rumorosa latrina.
Questo è quello che abbiamo cercato di far capire all’ Assessore Raspini durante i numerosi ed infruttuosi colloqui che abbiamo avuto con lui, nel corso dei quali abbiamo fornito una consistente documentazione relativa a come altre città affrontano questi problemi.
La soluzione è solo una: dopo le 21 non si devono servire bevande (alcoliche o analcoliche) da essere consumate al di fuori dell’ area di somministrazione del locale e deve essere impedito il bivacco sulla pubblica via ai sensi del vigente Regolamento di Polizia Urbana.
Solo in tal modo si può realizzare quella civile convivenza necessaria affinchè l’ industria del divertimento possa convivere con i residenti in un contesto di civiltà.
Abbiamo provato innumerevoli volte ad esporre questi concetti all’ Assessore Raspini senza mai riuscire ad ottenere alcun risultato.
Dobbiamo rassegnarci a vivere nel degrado e nell’ inciviltà, ponendo a carico dei cittadini il costo della riparazione dei danni provocati dai vandali ubriachi, almeno fino alla scadenza di questo mandato elettorale mentre, nel frattempo, ci auguriamo che la Prefettura voglia intervenire, per quanto di sua competenza, al fine di alleviare i problemi di una situazione che altrimenti è destinata a peggiorare giorno dopo giorno.

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sabato 26 marzo 2016

Varchi telematici spenti a vantaggio di chi?

Lo spegnimento dei varchi alla sera, recentemente richiesto dai commercianti è una proposta che ci lascia sconcertati.
Spegnere i varchi per far parcheggiare dove?
Forse in Piazza Napoleone?
O magari in Piazza San Michele?
O forse togliere ulteriori stalli di sosta ai residenti che già si trovano a dover condividere 1.600 stalli fra 10.000 permessi?
Non era la commissione Centro Storico dell’ Ascom che poco tempo fa reputava indispensabile riportare residenza nel Centro Storico? Non è un controsenso pensare a togliere stalli ai residenti e allo stesso tempo auspicare il ritorno di abitanti dentro le mura ?
La motivazione, con la quale si sostiene la richiesta, è basata sul fatto che a Firenze, in alcuni giorni della settimana si spengono i varchi senza nemmeno accennare il fatto che la ZTL fiorentina misura 3,5 X 2,5 Km e sarebbe come se a Lucca la ZTL coprisse dalla chiesa di S. Anna fino all’ Ospedale San Luca per un verso e da Ponte del Fiume fino alla Stazione dall’altro. Il tutto senza dire che invece la zona pedonale del Centro Storico Fiorentino (molto più grande della zona all’ interno delle Mura lucchesi), è chiusa H 24 per tutto l’ anno cosí come succede a Pistoia e a Siena.
Fondi commerciali sfitti? Perché non si considera la concorrenza del commercio fuori delle Mura? Perché non si parla anche degli appartamenti sfitti nelle zone della movida? Ci sono appartamenti che sono in vendita da molti anni e, nonostante il proprietario abbia calato il prezzo ad un quarto del valore di mercato, nessuno li compra perché sono zone invivibili.
Se si vuole fare demagogia e sviluppare i profitti di quattro o cinque locali pubblici continuiamo pure a dire di spegnere i varchi, se invece si vuole rendere più vivibile il nostro Centro Storico allora sarebbe necessario ridurre l’inquinamento acustico ed atmosferico allargando la ZTL, proibire il bivacco ed il consumo di alcool per la strada e realizzare il Regolamento di Decoro Urbano che dopo 4 anni resta ancora un utopia.

