sabato 20 agosto 2016

Stalli gialli e auto dei turisti


Mai come quest’ anno abbiamo avuto modo di assistere alla occupazione sistematica ed abusiva degli stalli gialli da parte dei turisti stranieri.
Probabilmente la cattiva fama della gestione dell’ Assessore Raspini ha travalicato i confini nazionali e in quel d ‘oltralpe si è sparsa la voce che a Lucca i Vigili Urbani non adottano le disposizioni dell’ art. 207 del Codice Strada consentendo cosí ai trasgressori un impunità pressochè garantita.
L’ art. 207 prevede che il trasgressore straniero sia obbligato a pagare subito la contravvenzione, oppure in alternativa a lasciare un cospicuo deposito, prima di poter rimettere in moto il veicolo. Questo perché Equitalia o Agenzia delle Entrate non hanno poteri fuori dai confini e quindi senza la immediata riscossione il mancato pagamento ha molte probabilità di diventare impunito.
L’ unico modo per attuare l’ art. 207 è l’ installazione delle ganasce in quanto è impensabile che un vigile urbano possa mettersi a piantone del veicolo sanzionato in attesa del ritorno del conducente.
L’ Assessore Raspini si è sempre mostrato contrario a questa ipotesi affermando che tutti gli stranieri pagavano le multe anche se allo stesso tempo ci venivano negati i dati ufficiali.
Dati che siamo poi riuscire a reperire grazie all’ interessamento della Consigliere Comunale Giorgi, alla quale non potevano essere negati, ed in seguito ai quali abbiamo appurato che solo una minima parte delle multe comminate agli stranieri vengono effettivamente pagate. In poche parole i lucchesi le multe le pagano perché altrimenti gli vanno nella cartella esattoriale, mentre gli stranieri no perché contano sulle impunità offerte dalla attuale Amministrazione che non adotta efficacemente le previsioni dell’ art 207 del Codice della Strada.
A Settembre ci riserviamo di esporre il caso alla Corte dei Conti per questo ingiustificabile spreco di denaro pubblico, che manca di rispetto a chi invece le multe è costretto a pagarle e che sottrae impunemente parecchi dei miseri posti macchina destinati ai residenti.
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venerdì 17 giugno 2016

Cosa vuol dire città


Ma chi l’ha detto che centro cittadino vuol dire libertà di fare tutto, compreso quello che nessuno si sognerebbe di fare a casa propria?
Perché si cerca di far passare come normale il fatto che qualcuno non possa dormire a causa dei rumori che provengono dal bar e dalla gente che staziona sotto casa a notte fonda?
Non è vero che nelle città è sempre stato cosi.
Qualcuno è arrivato a dire che il fracasso della movida c’è sempre stato fin dai tempi dei romani, dimenticando il fatto che allora non c’ erano i varchi telematici, ma le isole pedonali invece si. Erano zone interdette al traffico delimitate da veri e propri “panettoni” , come si può ancora vedere oggi a Pompei, con i quali veniva impedito fisicamente l’ accesso ai carri e alle carrozze. Misura ben più stringente degli odierni varchi con 10.000 permessi.
Parlando invece di tempi più moderni, negli anni 50, i nostri anziani potranno confermare che dentro le Mura era proibito il traffico delle moto dopo le ore 23. Chi per esempio andava al cinematografo con la moto, dopo le 23 doveva andare a spinta fino alla porta prima di metterla in moto.
Figuriamoci se potevano essere tollerate le odierne situazioni di caos notturno provocati dai bar.
Ma di che parlano quei soloni che sostengono di “ riportare” vita nel centro storico?
Quando mai c’ è stato questo caos e queste condizioni di invivibilità creato da un malinteso senso della libertà per cui dentro le Mura tutto diventa legale e concesso? Dove è il problema nella recente ordinanza? Non vieta mica la musica all’ interno dei locali, vieta soltanto che sia percepibile dall’ esterno impedendo ai residenti di dormire dopo la mezzanotte. A Modena dopo le 21 non si può consumare sul suolo pubblico, a Firenze idem dopo la mezzanotte, nemmeno con il bicchiere di plastica. Prima o poi dovrà accadere anche a Lucca.
Se si ritiene che il desiderio di divertimento sia cosa buona e giusta, allora la politica deve dare delle risposte precise consentendo che questo divertimento possa realizzarsi senza danneggiare nessuno. L’unica risposta è delocalizzare. Bisogna sempre guardare alle realtà più grandi per trovare risposta ai problemi cittadini. A Madrid per esempio hanno realizzato la Sexta Avenida, un centro di locali fuori dalla città, dotato di viabilità e parcheggio con i bar aperti fino alle 6 del mattino e musica a palla, tanto non ci vive nessuno.
La politica non può sempre essere succube delle categorie commerciali.
Fino a che la politica darà ascolto alle proteste degli esercenti dei locali pubblici del centro, che ambiscono solo a tutelare i loro interessi e profitti, non si risolverà mai il problema. Se il divertimento è importante che questo si localizzi dove non penalizza nessuno.
A Prato hanno condannato alla reclusione (poi commutata in multa) gli esercenti di un locale rumoroso.
Le leggi ci sono e difendono il riposo delle persone il resto è solo sterile ed infruttuosa polemica.
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mercoledì 15 giugno 2016

