domenica 30 settembre 2018

danneggiamenti sulle mura


Qualcuno si preoccupa di far si che gli eventi che si tengono sulle Mura siano compatibili con il loro valore storico monumentale?
A prima vista sembra di no perché, in aggiunta ai muretti mezzo demoliti o ai piloncini mancanti segnalati da oltre un anno e per i quali non è stato posto alcun rimedio, si riscontrano altri danni per i quali non siamo nemmeno certi che  chi dovrebbe se ne sia nemmeno accorto.
Dopo la distruzione parziale della grata di legno di Porta S. Pietro, avvenuta l’  anno scorso da parte di uno dei camion del Summer Festival e la sua ricostruzione,   ci pare di notare che uno degli elementi verticali sia stato “toccato” dal consueto carico sporgente. Non si sa quando questo sia successo anche se questa situazione è venuta fuori  dopo l’ ultimo Summer Festival.
Che dire poi dei numerosi cerchietti apparsi sull’ asfalto natura nel tratto prospiciente l’ex Campo Balilla? Saranno mica le conseguenza delle strutture metalliche adoperate per il Summer Festival?
E il soffitto della casermetta di Porta S.Maria? Magari un camion al servizio di Verdemura?
Considerato che le Mura ed i manufatti che vi insistono, nonché gli spalti che le circondano, sono beni specificatamente  tutelati con il DM n° 103/2017 e che questo comporta l’ onore e l’ onere della loro tutela ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42,  abbiamo segnalato queste  situazioni all’ Amministrazione Comunale e alla Soprintendenza chiedendo se sono stati rintracciati gli autori di questi danneggiamenti, la sanzione loro comminata, entro quanto tempo verrà  effettuata la riparazione, se verranno rese più  restrittive le norme che regolano i mezzi adibiti al trasporto di materiali che vengono utilizzati per le manifestazioni all’ interno del Centro Storico, e soprattutto se verranno messi in atto controlli più  efficaci da parte della Polizia Municipale o degli  altri organismi comunali per accertarsi del loro rispetto

sagra di via del fosso


Il modo di gestire la cosa pubblica lucchese non finisce mai di stupirci.
Durante il corso della riunione tenutasi Giovedì scorso presso la sede dell’ Arci una “cordata”  composta da un artista con bottega su Via del Fosso e  personaggi che se non erano operatori della ristorazione hanno comunque dimostrato di avere molte conoscenze in quel settore, hanno proposto al Sindaco di organizzare 12 manifestazioni notturne  in Via del Fosso.
La manifestazione dovrebbe articolarsi in una cena a piatto  unico e prezzo fisso, con musica e tutti i negozi aperti (praticamente la bottega dell’  artista).
Il Sindaco non ha escluso l’ ipotesi chiedendo di avere un progetto al più  presto affinchè lo stesso venga esaminato dalla apposita commissione, preoccupandosi soltanto di quello che avrebbero pensato gli altri ristoranti della zona.
Nessuno si è  preoccupato di coinvolgere i residenti,  se non altro per spiegare loro che in quei giorni la strada verrà  chiusa dalle 5 pomeridiane per allestire la manifestazione e quindi chi tornerà da fare la spesa dovrà  farsi centinaia di metri a piedi con i sacchetti in mano, poi ci sarà  la musica fino a mezzanotte (almeno) e i residenti non avranno nemmeno la possibilità  di ascoltare  il telegiornale, poi ci saranno gli ultimi ritardatari che di fronte a un bicchiere di vino non sanno tirarsi indietro, poi ci saranno i tavoli e le sedie da rimuovere cosicchè  gli sfortunati residenti non riusciranno a chiudere occhio fino alle 2 o magari le 3 di notte.
Il tutto per quello che senza tanti giri di parole si può  chiamare a buona ragione una vera e propria sagra.
Da una parte si fa la moratoria per limitare le aperture dall’  altra si pensa a fare le sagre. Si è appena realizzato  il varco di Via del Fosso e già si pensa a renderlo inutilizzato per 12 giorni, si chiude una strada che serve a tutto il centro storico provocando un allungamento di centinaia di metri per uscire da Porta San Iacopo, il tutto per un improponibile  sviluppo turistico economico che tutela di fatto soltanto gli interessi di un artista e di qualche ristoratore.
Ma non  sarebbe meglio che questi soggetti, se vogliono un passaggio più importante davanti alle loro porte,  si trasferissero da un’  altra parte dove il passaggio di persone c’è  già per conto suo.
Gli stessi organizzatori invece di chiedere direttamente il permesso al Sindaco non avrebbero dovuto fare degli incontri per capire come la prendono i residenti invece di cercare di  far passare alla chetichella  un progetto così impattante?
Il Sindaco degnerà i residenti di qualche minima attenzione oppure continuerà nel voler trasformare la città in una brutta copia  di Gardaland favorendo solo ed unicamente le attività  commerciali?
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mercoledì 29 agosto 2018

