giovedì 20 luglio 2017

Mercato in Via Bacchettoni



Riportare il mercato ambulante in città ?
Difficile pensare che un mercato ambulante composto da grossi camion ed improponibili  tendoni possa trovare posto in un Centro Storico. Senza parlare poi dei banchi che vendono alimentari e che devono necessariamente avere disponibilità di adeguati servizi igienici,  come già fatto notare dalla Asl in Via dei Bacchettoni. Uno spostamento necessario: Pisa lo ha portato fuori dal Centro da ormai molti anni mentre Lucca lo ha fatto da poco.
Un calo della metà  degli incassi?  A vedere l’ elevato  numero dei frequentatori ci sembra impossibile, tuttavia la nostra impressione è priva di valore e comunque prima di prendere per buona questa affermazione l’ Assessore dovrebbe sincerarsi della sua bontà   analizzando il registro dei corrispettivi di almeno il 90% degli operatori. Solo i numeri possono certificare la realtà  il resto sono impressioni personali prive di valore e  comunque  anche molti negozi del Centro Storico e della periferia  lamentano un calo delle vendite rispetto all’ anno precedente. Sicuramente il settore degli ambulanti soffre della concorrenza della grande distribuzione, ma sarebbe sbagliato pensare di risolvere questi problemi strutturali “mungendo” la mammella del turismo che a Lucca è già  fin troppo spremuta con paninerie e locali di basso livello, fermati per il momento dalla moratoria in corso.
Ci domandiamo  se il Decreto Valore (quello che ha comportato lo spostamento dei banchi da Piazza dei Miracoli che in confronto ai nostri sono una “sciccheria”) permetterebbe un mercato ambulante sulle Mura od in altre località  del Centro.
Dove sono le peculiarità  che ha il mercato delle Tagliate? Dove sono le “ lucchesità” in offerta ai turisti?  Gli operatori stessi sono per una buona parte figli del Sol Levante. Cosa ci guadagnerebbe la città  in termini di immagine?
Le recenti elezioni hanno chiaramente evidenziato che l’ idea di  un Centro Storico ridotto alla mercè  di Gardaland è stata bocciata dalla maggioranza dei votanti.
Invece di parlare di un improbabile “dovere morale” nei confronti di un mercato  ambulante che non ha alcuna caratteristica per stare nel Centro Storico,  non sarebbe più  opportuno che i direttori delle Categorie cominciassero a preparare i loro associati circa  le difficoltà  che questi si troveranno a dover affrontare a fine 2018  (data recentemente  prorogata dal Decreto Milleproroghe)  con l’ entrata in vigore della direttiva europea Bolkstein?
A quel punto verranno al nodo i problemi del Durc , delle regolarità  contributive e della liberalizzazioni delle concessioni per il commercio in  strada.
A quel punto la localizzazione alle Tagliate sarà  il problema minore.
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Piccole infrazioni



La situazione di illegalità spicciola  sta diventando sempre  più evidente nel centro storico e la mancanza di controlli  e sanzioni  contribuisce a renderla consuetudine.  Dai parcheggi selvaggi sulle scese  delle mura oppure sotto i locali che si trovano sulle Mura  il venerdì e il sabato  o in occasione dei concerti, al suolo pubblico che alcuni bar o ristoranti si conquistano autonomamente limitando il passaggio delle persone, all'abbandono di rifiuti nei pressi delle isole ecologiche in vistoso aumento con la stagione degli affitti settimanali, fino ai ripetuti episodi di  disturbo e inciviltà  etilica  legati alla movida. La nuova amministrazione  nonché i dirigenti di settore hanno un'indicazione precisa nel garantire azioni di tutela della civile convivenza. Da parte nostra, insieme all'augurio di buon lavoro non mancheranno stimoli e sollecitazioni su questi temi.