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sabato 19 marzo 2016

Varchi telematici

Confrontare la ZTL di Firenze con quella di Lucca è come paragonare una balena ad un pesciolino rosso.
La ZTL fiorentina comincia da Porta Romana e arriva fino a Piazza della Libertà , per spiegarla con la realtà lucchese è come se la ZTL cominciasse al sottopasso dell’ Arancio per arrivare fino a Ponte S. Pietro e quindi non c’è niente di strano se questa viene aperta per qualche ora durante qualche giorno della settimana solo in alcuni periodi dell’anno. Allo stesso tempo sarebbe onesto rilevare il fatto che la zona pedonale fiorentina (molto più grande del nostro Centro Storico) resta tassativamente chiusa H 24 per 365 giorni all’ anno.
Città simili a Lucca (vedasi Siena e Pistoia) hanno una ZTL, che seppure più grande di quella lucchese, rimane vigilata per 24 ore al giorno durante tutto il corso dell’anno e nessuno si lamenta
Spengere i varchi alla sera? Una ipotesi lanciata da chi, vivendo fuori del centro, e in totale assenza di qualsiasi elementare senso civico e rispetto sociale, si ritiene esente dai problemi provocati dall’inquinamento acustico ed atmosferico del traffico perché tanto questi affliggono non lui bensí i residenti.
Fortunatamente l’ Amministrazione Comunale ha il dovere di salvaguardare la salute di tutti i cittadini e quindi ha chiaro che una zona di 900 x 800 metri non influisce minimamente sulla redditività degli esercizi commerciali e che anzi, trovandosi questi in un ambiente monumentale nobilitato dalla limitazione del traffico, dispongono di un valore aggiunto ancora maggiore.
Basta guardare i valori di inquinamento atmosferici della centralina di S.Micheletto. Nonostante la loro drammaticità sono calati notevolmente da quando i varchi sono entrati in funzione e quindi, per il bene di tutti, sarebbe opportuno cominciare a pensare lo spostamento del varco verso Porta Elisa una volta che il mercato dei Bacchettoni sarà trasferito, mentre allo stesso tempo cominciare a pensare di limitare il traffico a Porta S. Pietro, come del resto era previsto nel progetto iniziale dei varchi telematici.
Spengere i varchi alla sera per aiutare la movida? Per quanto riguarda le attività notturne il problema non è quello della loro accessibilità perché nessun baldo giovane avrà problemi a camminare per 400 metri, che è la distanza massima da percorrersi a piedi a Lucca, casomai è il suo tasso alcolemico che in taluni casi potrebbe rappresentare un problema a coprire questa distanza. Perché non fare come a Modena dove dopo le ore 20 le bevande si servono solo all’interno dei locali? Soltanto con un controllo responsabile della somministrazione di alcolici si riuscirebbe a ridurre il numero di risse, schiamazzi e vandalismi che molto spesso appaiono sulle pagine di cronaca
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venerdì 12 febbraio 2016

Piazza DElla Zecca


Raccogliendo le preoccupazioni dei residenti di Piazza della Zecca abbiamo provveduto a studiare la normativa riguardante i rifiuti ed in particolar modo i criteri da osservarsi nella localizzazione delle isole a scomparsa.
Sono due gli strumenti normativi posti a regolare la circostanza: il D.Lgs. 152 del 03.04.2006 e la D.P.G.R. 25.02.04, n. 14/R.
Si tratta di un Decreto Legge il primo e di una Legge Regionale nel secondo caso il quale, all’ art. 21 prevede che La collocazione in aree pubbliche di idonei contenitori per il raggruppamento e per la raccolta di rifiuti urbani, e di rifiuti assimilati agli urbani, o "isole ecologiche", come definite al punto 5.2.4 della Delib.C.R. n. 88/1998, è disciplinata dalle disposizioni specifiche dettate dagli appositi regolamenti comunali” .
Le fonti di diritto sopra richiamate rinviano dunque, per la disciplina specifica della materia in oggetto, ad appositi regolamenti approvati dai singoli Comuni.
Invece a Lucca le isole a scomparsa si fanno senza alcun regolamento comunale il che è un fatto decisamente grave in quanto a tale regolamento dovrebbe prendere parte in via partecipativa anche l’ Azienda Sanitaria Locale per gli aspetti riguardanti l’ Igiene e la Salute Pubblica.
A Empoli il regolamento Comunale prevede che “le isole ecologiche dovranno essere posizionate ad una distanza minima di almeno 10 metri in orizzontale da porte e finestre”, a Pisa la distanza minima e’ di 3 metri mentre a Livorno è di 5 metri dalle abitazioni e 10 dalle attività.
L’ assenza di un apposito regolamento che prescriva le attenzioni da attuare nella localizzazione di questi impianti rende di fatto pericoloso qualsiasi progetto, sia per i residenti che non possono contare sul fatto che vengano sicuramente rispettati tutti i criteri sanitari, sia per l’ Amministrazione Comunale che potrebbe poi soccombere di fronte ad un giudizio civile intentato da un residente al quale entra il puzzo di rifiuti in casa.
Queste perplessità sono stati esposte alle Amministrazioni Comunali e Regionali nonché alla ASL 2 al fine di essere certi che la salute pubblica venga opportunamente tutelata e prevenire cosí il verificarsi di situazioni che potrebbero portare l’ Amministrazione a fare opere poi inservibili.
Troviamo che sia giustissimo fare le Isole Ecologiche e per questo ci siamo battuti con forza e decisione anni fa quando venivano presi in considerazione altri tipi di progetti, tuttavia riteniamo necessario ribadire che questi impianti devono essere realizzati secondo legge e, ancora più importante, seguendo il buon senso evitando di andare a collocarli sotto le finestre delle abitazioni. Per questo motivo crediamo che sarebbe opportuno procedere con le isole a scomparsa soltanto dopo il doveroso recepimento della normativa vigente e quindi dopo la approvazione dell’ apposito regolamento comunale da essa previsto.