Ordinanza Movida


Non c’è ombra di dubbio: il divieto di percepire la musica al di fuori dei locali dopo la mezzanotte è un provvedimento civile e che va nella direzione giusta.
Con le recenti semplificazioni ammnistrative, per effettuare la musica nei locali, è sufficiente l’ autodichiarazione del responsabile legale dell’ esercizio pubblico e/o del tecnico acustico incaricato.
Siccome la medesima legge che semplifica impone anche alle amministrazioni di effettuare controlli a campione sulle autodichiarazioni prodotte , visto e considerato la mole delle richieste di intervento e degli esposti presentati dai residenti a causa della musica alta dei locali , la nostra associazione ha richiesto agli uffici competenti di procedere al puntuale controllo a campione previsto dalla legge.
In poche parole la normativa consente le autodichiarazioni, ma prevede anche pene severe per chi le produce mendaci e questo è quanto abbiamo richiesto all’ Amministrazione di verificare. In sintesi: OK alla musica , ma no al Far West.
Tra l’ altro, per legge, il Comune dovrebbe dotarsi di apposito regolamento per il controllo delle autodichiarazioni e pubblicare la tipologia dei controlli sul sito web; infatti abbiamo richiesto al Comune che venga rispettato anche questo adempimento di legge.
È ovvio poi che un vero miglioramento si potrà conseguire soltanto con la proibizione di consumare sulla pubblica via dopo le 21, come si fa in tanti comuni italiani più civili del nostro, dove, dopo quell’ ora, le consumazioni avvengono solo all’interno dei locali.
Le petizioni sono uno strumento democratico che rispettiamo, se non altro per averne effettuate a bizzeffe, ma facciamo rilevare che la legge ha valore inderogabile e che questa si può cambiare solo a mezzo di referendum, il quale, per essere indetto, deve avere almeno 500.000 adesioni certificate, che fra poco diventeranno 800.000.
Che dire poi di quei consiglieri che, non svolgendo attività professionale, ma solo politica, seguono e inseguono i voti per mantenere la propria posizione? Oppure di quegli ex assessori che si definivano ambientalisti, ma che adesso, con assoluta mancanza di pudore, invitano i residenti ad andare a vivere in campagna per lasciare la città in mano alle scorribande alcolico/musicali?
Non ne avvertiamo la mancanza e le prossime elezioni costituiranno un buon termometro per la determinazione della loro importanza e del loro seguito.
La soluzione per la Movida? La cittadella del divertimento. Un programma tanto sbandierato durante l’ultima campagna elettorale che è poi rimasto lettera morta.
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mercoledì 8 giugno 2016

Decoro Urbano


Le recenti aperture dei supermercati in Centro Storico sono divenute oggetto di critiche, di natura perlopiù corporativistica.
Bene la moratoria dei pubblici locali, giusto connubio fra corporativismo dei commercianti e interessi della residenza. Si invoca a piene mani il Piano delle Funzioni, che noi stessi richiediamo da anni, in quanto unico strumento in grado di evitare la trasformazione del Centro Storico in una Gardaland casereccia. Purtroppo si evita di parlare del fatto che nel Comune di Lucca non è stato ancora emanato quel Regolamento di Decoro Urbano in gestazione dal 2013.
Più negozi di alimentari vuol dire più panini e quindi più bivacchi. Il regolamento del Decoro Urbano è necessario per una città che vuole avere uno sviluppo turistico degno di questo nome, altrimenti, in assenza di regole, è destinata a divenire, o meglio dire restare quella che è: un grande bivacco monumentale per consumare i panini di giorno e l’alcool durante la notte. L’ unica differenza provocata dai nuovi supermarket sarà che il grande bivacco diventerà ancora più diffuso durante il giorno.
Le critiche rivolte dalle Associazioni a queste “ liberalizzazioni” sono funzionali al mantenimento del proprio orticello e trovano terreno fertile nel mondo di quella politica che segue e insegue i loro voti. Il problema che invece l’Amministrazione dovrebbe porsi è quello di fare delle regole certe nell’ interesse di tutta la città e, fino a che le regole non ci sono, utilizzare quelle “ vecchie” tuttora vigenti.
Durante i numerosi quanto infruttiferi incontri con l’ Assessore Raspini abbiamo fatto presente che, nel vigente Regolamento di Polizia Urbana all’art. 58 vi si recita:
E’ vietato:
  1. sedere, sdraiarsi, dormire sui marciapiedi, sulle strade e piazze, sulle soglie dei pubblici edifici e presso i monumenti;
  2. depositare involti ed oggetti di qualsiasi specie sulle soglie stesse e sui gradini dei monumenti;
  3. trattenersi a mangiare, bere e giuocare negli ingressi dei pubblici e privati edifici e nelle scale dei medesimi, come pure compiervi atti contrari alla decenza od alla pubblica quiete.
Purtroppo non siamo mai stati presi in considerazione e, almeno fino al nuovo mandato, siamo rassegnati a vivere in una città dove il bivacco è realtà quotidiana, sia di giorno che di notte