venerdì 26 maggio 2017

Tutela del cento storico

Le recenti affermazioni del Consigliere Regionale Baccelli, a cui sono subito seguite quelle del Sindaco Tambellini sono interessanti, tuttavia ci permettiamo di far osservare che gli strumenti normativi per tutelare il Centro Storico ci sono già, il problema semmai consiste nel fatto che la loro applicazione viene sistematicamente omessa, con quelle conseguenze di degrado che sono sotto gli occhi di tutti.
L’ art 41 comma 1 lettera B del Codice Regionale del Commercio dice che “l’ area di somministrazione è quella dove ci sono i tavoli e le sedie nonché lo spazio funzionale che si trova fra dette strutture”, invece a Lucca un barino di 4 metri quadri conta su una superfice di somministrazione infinita con gli inevitabili problemi di ordine pubblico, igienici e sanitari, nonché quelli relativi alla violazione delle norme penali che questo comporta. L’ ultima ordinanza dove si vietava la consumazione al di fuori dell’ area di somministrazione risale al 2009 con l’Assessore Candelise. Da allora vige l’ anarchia più assoluta. Se si vuole risolvere questo problema basta fare come a Modena dove il Sindaco ha proibito la consumazione fuori dai locali dopo le 21. Ordinanza che abbiamo inutilmente consegnato all’Assessore Raspini anni addietro, in uno degli altrettanto inutili incontri che abbiamo inutilmente intrattenuto.
Tra l’altro in questo contesto il Comune è inadempiente all’ artt.58 e 67 del Regolamento di Polizia Urbana che, in estrema sintesi, vietano i bivacchi per la strada e gli atti contrari alla quiete pubblica, in quanto, nonostante le situazioni denunciate tutti i giorni, non ci risulta che siano mai state elevate sanzioni a questo titolo. Un membro del nostro comitato in gita a Siena si è seduta in Piazza del Campo per mangiare un panino ed è subito arrivato un Vigile a fargli presente che non poteva farlo, mentre da noi si permette ai turisti di stendere la tovaglia per fare il pic nic.
Non è vero che le liberalizzazioni previste dal Decreto Monti sono cosi selvagge. All art 31 si dice che: “la liberta’ di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, e dei beni culturali . Quindi il Sindaco può e addirittura dovrebbe tutelare il Centro Storico. Sosteniamo questo da molti anni richiedendo la corretta applicazione della legge ed infatti questo concetto appare finalmente confermato e citato anche nell’ ordinanza di moratoria recentemente approvata a Lucca mentre a Pisa è già in vigore da diversi anni.
In conclusione gli strumenti per risolvere la gran parte dei problemi del Centro Storico ci sono e non è vero che i Sindaci hanno le mani legate. Da che cosa è dettata questa improvvisa sensibilità nei confronti del Centro Storico? Sarà mica dovuta al fatto che si sono resi contro che i voti persi nella compagine civile cominciano ad essere più di quelli guadagnati dalle persone che per divertirsi non esitano a mettere in croce i residenti degradando la città senza ritegno?
Volere o non volere questo è il dilemma!
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Stalli persi per lavori

Per poter effettuare i lavori di ristrutturazione al Mercato del Carmine, sono stati tolti 16 stalli gialli ai residenti con divieto di sosta fino al 28 Febbraio 2018.
Per quasi un anno (sperando poi che i lavori non vengano prorogati come quasi sempre accade) i residenti avranno a disposizione 16 stalli in meno, aggravando cosi la già drammatica situazione di 1500 stalli per 5.000 permessi (senza contare gli altri 5.000 permessi rilasciati alle categorie, artigiani ecc.)
Considerato che la ristrutturazione del Carmine porterà i suoi benefici, non tanto ai residenti della zona, bensí alle categorie dei commercianti e a quella parte di cittadinanza che fruirà dei servizi che vi verranno offerti, ci domandiamo per quale motivo gli effetti collaterali di tale ristrutturazione, come ad esempio la perdita di 16 stalli di sosta, debbano gravare solo ed esclusivamente sui residenti della zona.
Per evidente logica di giustizia abbiamo richiesto all’ Assessore Marchini di compensare il disagio dei residenti nella zona cambiando 16 stalli in Piazza S.Maria da sosta a pagamento a sosta per i residenti.
Ci sembrerebbe un atto dovuto perché, se è vero che Lucca è di tutti, anche i disagi dovuti al suo “abbellimento “ lo sono e quindi, anche essi, dovrebbero essere divisi fra tutti.
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Rissa in città