notte bianca fai da te

Ma quante Notti Bianche ci sono state il 25 Agosto?
Sembra una domanda peregrina mente invece è proprio reale.
Come mai oltre alla Notte Bianca affidata all’ Ascom, patrocinata dal Comune con il sostegno di decine di migliaia di euro della cittadinanza fra contributi in denaro e servizi,  è stato autorizzato un evento parallelo che di fatto si è inserito alla chetichella nella manifestazione,  senza pagare contributi all’ Ascom e senza realizzare quelle misure di sicurezza che il numero dei partecipanti avrebbe richiesto? Perché nonostante l’  esagerato numero di partecipanti a questo evento lo stesso non era evidenziato nel pieghevole Notte Bianca pubblicato sul sito del Comune di Lucca?
Questi locali, con poche decine di euro, hanno fatto la domanda di autorizzazione in deroga semplificata, evitando di pagare le centinaia di euro che Ascom ha richiesto ai pubblici esercizi  partecipanti all’ iniziativa. Non  hanno speso niente per  misure di sicurezza nonostante i partecipanti al loro evento fossero stati ben di più  dei 200 previsti nella Circolare Ministeriale Gabrielli.
A questo punto alcune domande nascono spontanee.
Come ha fatto il Comune a dar loro la autorizzazione al superamento dei limiti acustici in contemporanea alla Notte Bianca?
Come mai nessuno si è  preoccupato di porsi la domanda se c’era  bisogno della licenza di Polizia Amministrativa visto e considerato il prevedibile enorme afflusso di persone?
L’ Ascom rappresenta davvero il tessuto commerciale della città, oppure rappresenta solo qualche operatore in particolare, visto che altri  operatori commerciali agiscono in proprio ignorandola?
Qualcuno, in  Comune  o in Prefettura,  accerterà la legittimità o meno dell’  accaduto?
Quanti Notti Bianche “fai da te” ci saranno nel 2019 due, tre o forse quattro?
Qualcuno ci penserà al rispetto delle misure di sicurezza?
Domande che deve porsi in primis il Consigliere Comunale Torrini se vuole veramente  far spendere di meno ai commercianti del Centro Storico seguendo il motto “pagare meno pagare tutti”, invece di impantanarsi in piani di chiusura al traffico per i quali non dispone delle competenze necessarie.
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risposta al consigliere torrini


Ci pare veramente bizzarra la richiesta formulata  dal Consigliere Enrico Torrini di Siamo Lucca  all’  Amministrazione Comunale che dice testualmente:
"Al fine di far risparmiare i commercianti, che subiscono un esborso enorme per fare la notte bianca, chiedo se sono state prese in considerazione le modifiche apportate dalla direttiva Gabrielli con circolare del 18 luglio 2018 da parte del Ministero dell'Interno.  E soprattutto se in occasione della manifestazione sarà deliberata ordinanza di chiusura traffico all'interno della perimetria urbana, salvo i mezzi di soccorso. Questo farebbe risparmiare molto ai commercianti in materia di sicurezza"
Secondo Enrico Torrini di Siamo Lucca  i residenti, quella  notte,  non dovrebbero avere facoltà  di arrivare nei paraggi di casa (nemmeno gli invalidi) e lasciare la macchina fuori dalle Mura (ma dove?) per far spendere di meno ai poveri commercianti. Premesso che la Notte Bianca in realtà  sembra una sagra dell’  alcool e che,  visto la disaffezione dimostrata  dagli esercenti, viene fatta su pressione di 20 locali che in quella notte guadagnano decine di migliaia di euro, ci domandiamo se Torrini dispone di una adeguata  preparazione in materia  per lanciarsi in proposte così ardite. Una domanda che ci siamo già  posti in occasione del Nuovo regolamento di Polizia Municipale al cui iter Enrico Torrini di Siamo Lucca ha partecipato dall’  inizio alla fine, prima come membro di commissione e poi come consigliere,  salvo poi affermare il giorno dopo il varo che lo stesso non era fatto bene.