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giovedì 19 maggio 2016

Vecchi tagliandi o i nuovi?


Ci domandiamo se invece di cambiare i vecchi permessi di sosta residenti, non sarebbe stato meglio cambiare i nuovi.
Il vecchio permesso aveva impresso il numero di targa, era a colori ed aveva alcuni parti stampate ad ologramma. Il numero di targa serviva per evitare l’ utilizzo improprio dello stesso su più mezzi, mentre i colori e l’ ologramma erano funzionali a rendere il tagliando più difficile da fotocopiare.
Il nuovo permesso invece è in bianco e nero e oltretutto non riporta il numero di targa. Ottimo per i furbi che lo spostano da un veicolo all’ altro, oppure che lo fotocopiano facendosi il “secondo permesso fatto in casa”.
In teoria il sistema di controllo c’è, ma è molto laborioso. Il tagliando nuovo ha un riquadro con un codice elettronico chiamato QR Code. Scannerizzando con un apposito lettore il QR Code si può accertare se il permesso è relativo al veicolo sul quale è esposto, oppure se è un falso. Il problema è che la Polizia Municipale non è dotata di questo strumento. Sono diversi anni che chiediamo sia all’ Assessore che al Comandante di acquistare alcuni esemplari per darli in dotazione alle pattuglie in servizio. Purtroppo abbiamo motivo di pensare che questi anni sono trascorsi inutilmente visto che non abbiamo mai avuto modo di vedere i Vigili che scannerizzano i permessi.
E’ chiaro che quando il veicolo passa attraverso i varchi elettronici viene riconosciuto, ma il problema resta in tutta la sua evidenza per tutte le zone al di fuori della rete telematica.
Non ci resta che aspettare la nuova Amministrazione dove ci auguriamo di trovare un referente con il quale sia possibile instaurare un dialogo basato sulla sensibilità, sulla giustizia e sull’ efficienza e che, senza esitazioni, riporti il numero di targa sul tagliando provvedendo a dotare la Polizia Municipale del lettore QR Code così come andiamo chiedendo da anni.
Ricordiamo che gli stalli gialli sono soltanto 1.600 ed i permessi permanenti che danno diritto alla sosta sono oltre 10.000
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mercoledì 18 maggio 2016

Manifestazione sportive


Tutte le volte che nel Centro Storico vengono realizzate manifestazioni per cui si chiudono alcune strade, i residenti vengono “ fatti prigionieri” in quanto non viene loro offerto alcun percorso alternativo.
Nessuno dice che non si possono fare manifestazioni nel Centro Storico, anzi la cosa è talmente ovvia e scontata che viene addirittura prevista e regolata in maniera specifica dal Codice della Strada.
All’ art. 20 si prevede che quando si chiudono le strade si devono offrire percorsi alternativi, ma ci immaginiamo che l’ Ufficio Traffico, vista la impossibilità di realizzarli, abbia in qualche modo cercato di adempiere alle previsioni di legge prevedendo dei varchi da essere utilizzati compatibilmente con il passaggio dei concorrenti.
Durante l’ ultima Mezza Maratona i varchi predisposti erano 8 però, visto la scarsa informazione, sono ben pochi i cittadini che sono riusciti a saperlo.
Il Codice della Strada prevede che il presidio dei varchi venga effettuato dalla Polizia Municipale, oppure da agenti di altri corpi di Polizia che possono essere affiancati da volontari, i quali dovrebbero essere muniti di apposita abilitazione rilasciata dal Ministero.
Per ultimo, secondo il Codice della Strada, ogni autorizzazione per manifestazione sportiva deve essere subordinata alla stipula di un contratto di assicurazione.
Abbiamo fatto presente queste circostanze all’ Amministrazione Comunale per sincerarci che le prossime autorizzazioni tengano di conto delle previsioni del Codice della Strada, nonché dei bisogni e dei diritti dei residenti.
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lunedì 2 maggio 2016