Quanto accaduto venerdi notte in Piazza San Michele lascia a bocca aperta. Decine di giovani alticci se non completamente ubriachi che, a notte fonda, si affrontano violentemente usando perfino mazze e bastoni.
Ci auguriamo che qualcuna delle telecamere sia servita a qualcosa, altrimenti sarebbe da domandarsi a che cosa sia servito farle installare. Finora non sono mai servite a nulla e ci auguriamo che almeno stavolta non sia cosi.
Ma quale Sindaco della notte? Ma quale maggiore libertà per i locali? Ma quale più movida? Diciamo basta ai capipopolo che per prendersi qualche voto in più promettono di voler prendere, se eletti, provvedimenti finanche contrari alle leggi vigenti. Solo chi vive e dorme all’ombra delle Pizzorne può permettersi il lusso di ignorare la realtà: il Centro Storico è diventato una grande Sagra della Birra dove un locale di 2 metri per 3 dispone di una superficie di vendita infinita, nella quale i suoi avventori bivaccano al di fuori del locale fino a tarda notte, si ubriacano indisturbati, urinano e vomitano dovunque, il tutto con la costante e quotidiana omissione delle previsioni contemplate dal codice di Polizia Amministrativa che vieta i bivacchi ed i gruppi di persone rumorose e degli art. 690 e 691 del Codice Penale che obbligano gli esercenti a non vendere alcool a chi è già alticcio, cosa che è impossibile attuare se l’ area di somministrazione di fatto è una piazza oppure una strada.
Cominciamo a vietare la consumazione fuori dell’ area di somministrazione dopo le 21 come fanno nel Centro storico di Modena. Cominciamo a far rispettare le previsioni del Codice di Polizia Amministrativa lucchese e il Codice Penale, solo dopo che la situazione è stata riportata nella legalità si potrà parlare di altro.
I discorsi politici demagogici, privi di senso, molti dei quali irrealizzabili, sono inutili e anzi controproducenti per il dibattito civile, ammesso che si voglia immaginare Lucca come una città civile.
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giovedì 4 maggio 2017

Incontro pubblico con i candidati sindaco: considerazioni

I Candidati Sindaco intervenuti all’ Agorà  hanno chiarito le loro posizioni in merito ai vari temi, partecipando attivamente al dibattito,  aiutando in questo modo i cittadini a decidere per chi votare e per questo li ringraziamo.
Corre l’ obbligo di porgere le scuse al Candidato Sindaco  Ilaria Quilici della Lega Toscana che per un nostro banale equivoco non è  stata invitata.
Ci scusiamo anche con il pubblico per l’affollamento della sala. Purtroppo l’ Agorà  costava soltanto 32 euro mentre la Pia casa avrebbe avuto un prezzo molto più alto che non potevamo permetterci. Cogliamo l’ occasione per dire che non ci sembra giusta la “mercificazione” dei locali quando l’interesse è   cosi diffuso e  generale.
Entrando nel merito dell’ incontro ed evitando il riepilogo della serata ampiamente riportato da tutte le testate giornalistiche, ci preme soltanto sottolineare un paio di punti che interessano da vicino i residenti.
I varchi telematici per Bindocci, Buonriposi e Manfrotto debbono essere lasciati sempre in funzione mentre secondo Barsanti, Santini e  Garzella, seppure con modalità  diverse  possono  essere spenti alla sera.
Una decisione questa che manca di “ movente” visto che secondo loro la sosta per i non residenti sarà  comunque proibita. Una condizione che poi lascerà il tempo che trova in quanto non sarà  possibile per i Vigili svolgere controlli cosí  capillari, mentre  i residenti troveranno parte dei già  pochi stalli gialli occupati da chi non ha titolo. Il tutto evitando di considerare che la ZTL   misura solo 800 x 1200 metri.
Per quanto riguarda la Movida dobbiamo riscontrare che l’ esposizione dei candidati è  stata povera se non priva di riscontri normativi. Nessuno ha parlato di Codice Regionale del Commercio, del Regolamento di Polizia Amministrativa tuttora vigente, del fatto che l’ ultima ordinanza che proibiva le consumazioni fuori degli spazi di somministrazione è  quella Candelise del 2009 e che da allora è  possibile organizzare impunemente delle vere e proprie sagre al di fuori del proprio locale. Anzi Barsanti si è  addirittura spinto a dire che andrebbero cambiati i limiti massimi fissati per le emissioni acustiche,  ignorando che la normativa acustica  è nazionale e deliberata in recepimento delle direttive europee e che quindi dovrebbe andare a Bruxelles per dire questo.
Santini invece ha proposto una non meglio precisata  figura del Sindaco della Notte che non si è  capito se dovrebbe svolgere   compiti di pubblico ufficiale,  oppure essere  semplicemente il rappresentate nominato dalle categorie commerciali e privo di alcuna formazione tecnico/giuridica. L’ unica proposta concreta ci pare sia pervenuta da Garzella che ha proposto di trovare per i locali notturni una localizzazione esterna alle Mura, lontana da abitazioni, ben servita da parcheggi che consenta ai giovani di divertirsi fino all’ ora che vogliono senza danneggiare la vita di nessuno.
Per il resto è  stato tutto politichese, non è stato spiegato adeguatamente come si possa far convivere i gruppi di giovani che alle 3 di notte schiamazzano sotto le finestre di quelli che alla mattina presto devono alzarsi  per andare a lavorare.
La delocalizzazione  dei locali notturni è  l’unica soluzione per conciliare due posizioni che altrimenti  sono inconciliabili fra di loro. Da anni proponiamo questo.  Abbiamo indicato il Lucarotti e Brocchini quando erano ancora liberi, ci sono ancora alcuni stabili vuoti nei pressi del cimitero che sarebbero luoghi ideali per fare musica fino alle 6 del mattino senza richiedere deroghe  e senza disturbare nessuno.
La nostra sensazione è  che per un candidato Sindaco che non vive in città   l’invivibilità del Centro Storico è  un problema marginale perché  non lo ha mai vissuto personalmente, il tutto aggravato dalla  scarsa conoscenza della normativa vigente.
Ad ogni modo siamo orgogliosi di essere riusciti a realizzare questa partecipata occasione di confronto fra Candidati e cittadini perché siamo convinti che il pubblico dibattito rappresenta sempre una occasione di chiarezza e di crescita civile.
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Trasporto pubblico: un esempio da seguire.