nuovo regolamento di polizia urbana


Lo chiamavano regolamento.  Sembra il titolo di un film di Sergio Leone, mentre invece è una amara constatazione.
Il  precedente Regolamento di Polizia Urbana era del 1943 e per questo motivo l’  Amministrazione ha avvertito il bisogno di cambiarlo. Sono stati tolti gli articoli relativi a pratiche desuete come ad esempio quelle relativi alle ferrature dei cavalli, sono stati tolti gli articoli che dal 43 ad oggi sono stati inglobati nei regolamenti vari (decoro, suolo pubblico). Un bisogno peraltro “non necessario”  perché comunque  non si ferrano più  i cavalli per la strada e poi perché gli articoli inglobati negli altri regolamenti erano già  stati abrogati durante il loro varo.
Andando a vedere i cambiamenti che  sono stati apportati vengono fuori delle situazioni che mal si adattano ad una città d’  arte come Lucca, come amava definirsi prima che questa Amministrazione iniziasse la sua  trasformazione  in una Gardaland per turismo di massa.
Adesso si possono esporre le merci anche sulle soglie dei negozi (niente di male beninteso, nei paesi orientali e dell’ Africa  lo fanno da sempre), volendo si può  organizzare un torneo di briscola sulle scalinate e sui basamenti dei monumenti , mentre per i più giovani perché  non valutare un torneo di calcetto fra amici in piazza, oppure se magari piove sotto il loggiato di San Martino?
Poi, dopo tanta attività  fisica, perché  non concedersi un meritato riposo sulle soglie del palazzo più  vicino e magari, se la stanchezza è tanta, anche una dormitina? Un episodio come il seguente  non è più  sanzionabile perché  le soglie non sono più tutelate in quanto  l’ articolo di riferimento vale solo per le aree pubbliche.
  
Tuttavia  la perla del cosiddetto nuovo regolamento è la proibizione di dormire e bivaccare solo ed esclusivamente se si stende una coperta per terra. Da ora in poi il turista che si porta il panino da casa può tranquillamente sedersi dovunque,  ai lati delle strade, sui monumenti e anche sulle soglie dei palazzi, magari  impedendo il passo ai residenti, poi magari può farsi una pennichella, usando l’ accorgimento  di non stendere la coperta per terra.

Un bel regalo per i barini di mezzo metro quadro che sfruttano la strada per la loro attività di somministrazione,  con i loro clienti  a vociare sotto le finestre fino alle prime luci dell’  alba e a urinare nei vicoli circostanti,   pagando la Tari  solo sulla superfice interna  e lasciando così  il grosso del costo di smaltimento dei loro rifiuti a carico della collettività.
Che dire poi della proibizione di bere alcoolici nelle aree verdi e consentirla sulle piazze?  In pratica è vietato bere un Campari sul Parco Fluviale, mentre è consentito scolarsi un fiasco di vino sul sagrato di San Michele.
Ma non sarebbe stato meglio lasciare il regolamento del 43 così  come era? Bastava togliere i riferimenti ai cavalli, poi, proprio per essere zelanti, togliere gli articoli che peraltro erano già  stati abrogati  e rimpiazzare la dicitura Podesta’ con Assessore Raspini,  giusto per renderlo più  attuale allo schema amministrativo.
Il Regolamento del 1943, con queste piccole modifiche, sarebbe stato un regolamento ben più  moderno e ben più  civile di quello appena promulgato.