Più residenti nel centro storico

Sicuramente encomiabile e condivisibile il proposito espresso dal Sindaco quando afferma di voler portare più clienti e più residenti nel Centro Storico.
Ci asteniamo dal commentare il lato commerciale della proposta perché non riusciamo proprio a capire come si possa spingere qualcuno a rinunciare all’ offerta vantaggiosa dei centri commerciali e di internet, per venire a comprare all’ interno delle Mura.
Per quanto riguarda la residenza invece, ci sentiamo di suggerire al Sindaco di “ abbassare l’ asticella” e considerare che, invece di aumentare la residenza all’ interno delle Mura, sarebbe già un grosso traguardo fermarne la diminuzione. Durante questo mandato i residenti sono arrivati alla misera cifra di 8.500.
Attualmente ci sono diverse decine di famiglie, quindi alcune centinaia di persone, che stanno seriamente valutando l’ipotesi di trasferirsi dal Centro Storico. Continuano a vivere dove si trovano solo perché hanno difficoltà a vendere il loro appartamento a causa delle condizioni di invivibilità della zona e quindi alla mancanza di a acquirenti.
Le famiglie che vivono a Portone dei Borghi, Piazza XX Settembre, le poche rimaste in Piazza dell’Anfiteatro, in Piazza San Michele, oppure in Corso Garibaldi sono destinate ad essere sempre di meno a causa degli schiamazzi che impediscono il riposo notturno.
Che dire poi della pulizia delle strade effettuata con rumorose spazzatrici che superano qualsiasi limite massimo di emissione acustica e, cominciando a lavorare alle 5,30 del mattino (domeniche incluse), svegliano i malcapitati che dormono nel loro letto a pochi metri di distanza dalla fonte di rumore? Il tutto ignorando il fatto che ci sarebbero in commercio mezzi molto meno rumorosi.
Per non parlare poi della raccolta del vetro che, quando viene scaricato nel cassone del mezzo di raccolta alle 5,30 della mattina, provoca lo stesso rumore di un petardo di grosse dimensioni svegliando chi dorme a centimetri di distanza.
Possiamo ignorare la sproporzione fra i 1.600 stalli gialli ed i 10.000 permessi rilasciati che costituiscono una vera e propria tassa supplementare a causa delle multe inflitte a chi, dopo aver girovagato per ore alla ricerca di un posto che non riesce a trovare, deve parcheggiare dove può?
Negli ultimi tempi Sistema Ambiente installa le isole a scomparsa senza che l’Amministrazione abbia elaborato e varato l’ apposito regolamento comunale previsto dalla legge e quindi, in nome della “ ragion di stato” , alcune famiglie verranno penalizzate dal trovarsi i cassonetti interrati sotto la propria finestra di casa. Altri candidati “ all’ emigrazione”!
Il problema ulteriore è rappresentato dal fatto che tutti questi argomenti fanno capo all’ Assessorato all’Ambiente e che i numerosi incontri da noi effettuati in quella sede, dove li abbiamo rappresentati, si sono dimostrati completamente infruttiferi.
Di conseguenza il problema che il Sindaco si pone è di doppia natura: anche se riuscisse ad indentificare i disagi che causano la diminuzione di residenti nel Centro Storico, chi sarebbe poi in grado di apportare le soluzioni? Una impresa veramente difficile, se non impossibile, a parere nostro, vista la attuale distribuzione delle deleghe.
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mercoledì 27 aprile 2016