Da pochi giorni a Pisa è stato inaugurato il Mover. Una navetta elettrica ad elevata frequenza (ogni 5minuti) che collega la stazione all’ aeroporto, facendo sosta ad un parcheggio da 1.330 posti costruito sull’ Aurelia.
Il costo giornaliero per quel parcheggio sarà di 2,50 euro e comprende un biglietto andata e ritorno per la stazione, oppure per l’ aeroporto. Trasporterà qualcosa come 2,5 milioni di passeggeri l’anno.
Un investimento costato 71 milioni di euro di cui 21 sono stati finanziati dalla Comunità Europea mentre il resto da privati. In pratica il Comune di Pisa non ha tirato fuori un euro.
Gli amministratori pisani sono riusciti a togliere dalle strade cittadine milioni di autoveicoli offrendo loro parcheggi lontano dal centro a costi più che ragionevoli, mentre da noi si continua a detenere la maglia nera come città più inquinata della Toscana, il progetto Lucca Port (trasporto merci in centro) è rimasto nel cassetto, la progressiva pedonalizzazione del centro storico ha subito una battuta d’arresto, mentre si arriva perfino a prospettare lo spegnimento dei varchi posti a tutela della ZTL.
In quanto ad opere di pubblica utilità siamo gli ultimi, mentre invece per quanto riguarda le spese arriviamo alle prime posizioni grazie a voci come Summer Festival e IMT che durante gli ultimi anni sono costati milioni e milioni di euro alle tasche dei lucchesi. Soldi spesi con effetti “invisibili” agli occhi dei più.
Un po’ di invidia per i cugini pisani la proviamo e ci auguriamo che, durante la campagna elettorale in corso, qualcuno fra i candidati Sindaco arrivi a parlare di programmi realmente interessanti favore della collettività. Saremo ben felici di cambiare idea.
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Ganasce o non ganasce, questo è il problema.