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lunedì 8 febbraio 2016

Porta San Gervaso


Chi dubitava dell’ utilità dell’ Opera delle Mura, adesso avrà un motivo in più per farlo.
Se e’ vero che il Presidente Biancalana ha informato la Commissione Comunale della Cultura di aver intrapreso trattative con una azienda privata per “ regalare” loro la Porta S.Gervasio, affinchè ci possano realizzare 5 camere ed un salone per ricevimenti e ristoro, il tutto a gratis, saremmo veramente di fronte ad uno scherzo, oppure ad un episodio da “Striscia la notizia”.
Una delle uniche due porte rimaste della cinta medioevale regalata ad un privato per esercitarci una attività da affittacamere?
Il tutto a trattativa privata?
Ma siamo sicuri?
Ma ci siamo dimenticati delle centinaia di migliaia di euro spesi per il restauro di questo monumento pochi anni fa durante l’ Amministrazione Fazzi?
Se il Presidente dell’ Opera si ritiene in grado di dismettere nei fatti il patrimonio monumentale che dovrebbe invece gestire e tutelare, allora sarebbe bene che il Sindaco ed il Consiglio Comunale comincino ad interessarsi della situazione.
La settimana scorsa il Comune ha elargito circa 100.000 euro all’ organizzatore di una manifestazione musicale che durerà solo un mese ed altrettanti, almeno a vedere quanto accaduto durante gli ultimi anni, gliene verranno elargiti da Gesam per arrivare ad un totale di 200.000 euro.
Quindi un giorno si donano 200.00 euro per una iniziativa che dura un mese e subito dopo si afferma di dover regalare un monumento come la Porta Medioevale di San Gervasio perché non si ha più la disponibilità di poche decine di migliaia di euro per opere di rifinitura?
Ma siamo sicuri che questo sia il modo giusto per amministrare la città ed i suoi tesori monumentali?
Se per risparmiare il taglio dell’ erba sugli spalti si facesse avanti un campeggio chiedendo i prati in regalo, allora che farà l’ Opera delle Mura? Regalerà gli spalti per farci montare le tende cosí da risparmiare il taglio dell’ erba?

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sabato 9 gennaio 2016

Piazza Della Zecca


n Piazza Della Zecca sono apparsi dei cartelli di divieto di sosta che preannunciano l’ inizio di non meglio specificati lavori. Diversi residenti ci hanno contattato esprimendo i loro timori perché corre voce che queste opere sono relative alla realizzazione delle isole a scomparsa.
Finora queste sono state realizzate in zone un po’ defilate, mentre adesso i residenti della piazza hanno il comprensibile timore che vengano posizionate proprio sotto le loro finestre. Considerato che la struttura non è a tenuta stagna è ovvio che, soprattutto durante le stagioni calde, questa è destinata ad emanare cattivi odori.
Si tratta di una installazione importante la cui esatta localizzazione andava discussa ed analizzata con attenzione e soprattutto con la collaborazione di chi in quella piazza ci vive.
Spostarla di un metro a destra o a sinistra può fare una grossa differenza, mentre invece l’ Assessore all’ Ambiente ha ritenuto di avvallare decisioni prese senza alcuna consultazione con i residenti.
Per l’ ennesima volta si dimostra la scarsa considerazione da parte di questo assessorato verso i cittadini, i quali sono chiamati a rispettare le decisioni prese, senza la minima possibilità di partecipazione, quasi come fossero sudditi.
Le Vecchie Circoscrizioni non ci sono più, le Nuove Circoscrizioni non state mai realizzate e quindi i cittadini non dispongono di alcuna sede per il confronto e si trovano a dover sottostare al volere dell’ Assessore di riferimento il quale, se ha propensione alla gestione politica da “buon padre di famiglia”, coinvolge con rispetto i cittadini, mentre se questa propensione non ce l’ha allora si limita ad attuare i suoi programmi senza esitazione alcuna.
Possibile che nessuno in Comune avverta l’ esigenza di affrontare il discorso delle isole a scomparsa in una “civile” assemblea pubblica che abbia ad oggetto la dislocazione delle isole, nonché le modalità di recupero degli stalli persi?
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domenica 3 gennaio 2016