Attività in deroga


L’ autorizzazione in deroga ai limiti acustici è un provvedimento che consente di superare i limiti massimi previsti dalla normativa acustica durante il corso di eventi o manifestazioni. La gestione di questo strumento risulta esaurientemente codificata dalla normativa nazionale e da quella regionale e siccome queste deroghe comportano una compressione di diritti a chi risiede nella zona interessata (perché sarà chiamato a sopportare un inquinamento acustico maggiore di quello normalmente consentito), il legislatore ha previsto che il Comune deve indicare tutte le autorizzazioni in deroga in un apposito elenco pubblicato sul sito web del Comune, affinché questo possa essere facilmente consultato nell’ ottica di quel “ controllo sociale” previsto dalla legge.
Fino a pochi mesi fa era possibile scaricare on line la documentazione relativa a ciascuna deroga rendendo possibile la comprensione dei limiti e degli orari concessi, nonché le varie prescrizioni impartite.
Da poco tempo invece l’ Amministrazione Comunale, nonostante si tratti di eventi pubblici, ha proibito la visualizzazione online, obbligando chi ne è interessato ad andare all’ Urp e fare richiesta della documentazione, la quale verrà fornita in cartaceo (a spese del richiedente) ed entro 30 giorni dalla richiesta.
Il problema è che molto spesso le autorizzazioni vengono rilasciate due giorni prima della manifestazione, oppure magari anche il giorno stesso dell’ inizio di questa ed inoltre, a volte, l’aggiornamento dell’ elenco online non viene effettuato in tempo reale.
Da questo ne deriva che è praticamente impossibile ricevere la documentazione prima che la manifestazione abbia inizio. Il cittadino che si è visto comprimere i propri diritti per legge, non può utilizzare quel controllo sociale, che peraltro la stessa legge gli garantirebbe, in quanto molto spesso riuscirà a conoscere gli orari, i limiti e le prescrizioni previste per la manifestazione soltanto quando questa sarà ormai conclusa.
Per questi motivi abbiamo richiesto alla Regione Toscana di richiamare il Comune di Lucca al rispetto della trasparenza prevista dall’ art 16 Legge Regionale 2/2014 consentendo ai cittadini un accesso puntuale e tempestivo.
Un problema di trasparenza che fa il paio con “ l’ oscuramento” delle delibere che sarà oggetto del Consiglio Comunale convocato per il l 28 Aprile a seguito della richiesta formulata da 9 consiglieri comunali e da ben 22 associazioni.
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martedì 12 aprile 2016

Attività commerciali nel CS


Siamo sicuri che sono i parcheggi ed i varchi telematici (che peraltro chiudono al traffico soltanto una piccolissima zona di 800 per 600 metri), le cause del declino del commercio nel Centro Storico?
Ci domandiamo: se per ipotesi in Piazza san Michele ci fosse un parcheggio gratuito multipiano da 10.000 posti, i lucchesi verrebbero in centro a fare la spesa, a comprare un televisore, oppure degli indumenti sportivi, oppure marche di abbigliamento che in periferia si trovano a prezzo minore o magari articoli che su internet costano la metà?
E’ comprensibile che qualcuno, magari impegnato nel settore della ristorazione, soprattutto notturna, difenda l’ indifendibile per compiacere i suoi clienti ed i suoi affari, però a certi livelli la discussione dovrebbe farsi seria.
Lucca città non sarà mai più quella di una volta quando la gente veniva da Castelnuovo Garfagnana o da Piazza al Serchio per comprare quello che non riusciva a trovare in negozi più vicini.
E’ inutile continuare a vivere un Amarcord che non ha ragione di esistere e che è soltanto un mondo dei sogni molto distante dalla realtà. Chi lo fa aiuta soltanto il commercio delle città vicine dove i commercianti fanno il loro lavoro , dove le amministrazioni ospitano centri commerciali di richiamo in periferia e grandi negozi di marchi famosi in centro, dove i centri storici sono resi più vivibili da ordinanze anti bivacchi e anti ubriachi e dove la residenza non deve essere costretta a fuggire a causa delle condizioni di invivibilità
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venerdì 8 aprile 2016