Sicuramente i quasi due milioni di euro proventi delle multe costituiscono una risorsa importante per il Comune di Lucca. Con questi soldi si migliorerà la sicurezza stradale, si investirà in segnaletica e si contribuirà alla spesa di 62mila euro annuali per la previdenza integrativa degli Agenti, prevista con uno stanziamento di 300 euro a dipendente.
Spese giuste e sacrosante ma che potrebbero essere ancora più importanti se le multe le pagassero anche i conducenti dei veicoli registrati all estero e non solo gli italiani, che poi in massima parte sono lucchesi.
Delle 118.832 contravvenzioni per un totale di 10.358.988,91 euro elevate agli stranieri durante gli anni 2012/13/14/15 soltanto il 27,92% è risultato pagato, mentre i restanti 7 milioni circa sono andati in fanteria e magari, per gran parte di quelle multe inevase, si è forse proceduto al pagamento dell’aggio ai concessionari e alla postalizzazione degli atti, quindi rimettendoci.
Che sia difficile riscuotere le multe agli stranieri è cosa risaputa perché non esiste nessun accordo per la transazionalità dei pagamenti dovuti a sanzioni e quindi, per il” furbo” straniero, è facile evadere quanto dovuto, a differenza dell’ italiano che altrimenti si ritroverà la multa nella cartella esattoriale.
Per questi motivi il Codice della Strada prevede, all’ art. 207, che il veicolo straniero sanzionato su territorio italiano debba pagare la contravvenzione immediatamente, oppure pagare un deposito se intende contestarla.
Per questi motivi, visto il numero spropositato dei veicoli con targa straniera che parcheggiano sugli stalli residenti, la nostra associazione, in passato, ha richiesto l’ applicazione delle ganasce. Quest’ ultimo è l’ unico sistema che permette l’osservanza dell’ art.207 CdS in quanto non è possibile lasciare un agente a presidiare il veicolo fino al ritorno del proprietario per la notifica della multa.
Una richiesta logica e giusta, visto che gli italiani le multe le devono pagare, che però non è mai stata presa in considerazione.
Ci auguriamo che la prossima amministrazione, magari dotandosi di un Assessore veramente capace ed in grado di gestire il corpo della Polizia Municipale che non ha mai visto un organico cosi ridotto e di conseguenza una efficienza cosi deludente, sia in grado di affrontare efficacemente il problema e trovare soluzione a questa palese ingiustizia che peraltro costituisce anche un notevole danno erariale.

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Stalli bianchi fuori dalle mura

Una importante Associazione dei Commercianti del Centro Storico ha recentemente richiesto la realizzazione di stalli gratuiti fuori delle Mura.
Questa richiesta è perfettamente plausibile e condivisibile, tanto è vero la nostra osservazione n. 3 al Piano Generale del Traffico richiedeva testualmente di “ realizzare stalli di sosta gratuiti all’ esterno delle Mura. La presenza di tali aree è richiesta dal comma 8 art. 7 del CdS nel caso in cui il Comune assuma l’ esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione oppure disponga l’ installazione di dispositivo di controllo della sosta, derogandosi a tale obbligo soltanto per le zone definite “ area pedonale” e “ zone a traffico limitato” , nonché per quelle definite A dal Decreto Ministro dei Lavori Pubblici n. 1144/68 e per le zone individuate come di particolare rilevanza urbanistica” .
Siamo in attesa della pubblicazione delle risultanze alle osservazioni al Piano generale del Traffico da parte del Comune di Lucca e ci auguriamo di non renderci conto di essere stati gli unici ad “ osservare ufficialmente” la mancanza da parte del Comune a questo adempimento di legge.
Se per caso fossimo stata l’ unica Associazione a formulare tale richiesta non sapremmo davvero che cosa pensare circa i pesanti appelli e talvolta rimproveri, espressi nei confronti dell’Assessore Marchini da parte di queste Categorie.
Sicuramente la presenza sulla stampa alza il livello vocale dell’ istanza, ma senza richieste formali nelle sedi, nei modi e nei tempi opportuni , questa è destinata ad essere ininfluente. Ci auguriamo di non essere stati gli unici a richiedere ufficialmente, nelle sedi opportune, la realizzazione di stalli bianchi fuori dalle Mura, perché , se così fosse, sembrerebbe che le associazioni di categoria sostengono il commercio cittadino così come la corda sostiene l’impiccato
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giovedì 26 gennaio 2017