domenica 22 luglio 2018

forno crematorio


L’ interesse dimostrato dall’ Amministrazione Comunale nei confronti di chi esprime il desiderio di essere cremato  è veramente encomiabile.
Attualmente il corteo funebre deve andare al crematorio di Livorno e porgere l’  estremo saluto al defunto nell’  apposita sala del commiato (ovviamente nel caso in cui non venga officiata una funzione religiosa in una chiesa lucchese il che rappresenta la maggior parte dei casi).Quindi in questi  casi rari  i parenti e gli amici devono fare 50 chilometri all’  andata ed altrettanti al ritorno.
Quello che ci riesce difficile  capire è il motivo per cui l’Amministrazione, al fine di far risparmiare questi 100 chilometri, debba ricorrere alla creazione di un crematorio a Lucca.
Il problema non è da poco, questi impianti saranno tecnologicamente avanzati, ma comunque, poco o tanto che sia,  immettono nell’ atmosfera fumi e inquinanti che vanno ad aggiungersi al grave inquinamento atmosferico che affligge Lucca da anni e che la porta ad essere considerata la “maglia nera”  della Toscana.
La localizzazione dell’  impianto,  che sembrerebbe essere individuata accanto al cimitero Urbano, a 200 metri dalle Mura, e a 100 metri dalla circonvallazione con il suo traffico di TIR e e di auto a tutte le ore del giorno e della notte è incomprensibile,  priva di logica e deleteria per la salute dei cittadini.
Un impianto crematorio deve lavorare a ritmo serrato per essere profittevole (non dimentichiamoci che il socio sarà  privato e che la società  dovrà  registrare profitti) e quindi dovrà  “servire” anche  i comuni vicini. Da ciò ne consegue che anche i pochi grammi di inquinanti prodotti per singola operazione diventeranno una quantità  enorme in quella che sarà la produzione annuale. Inquinanti che andranno ad essere inalati dai cittadini lucchesi e che aumenteranno il rischio di malattie polmonari e oncologiche. Per non parlare poi dei rischi di guasti e quindi di inquinamento eccessivo che per esempio hanno portato alla chiusura di vari impianti come ad esempio quello di Pisa.
Lucca beneficerà  di parte dei 6 milioni elargiti dalla Regione per la lotta all’  inquinamento e magari riusciremo ad avere qualche chilometro di piste ciclabili in più  che serviranno a risparmiare qualche chilo di PM10 all’  anno ,mentre un forno crematorio ne produrrà,  anche nella migliore delle ipotesi,  qualche centinaio. Non ci sembra molto sensato.
Per parlare di cose sensate basterebbe che il Sindaco si impegnasse ad effettuare se non tutte, ma almeno alcune azioni definite immediate nel  Piano di Azione Comunale 2016/2018 per la lotta all’inquinamento , quali ad esempio la limitazione dei veicoli più inquinanti,  le Domeniche Ecologiche, il lavaggio delle strade. Per non parlare poi della mancata creazione delle LEZ (zone a bassa emissione)  dove i veicoli inquinanti sono sottoposti ad esazione seguendo il principio “più inquini  più  paghi” .
In conclusione se l’  Amministrazione vuole dimostrare sensibilità nei confronti di chi ha deciso per la cremazione è sufficiente che realizzi una sala del commiato alla Camera Mortuaria e magari stabilire convenzioni con gli impianti vicini contribuendo alla tassazione applicata che, come nel caso di Livorno, aumenta di 100 euro per chi viveva fuori del comune. Il che ci rende difficile capire per quale motivo noi dobbiamo tollerare che migliaia di TIR, magari EURO 0 o 1, diretti verso altri comuni, passino a gratis sulla circonvallazione.
Un operazione del genere, soprattutto se accompagnata da alcune delle misure antinquinamento previste dal Piano di Azione Comunale 2016/2018 (a proposito fra poco scade e non è stato fatto assolutamente nulla anche se a suo tempo è stato lautamente pagato all’ Università di Pisa), porterebbe i cittadini lucchesi ad esprimere gratitudine nei confronti di questa Amministrazione che purtroppo ha finora completamente trascurato il problema dell’  inquinamento atmosferico.
Anche se dobbiamo riconoscere il fatto che se i varchi fossero stati spenti, come qualcuno auspicava in campagna elettorale, questo ci avrebbe fatto trovare in una situazione perfino peggiore a causa dell’  inquinamento prodotto dagli inutili chilometri in più  effettuati per puro divertimento nel Centro Storico.
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mercoledì 13 giugno 2018

nuovi cassonetti nel centro storico, una vergogna!