Movida ed esposti


L’ esposto di commercianti e residenti di Piazza XX Settembre? Solo l’ ultimo di un lungo elenco
Zone come: Portone dei Borghi, Piazza dell’ Anfiteatro, Piazza San Frediano, Via Fillungo, Piazza S. Alessandro, Piazza San Michele, Via Calderia, Via S.Giorgio, Corso Garibaldi sono interessate, o forse meglio dire, deturpate dagli effetti collaterali della cosidetta “Movida” .
La possibilità di utilizzare le strade e le piazze come aree di somministrazione, senza limite alcuno, è una pratica incivile che contravviene le disposizioni vigenti, deturpa la zona dove si trova il locale ed in molti casi rende impossibile il riposo notturno di chi ci vive. Il fatto che un locale di 2 metri per 3 somministri bevande ad una esagerata moltitudine di persone rende insufficiente il piccolo servizio igienico di cui dispone (se ne dispone) e fa si che tutta la zona circostante diventi una latrina. Se a questo si unisce che gran parte delle bevande sono di natura alcolica e che vengono somministrate senza alcun controllo (contravvenendo alle disposizioni del Codice Penale) ne consegue quello che è sotto gli occhi di tutti: Lucca è diventata una grande e rumorosa latrina.
Questo è quello che abbiamo cercato di far capire all’ Assessore Raspini durante i numerosi ed infruttuosi colloqui che abbiamo avuto con lui, nel corso dei quali abbiamo fornito una consistente documentazione relativa a come altre città affrontano questi problemi.
La soluzione è solo una: dopo le 21 non si devono servire bevande (alcoliche o analcoliche) da essere consumate al di fuori dell’ area di somministrazione del locale e deve essere impedito il bivacco sulla pubblica via ai sensi del vigente Regolamento di Polizia Urbana.
Solo in tal modo si può realizzare quella civile convivenza necessaria affinchè l’ industria del divertimento possa convivere con i residenti in un contesto di civiltà.
Abbiamo provato innumerevoli volte ad esporre questi concetti all’ Assessore Raspini senza mai riuscire ad ottenere alcun risultato.
Dobbiamo rassegnarci a vivere nel degrado e nell’ inciviltà, ponendo a carico dei cittadini il costo della riparazione dei danni provocati dai vandali ubriachi, almeno fino alla scadenza di questo mandato elettorale mentre, nel frattempo, ci auguriamo che la Prefettura voglia intervenire, per quanto di sua competenza, al fine di alleviare i problemi di una situazione che altrimenti è destinata a peggiorare giorno dopo giorno.

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sabato 26 marzo 2016

Varchi telematici spenti a vantaggio di chi?

Lo spegnimento dei varchi alla sera, recentemente richiesto dai commercianti è una proposta che ci lascia sconcertati.
Spegnere i varchi per far parcheggiare dove?
Forse in Piazza Napoleone?
O magari in Piazza San Michele?
O forse togliere ulteriori stalli di sosta ai residenti che già si trovano a dover condividere 1.600 stalli fra 10.000 permessi?
Non era la commissione Centro Storico dell’ Ascom che poco tempo fa reputava indispensabile riportare residenza nel Centro Storico? Non è un controsenso pensare a togliere stalli ai residenti e allo stesso tempo auspicare il ritorno di abitanti dentro le mura ?
La motivazione, con la quale si sostiene la richiesta, è basata sul fatto che a Firenze, in alcuni giorni della settimana si spengono i varchi senza nemmeno accennare il fatto che la ZTL fiorentina misura 3,5 X 2,5 Km e sarebbe come se a Lucca la ZTL coprisse dalla chiesa di S. Anna fino all’ Ospedale San Luca per un verso e da Ponte del Fiume fino alla Stazione dall’altro. Il tutto senza dire che invece la zona pedonale del Centro Storico Fiorentino (molto più grande della zona all’ interno delle Mura lucchesi), è chiusa H 24 per tutto l’ anno cosí come succede a Pistoia e a Siena.
Fondi commerciali sfitti? Perché non si considera la concorrenza del commercio fuori delle Mura? Perché non si parla anche degli appartamenti sfitti nelle zone della movida? Ci sono appartamenti che sono in vendita da molti anni e, nonostante il proprietario abbia calato il prezzo ad un quarto del valore di mercato, nessuno li compra perché sono zone invivibili.
Se si vuole fare demagogia e sviluppare i profitti di quattro o cinque locali pubblici continuiamo pure a dire di spegnere i varchi, se invece si vuole rendere più vivibile il nostro Centro Storico allora sarebbe necessario ridurre l’inquinamento acustico ed atmosferico allargando la ZTL, proibire il bivacco ed il consumo di alcool per la strada e realizzare il Regolamento di Decoro Urbano che dopo 4 anni resta ancora un utopia.