Summer Festival e spalti


o scempio dell’ Ex campo Balilla è vergognoso per tre motivi. Il primo perché la Soprintendenza non pare preoccuparsi troppo del fatto che il progetto di recupero di questa parte degli spalti è fermo da anni, dimenticando il fatto che lo smantellamento del campo sportivo venne realizzato con urgenza proprio per riportare il fosso in mezzo al prato, come dallo stesso ufficio approvato.
Il secondo, che offende la logica e il buon senso, è che per 5 giorni di Comics si rende questo spazio in condizioni pietose e non fruibile alla cittadinanza per ben 6 mesi l’ anno.
Il terzo motivo, il più importante sotto il profilo amministrativo, è rappresentato dal fatto che il Piano di Classificazione Acustica Comunale prevede che questo tipo di manifestazioni debba tenersi in Piazzale Don Aldo Baroni, dove è stata individuata l’ apposita area che tra l’altro presenta limiti acustici ben superiori al resto della città e che non ha bisogno di deroghe se non in casi eccezionali.
Pensare che ai sei mesi di distruzione provocata dai Comics se ne debbano aggiungere altri 6 per gli spettacoli del Summer Festival ci sembra un offesa al buon senso, alla logica e a tutti i cittadini. Perché non fare 3 mesi di Summer Festival invece di uno, ma nella zona prevista e indicata dagli strumenti urbanistici? L’immagine della città ci guadagnerebbe, gli operatori commerciali anche e non si continuerebbe a rovinare esteticamente, nonché materialmente, la Piazza Napoleone oltre agli spalti.
Ridicolo paragonare gli spalti dell’ Ex Balilla con l’ anfiteatro di Pompei. A Pompei dopo il concerto hanno smontato le strutture, portato via le cartacce e tutto era come prima. Al Balilla dopo una manifestazione con 50.000 persone ci vorranno 6 mesi fra aratura semina e ricrescita dell’ erba per tornare come prima. Giusto in tempo per rovinarli di nuovo con i Comics.
Non ci pare che questo abbia senso.
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Sacchetti per raccolta differenziata.


A distanza di pochi mesi dall’ entrata in vigore del nuovo Porta a Porta cominciano a manifestarsi alcune evidenti contraddizioni.
Fra le modifiche imposte, oltre alla riduzione della frequenza della raccolta, ciononostante un aumento medio del 13% della tariffa, si evidenzia l’ obbligo imposto ai residenti di conferire i rifiuti in appositi sacchetti che non si trovano in commercio e che vengono distribuiti solo ed esclusivamente da Sistema Ambiente.
Fino a qui niente di particolare, anche se non si riesce a capire perché questo obbligo valga solo per i residenti e non anche per le attività commerciali. I sacchetti vengono forniti in un apposito kit composto da 26 per il Non Riciclabile, 52 per il Multimateriale e 52 per l’ organico.
Quello che è veramente strabiliante è che questa scorta deve valere per sei mesi dopodichè non se ne possono avere altri fino al semestre successivo.
Secondo questa regola, che definire bizzarra appare quantomeno generoso, il kit è il medesimo sia per il nucleo familiare composto da una persona come per la famiglia numerosa.
Tra l’ altro il sacchetto del Multimateriale è decisamente piccolo (pochi centimetri in più di quello che si usa per l’ organico) e quindi, visto la voluminosità del rifiuto, le famiglie numerose ne devono utilizzare 2 o 3 alla volta.
In pratica Sistema Ambiente distribuisce sacchetti che sono sbagliati per le dimensioni, utilizza un concetto senza logica per la loro distribuzione, obbliga i cittadini ad utilizzarli, pena pesanti sanzioni pecuniarie, e poi si rifiuta di fornirli quando gli utenti ne hanno bisogno.
Dopo aver accertato che Sistema Ambiente ha provveduto a realizzare le isole a scomparsa senza prima aver redatto l’ apposito regolamento che avrebbe dovuto fissare regole tecniche e distanze, cosí come previsto dalla normativa vigente, non pensavamo che si poteva arrivare al grottesco e cioè rendere obbligatorio l’ utilizzo di un sacchetto irreperibile pena pesanti sanzioni pecuniarie. Il Presidente dell’ Associazione Vivere il Centro Storico ha ufficialmente segnalato queste contraddizioni al Comune e alla Municipalizzata, informando della sua necessità di conferire i rifiuti utilizzando normali sacchetti, invitando a non sanzionarlo per uno stato di necessità creato dalla stessa Municipalizzata.
Sanzione che si presterebbe ad essere impugnata di fronte al Magistrato competente con aggravio di costi e risorse a carico della collettività.
Copia della segnalazione è reperibile sul sito della nostra Associazione e si consiglia i residenti, una volta terminati i sacchetti, di copiarlo per poi protocollarlo agli enti in indirizzo, in modo da poter contestare una eventuale sanzione, laddove questa venisse comminata a prescindere dallo stato di necessità.