A vedere l’  esito dell’  ultima commissione ambiente sembra che l’  Amministrazione sia intenzionata ad andare avanti con l’  abbandono del Porta a Porta come finora effettuato, per utilizzare ben 50 cassonetti sparsi per il centro storico, senza peraltro, da quanto ci risulta, aver avuto il benestare dalla Soprintendenza.

Una mossa a nostro avviso precipitosa, deleteria e inappropriata.

Prima di questa amministrazione il porta a porta in centro storico aveva dei difetti e margini di miglioramento però  andava bene, poi è  stato deciso di aumentare il costo del servizio e allo stesso tempo tagliare la frequenza dei ritiri determinando la attuale situazione catastrofica che è  sotto gli occhi di tutti. Due soli ritiri alla settimana per tipo di rifiuto, con gli aumenti che ci sono stati, sono veramente una presa in giro.

Come residenti del centro storico da sempre sosteniamo che la raccolta dei rifiuti andava fatta la sera dopo cena come in tutte le parti del mondo, ma nessuno ci ha mai voluto ascoltare.

Lucca diventerà  la cittadina del bidoncino. Dieci isole a scomparsa, 52 bidoncini e centinaia di bidoni verdi che vengono lasciati fuori dai locali alla vista di tutti, nonostante la regola prevede la loro ricollocazione all’  interno del locale dopo le 9,30.

Lucca non è mai stata cosi trasandata come in questi ultimi anni.

Già  adesso le isole a scomparsa vengono sommerse dai sacchetti quando sono piene e quando i turisti portano i loro rifiuti senza avere la tessera. Nessuno si cura del fatto che soltanto su un portale ci sono 300 appartamenti in affitto nel centro storico che difficilmente utilizzeranno i bidoni che verranno installati. E non si sa quanti appartamenti vengono affittati a turisti senza alcuna dichiarazione.

La nostra proposta di indire una assemblea pubblica non è stata nemmeno presa in considerazione.

I cassonetti saranno una grossa attrazione per i gabbiani corvi e piccioni, peccato però  che loro non votano.

Il Sindaco dovrebbe valutare attentamente la situazione se non altro per il fatto che l’  Amministrazione porta il suo nome. Invece di confermare una cabina di regia che cambia continuamente strategia non sarebbe forse meglio valutare di cambiare la cabina di regia?

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domenica 27 maggio 2018

a quando un'assemblea pubblica sul tema dei rifiuti?