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sabato 19 marzo 2016

Varchi telematici

Confrontare la ZTL di Firenze con quella di Lucca è come paragonare una balena ad un pesciolino rosso.
La ZTL fiorentina comincia da Porta Romana e arriva fino a Piazza della Libertà , per spiegarla con la realtà lucchese è come se la ZTL cominciasse al sottopasso dell’ Arancio per arrivare fino a Ponte S. Pietro e quindi non c’è niente di strano se questa viene aperta per qualche ora durante qualche giorno della settimana solo in alcuni periodi dell’anno. Allo stesso tempo sarebbe onesto rilevare il fatto che la zona pedonale fiorentina (molto più grande del nostro Centro Storico) resta tassativamente chiusa H 24 per 365 giorni all’ anno.
Città simili a Lucca (vedasi Siena e Pistoia) hanno una ZTL, che seppure più grande di quella lucchese, rimane vigilata per 24 ore al giorno durante tutto il corso dell’anno e nessuno si lamenta
Spengere i varchi alla sera? Una ipotesi lanciata da chi, vivendo fuori del centro, e in totale assenza di qualsiasi elementare senso civico e rispetto sociale, si ritiene esente dai problemi provocati dall’inquinamento acustico ed atmosferico del traffico perché tanto questi affliggono non lui bensí i residenti.
Fortunatamente l’ Amministrazione Comunale ha il dovere di salvaguardare la salute di tutti i cittadini e quindi ha chiaro che una zona di 900 x 800 metri non influisce minimamente sulla redditività degli esercizi commerciali e che anzi, trovandosi questi in un ambiente monumentale nobilitato dalla limitazione del traffico, dispongono di un valore aggiunto ancora maggiore.
Basta guardare i valori di inquinamento atmosferici della centralina di S.Micheletto. Nonostante la loro drammaticità sono calati notevolmente da quando i varchi sono entrati in funzione e quindi, per il bene di tutti, sarebbe opportuno cominciare a pensare lo spostamento del varco verso Porta Elisa una volta che il mercato dei Bacchettoni sarà trasferito, mentre allo stesso tempo cominciare a pensare di limitare il traffico a Porta S. Pietro, come del resto era previsto nel progetto iniziale dei varchi telematici.
Spengere i varchi alla sera per aiutare la movida? Per quanto riguarda le attività notturne il problema non è quello della loro accessibilità perché nessun baldo giovane avrà problemi a camminare per 400 metri, che è la distanza massima da percorrersi a piedi a Lucca, casomai è il suo tasso alcolemico che in taluni casi potrebbe rappresentare un problema a coprire questa distanza. Perché non fare come a Modena dove dopo le ore 20 le bevande si servono solo all’interno dei locali? Soltanto con un controllo responsabile della somministrazione di alcolici si riuscirebbe a ridurre il numero di risse, schiamazzi e vandalismi che molto spesso appaiono sulle pagine di cronaca
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venerdì 12 febbraio 2016

Piazza DElla Zecca


Raccogliendo le preoccupazioni dei residenti di Piazza della Zecca abbiamo provveduto a studiare la normativa riguardante i rifiuti ed in particolar modo i criteri da osservarsi nella localizzazione delle isole a scomparsa.
Sono due gli strumenti normativi posti a regolare la circostanza: il D.Lgs. 152 del 03.04.2006 e la D.P.G.R. 25.02.04, n. 14/R.
Si tratta di un Decreto Legge il primo e di una Legge Regionale nel secondo caso il quale, all’ art. 21 prevede che La collocazione in aree pubbliche di idonei contenitori per il raggruppamento e per la raccolta di rifiuti urbani, e di rifiuti assimilati agli urbani, o "isole ecologiche", come definite al punto 5.2.4 della Delib.C.R. n. 88/1998, è disciplinata dalle disposizioni specifiche dettate dagli appositi regolamenti comunali” .
Le fonti di diritto sopra richiamate rinviano dunque, per la disciplina specifica della materia in oggetto, ad appositi regolamenti approvati dai singoli Comuni.
Invece a Lucca le isole a scomparsa si fanno senza alcun regolamento comunale il che è un fatto decisamente grave in quanto a tale regolamento dovrebbe prendere parte in via partecipativa anche l’ Azienda Sanitaria Locale per gli aspetti riguardanti l’ Igiene e la Salute Pubblica.
A Empoli il regolamento Comunale prevede che “le isole ecologiche dovranno essere posizionate ad una distanza minima di almeno 10 metri in orizzontale da porte e finestre”, a Pisa la distanza minima e’ di 3 metri mentre a Livorno è di 5 metri dalle abitazioni e 10 dalle attività.
L’ assenza di un apposito regolamento che prescriva le attenzioni da attuare nella localizzazione di questi impianti rende di fatto pericoloso qualsiasi progetto, sia per i residenti che non possono contare sul fatto che vengano sicuramente rispettati tutti i criteri sanitari, sia per l’ Amministrazione Comunale che potrebbe poi soccombere di fronte ad un giudizio civile intentato da un residente al quale entra il puzzo di rifiuti in casa.
Queste perplessità sono stati esposte alle Amministrazioni Comunali e Regionali nonché alla ASL 2 al fine di essere certi che la salute pubblica venga opportunamente tutelata e prevenire cosí il verificarsi di situazioni che potrebbero portare l’ Amministrazione a fare opere poi inservibili.
Troviamo che sia giustissimo fare le Isole Ecologiche e per questo ci siamo battuti con forza e decisione anni fa quando venivano presi in considerazione altri tipi di progetti, tuttavia riteniamo necessario ribadire che questi impianti devono essere realizzati secondo legge e, ancora più importante, seguendo il buon senso evitando di andare a collocarli sotto le finestre delle abitazioni. Per questo motivo crediamo che sarebbe opportuno procedere con le isole a scomparsa soltanto dopo il doveroso recepimento della normativa vigente e quindi dopo la approvazione dell’ apposito regolamento comunale da essa previsto.