venerdì 16 dicembre 2016

Bike Sharing


In Toscana ci sono 312 comuni
Quelli che hanno realizzato un servizio di Bike Sharing sono 31.
In questi 31 comuni ci sono tutti i capoluoghi di provincia ad eccezione di Lucca e Massa.
Che il Bike Sharing non sia la soluzione totale per l’ inquinamento atmosferico è chiaro per tutti, senza per questo dimenticare che la lotta allo smog è una azione da compiersi su più fronti, come poi del resto il Piano di Azione Comunale del 2015, sottoscritto anche dal nostro Assessore Raspini, rappresenta esaurientemente.
Quindi il Bike Sharing non risolve completamente il problema inquinamento, però lo aiuta. Peccato che questo progetto non abbia incontrato il gradimento del nostro Assessore e sia rimasto lettera morta. Visto che ormai mancano pochi mesi alle prossime elezioni non ci resta altro che aspettare la nuova amministrazione per confrontarci con il nuovo Assessore all’ Ambiente, sia per il Bike Sharing come per tutti gli altri numerosi provvedimenti ambientali presi in considerazione, ma mai messi in atto da questa amministrazione.
Sarà la ripresa di un confronto istituzionale propositivo e costante come quello che si è sempre verificato durante gli ultimi decenni, ma che purtroppo non ha avuto modo di realizzarsi con l’ attuale Assessore.
Un confronto necessario affinchè ci venga tolta quella vergognosa e pericolosa maglia nera che ci vede come la città più inquinata di tutta la Toscana.
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PM10


Di quanto indicato nel PAC 2016 (Piano di Azione Comunale) non è stato fatto praticamente niente.
La nostra Zona Verde prevede dei canali di scorrimento in deroga (circonvallazione, Via del Brennero tratto Nord e sud, Sarzanese e Castracani) che di fatto la rendono inesistente, mentre in Viale Europa a Capannori il Sindaco ha almeno messo in atto un provvedimento di transito a giorni alterni per i camion.
Il divieto di circolazione per i diesel EURO 0, 1 e 2 (che noi richiediamo da anni) doveva essere considerato permanente per tutta la LEZ (Low Emission Zone), ma non è mai stato fatto.
La tariffazione a cui dovevano essere sottoposti i veicoli inquinanti che percorrono la LEZ non è mai stata considerata.
Le strade dovevano essere spazzate e lavate a umido , ma non ci risulta che ciò sia mai successo.
Si dovevano realizzare parcheggi scambiatori a debita distanza dal centro, e ad esso collegati con efficienti mezzi pubblici, per ridurre la pressione del traffico sui Viali ed invece si parla di riaprire la Lorenzini per poi fare un mostruoso mega parcheggio alla Manifattura che, nei periodi di alta presione, renderà tutta la zona ovest una mega camera a gas.
Il bike sharing previsto nel PAC non ha incontrato i favori dell’ Assessore Raspini e quindi è stato subito ignorato e cestinato.
Il progetto Lucca Port è miseramente naufragato sotto la gestione dell’ attuale Assessorato e quindi per portare 5 cartoni in Fillungo ci vogliono cinque camion diversi e quindi cinque marmitte diverse i cui gas vanno a sommarsi fra di loro.
Prima c’ erano i blocchi del traffico a giorni alterni, che non servivano a niente, ma che almeno facevano parlare del problema di inquinamento, adesso con il blocco degli Euro 0, 1 e 2 il tutto passa in secondo piano perché non ci sarà possibile controllare se quanto previsto viene messo in atto oppure no.
Che non si parli di mancanza di fondi, il PAC 2016 prevedeva il finanziamento con i proventi delle sanzioni comminate per la sua inosservanza.
A questo punto vista la impossibilità di dialogo dovremo solo valutare la situazione per poi ricorrere alla Magistratura se la stessa si aggraverà.
A proposito, uno dei provvedimenti più sbandierati dall’ attuale Assessorato ai tempi dell’elaborazione del PAC fu l’ accordo con l’ agenzia di car sharing Bla Bla, una domanda: quante volte l’ Assessore Raspini e gli altri membri dell’ Amministrazione di Lucca e Capannori hanno utilizzato questo servizio?