Nel 2017 in Toscana ci sono stati 46,3 milioni di turisti che hanno alloggiato in strutture ufficiali, 48 milioni in alloggi non ufficiali, 3,9 milioni in strutture ricettive inadempienti l’obbligo di comunicazione delle  presenze.
I numeri del turismo nella nostra regione sono consistenti ed in continuo aumento così come quelli di Lucca. Non è dato di sapere quanti di questi turisti hanno alloggiato a Lucca in strutture ufficiali e “non ufficiali” , ma sicuramente sono stati molti, così come molte sono state le tonnellate di rifiuti che hanno lasciato.
Cosa fanno i turisti quando lasciano l’  appartamento? Pianificano il rientro a casa sulla base del calendario di Sistema Ambiente, oppure useranno la tessera elettronica del proprietario di casa per il conferimento nelle isole ecologiche. Ma se l’  attività  è  “non ufficiale” e magari l’  appartamento risulta sfitto e quindi per di più  esente da Tari, la tesserina elettronica non potrà  esistere.
Se poi la tesserina esistesse il proprietario che magari risulta residente in periferia non si fiderà a cederla per paura che il suo utilizzo riveli la sua vera   attività  di affittacamere.
A proposito si è mai fatto un censimento degli appartamenti che risultano sfitti nel Centro Storico e quindi esenti Tari? Si è mai fatta una verifica reale dei B&B ufficiali e di quelli non ufficiali consultando i siti specializzati per l’ affitto?
Sarebbe veramente interessante e potrebbe fornire risultati clamorosi. Anche in tema di tassa di soggiorno.
Il porta a porta di prima funzionava sicuramente meglio, c’  erano più  ritiri e quindi sia i residenti che i  turisti avevano più  facilità  di conferimento. Adesso nonostante gli aumenti consistenti di tariffa il servizio è peggiorato e i ritiri si sono rarefatti.
In una situazione del genere pensare di risolvere il problema dei rifiuti mettendo i cassonetti e buttando alle ortiche milioni di  investimento nel porta a porta  non ci sembra molto indovinato. Se non altro prima di aver reso il porta a porta veramente efficace ed efficiente e per far questo il modo ci sarebbe.
Il progetto dei cassonetti riguarda  soltanto le utenze domestiche e non le attività  commerciali,  le quali continueranno a lasciare i rifiuti (anche quelli organici) fuori dal locale per tutta la notte, con la relativa puzza e il conseguente richiamo per gli animali, ciò nonostante il fatto che  il conferimento dovrebbe avvenire fra le 6 e le 9,30. Non è bello vedere i sacchetti della spazzatura durante il giorno,  ma  nemmeno  i bidoni che pullulano e “odorano” per le strade. Per questo problema è previsto di fare qualcosa?
A Viareggio il Sindaco Del Ghingaro che in tema di rifiuti non ha niente da imparare sta togliendo gli ultimi cassonetti che restavano (quelli del quartiere Darsena) per passare tutto al porta a porta. Forse noi ci crediamo più  intelligenti?
Se poi anche i bidoncini non dovessero funzionare  per via dei turisti che non hanno la tessera magnetica o perché  si riempiono subito  che farà  l’  Amministrazione?  Toglierà  anche i bidoncini? A quel punto l’  unica alternativa sarà quella di organizzare dei pulman giornalieri che i residenti lucchesi dovranno utilizzare per andare a portare il loro sacco dei rifiuti direttamente alla discarica di Pioppogatto?
Come si chiamerà  questo servizio? Invece di “Porta a Porta”  sarebbe più  indicato definirlo “Porto e Porto”.
Non sarebbe il caso di fare una assemblea pubblica? Tutti i precedenti assessori che si sono occupati di rifiuti hanno sempre organizzato un incontro pubblico per presentare i nuovi cambianti nella raccolta rifiuti. Non sarebbe il caso di fare lo stesso?


aumento organico vigili nel periodo estivo


A Forte dei Marmi entreranno in servizio come rinforzo per l’  estate 20 Vigili Urbani mentre 16 faranno lo stesso a Firenze.
Quello che è stupefacente è che questo “ rinforzo”  viene pagato da Albergatori, commercianti, artigiani ecc. che hanno contribuito volentieri a questo progetto di sicurezza urbana.
Quello che è  altrettanto stupefacente è che la raccolta fondi è  stata promossa dal Comune.
In pratica l’  Amministrazione promuove una iniziativa di sicurezza urbana e gli operatori commerciali vi aderiscono con entusiasmo e con i soldi.
Veramente una bella iniziativa, peccato che qui da noi invece i residenti devono lottare per evitare che alle 3 di notte ci sia gente che bivacca sotto le finestre di casa attirandosi con ciò  le ire delle potenti associazioni di categoria.