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lunedì 8 febbraio 2016

Porta San Gervaso


Chi dubitava dell’ utilità dell’ Opera delle Mura, adesso avrà un motivo in più per farlo.
Se e’ vero che il Presidente Biancalana ha informato la Commissione Comunale della Cultura di aver intrapreso trattative con una azienda privata per “ regalare” loro la Porta S.Gervasio, affinchè ci possano realizzare 5 camere ed un salone per ricevimenti e ristoro, il tutto a gratis, saremmo veramente di fronte ad uno scherzo, oppure ad un episodio da “Striscia la notizia”.
Una delle uniche due porte rimaste della cinta medioevale regalata ad un privato per esercitarci una attività da affittacamere?
Il tutto a trattativa privata?
Ma siamo sicuri?
Ma ci siamo dimenticati delle centinaia di migliaia di euro spesi per il restauro di questo monumento pochi anni fa durante l’ Amministrazione Fazzi?
Se il Presidente dell’ Opera si ritiene in grado di dismettere nei fatti il patrimonio monumentale che dovrebbe invece gestire e tutelare, allora sarebbe bene che il Sindaco ed il Consiglio Comunale comincino ad interessarsi della situazione.
La settimana scorsa il Comune ha elargito circa 100.000 euro all’ organizzatore di una manifestazione musicale che durerà solo un mese ed altrettanti, almeno a vedere quanto accaduto durante gli ultimi anni, gliene verranno elargiti da Gesam per arrivare ad un totale di 200.000 euro.
Quindi un giorno si donano 200.00 euro per una iniziativa che dura un mese e subito dopo si afferma di dover regalare un monumento come la Porta Medioevale di San Gervasio perché non si ha più la disponibilità di poche decine di migliaia di euro per opere di rifinitura?
Ma siamo sicuri che questo sia il modo giusto per amministrare la città ed i suoi tesori monumentali?
Se per risparmiare il taglio dell’ erba sugli spalti si facesse avanti un campeggio chiedendo i prati in regalo, allora che farà l’ Opera delle Mura? Regalerà gli spalti per farci montare le tende cosí da risparmiare il taglio dell’ erba?

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sabato 9 gennaio 2016

Piazza Della Zecca


n Piazza Della Zecca sono apparsi dei cartelli di divieto di sosta che preannunciano l’ inizio di non meglio specificati lavori. Diversi residenti ci hanno contattato esprimendo i loro timori perché corre voce che queste opere sono relative alla realizzazione delle isole a scomparsa.
Finora queste sono state realizzate in zone un po’ defilate, mentre adesso i residenti della piazza hanno il comprensibile timore che vengano posizionate proprio sotto le loro finestre. Considerato che la struttura non è a tenuta stagna è ovvio che, soprattutto durante le stagioni calde, questa è destinata ad emanare cattivi odori.
Si tratta di una installazione importante la cui esatta localizzazione andava discussa ed analizzata con attenzione e soprattutto con la collaborazione di chi in quella piazza ci vive.
Spostarla di un metro a destra o a sinistra può fare una grossa differenza, mentre invece l’ Assessore all’ Ambiente ha ritenuto di avvallare decisioni prese senza alcuna consultazione con i residenti.
Per l’ ennesima volta si dimostra la scarsa considerazione da parte di questo assessorato verso i cittadini, i quali sono chiamati a rispettare le decisioni prese, senza la minima possibilità di partecipazione, quasi come fossero sudditi.
Le Vecchie Circoscrizioni non ci sono più, le Nuove Circoscrizioni non state mai realizzate e quindi i cittadini non dispongono di alcuna sede per il confronto e si trovano a dover sottostare al volere dell’ Assessore di riferimento il quale, se ha propensione alla gestione politica da “buon padre di famiglia”, coinvolge con rispetto i cittadini, mentre se questa propensione non ce l’ha allora si limita ad attuare i suoi programmi senza esitazione alcuna.
Possibile che nessuno in Comune avverta l’ esigenza di affrontare il discorso delle isole a scomparsa in una “civile” assemblea pubblica che abbia ad oggetto la dislocazione delle isole, nonché le modalità di recupero degli stalli persi?
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