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mercoledì 2 novembre 2016

Comics 2016


Ci domandiamo per quale motivo i Sindaci di Milano, Roma, Bologna, Parma e di tante altre città italiane non siano stati denunciati alla Corte dei Conti per spreco di danaro pubblico a seguito della costruzione degli stabilimenti fieristici realizzati nelle loro città.
A vedere Lucca Comics ci domandiamo che senso ha spendere milioni di euro come per esempio hanno fatto a Milano per realizzare un nuovo quartiere fieristico, fuori dal centro, dotato di opportuni sistemi di controllo sicurezza, con una viabilità adeguata, con una apposita linea ferroviaria e metropolitana e tante altre infrastrutture che lo rendono efficiente e comodo da utilizzare?
Perché a Milano, invece di “ buttare via” tutti quei soldi per lo stabile fieristico di Rho non hanno messo In Piazza del Duomo e nelle zone limitrofe dei bei tendoni bianchi tipo terremotati come quelli dei Comics? Avrebbero potuto “espropriare la città” chiudere tutte le scuole dei dintorni e anche gli uffici pubblici tanto sarebbero divenuti inaccessibili a causa del blocco del traffico e della compressione della libertà di chi vi vive.
In tal modo i milanesi che vivono nella zona avrebbero avuto una notevole ricaduta economica fra panini, hotel con prezzo aumentato per l’ occasione, affitti al nero ecc. ecc.
Il fine sarebbe stato encomiabile no?
Sarebbe bene chiedere a quei Sindaci perché hanno speso tanto denaro pubblico per realizzare gli edifici fieristici invece di fare come a Lucca. Sicuramente la risposta di quei Sindaci sarebbe stata che loro sono chiamati a contemperare con tutti gli interessi dei componenti la città fra le quali, la cittadinanza, il servizio pubblico e non solo ed esclusivamente favorire gli interessi dei commercianti.
Concetti giusti e incontestabili, ma che non trovano comprensione fra gli amministratori lucchesi.
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Comunicato P.M. Lucca


In merito al comunicato del Comando Della Polizia Municipale di Lucca riteniamo opportuno fare alcune precisazioni.
Confermiamo che non siamo riusciti a leggere copia delle controdeduzioni effettuate dal Comando di Polizia Municipale richiedendole 7 giorni prima dell’ udienza e nemmeno durante l’ udienza stessa, in quanto ci è stato riferito che le stesse non erano pervenute.
Confermiamo che la delibera del 7 Febbraio 2012, che prevede la possibilità di sostare fuori dagli stalli in ZTL ottemperando a precise prescrizioni, è un Regolamento e non un Ordinanza, ci scusiamo per aver adoperato un termine improprio, ma il concetto non cambia: i regolamenti ci sono apposta per essere eseguiti.
Diamo atto di aver commesso un banale refuso nel nostro intervento in quanto l’ infrazione era stata elevata ai sensi dell’ art. 157 comma 5/8 e non, come erroneamente riportato, ai sensi dell’ art. 158. Circostanza di cui ci scusiamo ma che tuttavia non cambia lo stato delle cose.
Riconosciamo che fare appello avverso una sentenza è prerogativa riconosciuta a tutti Polizia Municipale compresa. Sarebbe bene però considerare che se questa dovesse confermare la sentenza del Giudice di Pace la domanda che nasce spontanea è : ma le spese legali chi le paga?
A nostro modesto avviso sarebbe giusto che chi si prende la responsabilità di intraprendere azioni legali poi ne pagasse personalmente il costo in caso di soccombenza. Non ci pare giusto che queste vengano addebitate sempre e comunque alla fiscalità generale e quindi ai cittadini.
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