cassonetti con chiave elettronica


Alla luce degli ultimi sviluppi, crediamo fermamente che qualsiasi ulteriore iniziativa riguardo alla raccolta differenziata debba essere attentamente valutata.
Dal cassonetto siamo passati al porta a porta perché, almeno si diceva,  veniva garantita una migliore qualità  del rifiuto.
Alla luce di queste considerazioni Sistema Ambiente ha assunto diverse decine di persone e ciò  ha provocato un aumento della tariffa del 5% annuale.
Adesso,  sembra che la qualità della differenziata con il porta a porta sia inferiore a quella delle isole a scomparsa e quindi le precedenti valutazioni sembrerebbe fossero sbagliate.
Inoltre il problema principale consiste nel fatto che ci sono sacchetti dei rifiuti abbandonati a filo strada ed invece di domandarsi il perché  questo accade e cercare di risolvere il problema, si preferisce buttare tutto alle ortiche e ritornare  ai cassonetti.
In tutto il mondo la raccolta dei rifiuti viene effettuata la sera dopo cena, mentre a Lucca si pagano degli operatori che girano a vuoto per il centro storico alle 6 di mattina alla vana ricerca di sacchetti che verranno conferiti soltanto dopo le 8.
Abbiamo chiesto diverse volte di utilizzare queste due ore improduttive e  fare una raccolta serale  che comprendesse anche i rifiuti dei ristoranti evitando così di lasciare bidoni e sacchi dell’  immondizia a filo strada per tutta la notte alla merce degli animali.
Abbiamo chiesto di mettere dei diaframmi nei mezzi di raccolta per poter raccogliere almeno due tipologie di rifiuti per ogni viaggio.  In tal modo si sarebbe raddoppiata la frequenza e quindi la qualità del servizio.
Niente di tutto questo è  stato fatto.
Adesso ci troviamo una azienda con molti più dipendenti di prima, assunti per una finalità  che non esiste più e i cui stipendi vengono comunque messi a carico della collettività.
Chi vive davvero in centro storico si rende conto che, nonostante i vari proclami, la popolazione residente del centro storico è calata enormemente a causa dei disagi che vengono incontrati quotidianamente e per questo motivo gli appartamenti vengono affittati ai turisti.
Come mai nessuno si è  mai preoccupato di valutare questo aspetto? 
Dove li devono mettere i rifiuti i turisti? Chi glielo spiega un calendario di raccolta che chiamare complicato è un eufemismo?
Come possono questi turisti capire che oggi ad esempio c’è l’ organico e domani il multimateriale se chi gli ha affittato l’  appartamento non li informa?
Visto che tanto i controlli sono pressochè  zero e che figuriamoci se il ridotto organico di Vigili si può  permettere di fare queste “indagini”,  per quale motivo il proprietario  che affitta al nero e che magari vive in campagna dovrebbe preoccuparsi più di tanto?
Se così fosse come si può  pensare che ritornare a cassonetti che si aprono con la chiave elettronica sia la soluzione giusta? Il turista che non ha la chiave lascerà comunque il rifiuto fuori della porta o al massimo fuori del cassonetto.
E la Soprintendenza? Non ha niente da ridire per 50 cassonetti sistemati a giro per il centro storico?
E poi se sono poco capienti cosa succederà  quando sono pieni? Quando i turisti si accorgeranno che non li possono aprire che ci faranno con i rifiuti? Ci saranno le montagne di sacchetti fuori dai cassonetti?
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giovedì 17 maggio 2018