PM10


Durante gli ultimi giorni si fa un gran parlare dell’ inquinamento atmosferico di Milano e Roma.
Di Lucca non se ne parla affatto, nonostante gli attuali 50 superamenti registrati dalla centralina di S. Micheletto (il massimo per legge è 35) siano molti di più di quelli registrati in molte delle centraline romane.
Nelle altre città si parla di misure contingibili e urgenti come i blocchi del traffico, nonché di efficaci interventi strutturali quali la liberazione dei centri storici dalle automobili, ampliamenti delle ZTL con incentivazione del trasporto pubblico.
Invece a Lucca?
L’ unico PAC (Piano di Azione Comunale contro l’ inquinamento atmosferico) pubblicato sul sito web del Comune di Lucca si riferisce al periodo 2012/2013, mentre quello nuovo è ancora materia per pochi.
Le uniche misure attuate dall’ attuale Assessorato all’ Ambiente sono state quelle di vietare di accendere i fuochi in pubblico, cosa che ci risulta abbia avuto totale accettazione da parte della cittadinanza, senza peraltro sortire alcun effetto, mentre altre iniziative di uguale spessore sono state il messaggino telefonico inviato ai residenti del Comune, nel quale si invitava a moderare il riscaldamento domestico, nonché il tentativo di accordo con la compagnia di car sharing Bla Bla ( che peraltro serve per fare tragitti del tipo Lucca/Milano e non S. Anna/ S.Vito).
Se queste sono le soluzioni individuate ci immaginiamo quali possono gli effetti.
A questo punto è chiaro che per individuare prospettive efficaci si dovrà attendere la prossima amministrazione .
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venerdì 4 dicembre 2015

Circoscrizioni


Ci domandiamo dove è andato a finire il progetto delle “ Nuove Circoscrizioni” .
Come può una Amministrazione governare senza che ci sia un organismo nel quale le varie componenti della cittadinanza possono discutere, confrontarsi, formulare proposte e ascoltare quelle degli altri?
Perché il governo delle città deve essere portato avanti mediante saltuarie riunioni con l’ Assessore di turno che riceve cittadini e categorie quando e come può ?
E’ chiaro che in questo modo lo scontro fra le varie componenti della società diventa ancora più evidente, in quanto tutti restano arroccati sulle proprie posizioni senza alcuna possibilità di efficace contradditorio.
Prendiamo ad esempio l’ utilizzo del Centro Storico.
Per quale motivo non se ne parla in maniera articolata e civile mentre invece il tutto si riduce ad una battaglia tribale dove il gruppo etnico che si crede più numeroso ritiene di poter prevalere su quello che giudica essere numericamente meno consistente?
Questa mentalità da Africa post coloniale non si adatta ad un paese pressoché civile come il nostro dove le dispute si devono risolvere con la discussione di diritti, leggi e regolamenti e non già con l’ esibizione dei guerrieri pronti ad entrare in battaglia con in mano le loro lance come accade nelle diatribe africane.
Delle “Nuove Circoscrizioni” se ne occupava l’ Assessore Tomei, poi da quando lei ha lasciato l’ incarico il tutto è scomparso in qualche cassetto dove riposa in pace da circa due anni.
E’ giusto così?
Questa Amministrazione desidera arrivare a fine mandato assistendo a quei poco edificanti scontri sociali pressoché quotidiani fra chi vive nel Centro Storico e chi invece ne vorrebbe fare una Gardaland di campagna?
Possibile che non si possa organizzare una sede istituzionale, dove ciascuno sia in condizione di rappresentare le proprie istanze in maniera composta, civile e producente, con il fine di almeno provare ad individuare soluzioni condivise?
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domenica 29 novembre 2015

Quanti- nuovi locali?

Nonostante le varie manifestazioni di intenti, l’Amministrazione Comunale continua imperterrita ad osservare il fenomeno delle aperture di locali pubblici, ignorando tutti i problemi sociali che da ciò ne deriva. Si vocifera della prossima apertura di due nuovi locali in Via Vittorio Veneto che vanno ad aggiungersi alla moltitudine di barini che già vi si trovano, ed i cui avventori consumano sulla pubblica via visto la mancanza di locali interni. Altre voci danno per imminente la apertura di uno o due locali nella zona nord della città dove peraltro i residenti stanno già protestando da anni per la confusione ed il degrado. Un altro locale ha aperto da poco in prossimità di Piazza Napoleone ed è già divenuto famoso fra i ragazzini perché vende bicchierini di vodka a poco prezzo. Il locale pubblico, da poco aperto in Piazza Anfiteatro, ha già registrato la prima chiusura per diversi giorni a seguito del provvedimento preso dalla Questura a causa di motivi di pubblica sicurezza. In zona Piazza San Michele i pochi residenti rimasti non fanno più vita da anni. In Corso Garibaldi idem. I vicoli dintorno alle zone della movida sono diventate latrine a cielo aperto. Di fronte a queste drammatiche circostanze l’ Amministrazione Comunale ignora completamente il problema. Con il 30 Settembre è terminata l’ ordinanza che vietava di percepire la musica fuori dai locali dopo la mezzanotte e di nuovi provvedimenti non se ne vede l’ombra. Abbiamo richiesto un incontro con il Prefetto per fargli presente la situazione, ma questi non ha ritenuto di doverci ricevere. Tre anni fa nessuno avrebbe potuto pensare che in così poco tempo Lucca sarebbe scesa così in basso. http://vivereilcentrostorico.blogspot.com