nuovo regolamento di polizia urbana



La montagna ha partorito il topolino. Il nuovo regolamento di Polizia Urbana è  di fatto uguale a quello del 1943 eccetto pochi punti ormai desueti che riguardavano la ferratura dei cavalli o simili.
Sia nel regolamento vecchio che in quello nuovo si prevede la sanzione per gli schiamazzi con la differenza che nel 43 non c’  erano decine e decine di locali pubblici aperti fino alle prime ore del mattino e nemmeno c’  erano le migliaia di giovani  atti a “socializzare”  sulla pubblica via fino all’  alba urlando e bevendo alcoolici di ogni tipo.
Nel 43  i giovani non avevano i soldi e il tempo per “socializzare”   per le strade tutta la notte, mentre invece adesso si e quindi un regolamento identico che affronta due problematiche completamente diverse diventa inappropriato.
Decisamente  insufficiente la misura per la quale la musica non può  uscire dai locali dopo la mezzanotte mentre viene consentito gli avventori possono discutere animatamente fino all’  alba fuori dal medesimo locale. Oltretutto ci aspettiamo che questo orario diventerà  oggetto di discussione da parte del solito consigliere che risiede sulle tranquille colline lucchesi o del capannorese propenso a difendere gli interessi del suo feudo elettorale.
Sicuramente l’  accordo con un tecnico acustico per rilevare le situazioni più  degradate potrà  rivelarsi utile, soprattutto in sede di ricorso al Giudice, ma non sarà  mai risolutivo. L’ unica soluzione per risolvere efficacemente il problema è quello di fare come in tante città  italiane tipo Modena, Torino ecc. dove, dopo le 21,  consentono la somministrazione solo all’  interno del locale o al massimo nei dehors. Quindi locali aperti fino a tardi, ma che tengono gli avventori all’  interno e ne rispondono personalmente. Se poi qualcuno vuol farsi il locale con tavoli all’  esterno fino alle 6 del mattino allora dovrebbe trasferirsi   al di fuori delle Mura in zone dove non ci sono residenti. A questo proposito si deve rilevare che la zona del cimitero offre tuttora alcune possibilità.
Fino a che il regolamento di Polizia Urbana non prevederà  questi obblighi non si risolverà  il problema e continueremo ad avere i problemi degli schiamazzi e dei vicoli usati come vespasiani.
Le frasi rituali  del tipo :  “dobbiamo decidere che tipo di città  vogliamo realizzare”  ci fanno sorridere. La frase è  inappropriata. Se si dice che Lucca è  città è già  implicito  che si devono seguire le leggi nazionali fatte per le città, le quali consentono  ai cittadini di dormire visto che il sonno è  bisogno primario. Gli amministratori italiani non possono pensare di essere dei sovrani mediorientali che hanno diritto di vita e di morte sul loro territorio e quindi, per esempio, decidere che fare baldoria sulla pubblica via  è cosa buona e giusta in barba a qualsiasi legge.
Non è  vero che i tedeschi sono più  disciplinati degli italiani, non è  un fatto di cromosomi, è  un fatto di regolamenti e di amministratori. In Germania i regolamenti sono effettivamente imparziali come peraltro dovrebbero essere anche in Italia (art 97 della Costituzione) e vengono fatti rispettare severamente. Se gli assessori lucchesi emigrassero a Dusseldorf portandoci i nostri regolamenti e la loro gestione, quella civilissima città diventerebbe come Napoli nell’  arco di 6 mesi.
Comunque al di la di fare o no i  regolamenti poi si pone il problema della loro attuazione. Un organico di 75 Vigili Urbani è sicuramente insufficiente per Lucca. Che i Vigili rappresentino  un costo è  vero però  è  altrettanto vero che nel 2009 l’  organico era di 92 unità e il Comune di Lucca non è  mai fallito per questi costi. I Vigili, prima di questa amministrazione  c’  erano, mentre adesso no.
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mercoledì 2 maggio 2018

appello a due assessori del segretario pd centro storico Panchieri


L’ appello del segretario del Circolo PD Centro Storico Roberto Panchieri agli Assessori che sovrintendono la Polizia Municipale  e le attività  produttive ci ha stupito.
I fatti: l’  Assessore Mercanti, dopo 10 anni,  aumenta la Cosap  per i locali del “salotto buono”, per intenderci quello dove il Comune spende centinaia di migliaia di euro l’ anno per patrocinare attività  che attraggono visitatori,  i quali sono poi destinati a diventare clienti dei bar di quella zona, ritenendo che  il suolo pubblico di Piazza Grande dovrebbe costare un po' di più di  quello che paga un bar di Santa Maria del Giudice. Si tratta di tavoli che sono di fatto una miniera d’  oro. Allo stesso tempo I  Vigili Urbani applicano il, a nostro avviso permissivo, Regolamento del Decoro Urbano ai locali  che lo contravvengono e tutto ciò sembra per Panchieri un fatto talmente grave da sollecitare il “dialogo”  da parte dell’ Assessore.
Premesso che il regolamento è, a nostro avviso,  insufficiente e non tutela il centro storico  per diversi motivi, permettendo che lo stesso si sia trasformato in  una kasbah di basso livello dove  molti fanno come gli pare, dobbiamo ricordare che la bozza dello stesso  venne diligentemente trasmessa dall’ allora Assessora Pierotti a tutti le associazioni (perfino a noi che provvedemmo a fare le nostre osservazioni il 7 Aprile 2015) e quindi ci risulta difficile capire cosa abbia da ridire Panchieri visto che le regole le ha fatte il suo partito e che cosa abbia  da ridire Ascom che ha avuto modo di studiare  la bozza anni prima che il regolamento venisse varato ed entrasse in funzione  (1 Gennaio 2018)
Cosa intende dire Panchieri quando invita gli Assessori a tornare a parlare con le associazioni dei commercianti?  E’  forse un invito a violare il Regolamento approvato dalla “sua” Giunta chiedendo ai Vigili di chiudere entrambi gli occhi?
Ci risulta poi difficile comprendere cosa intenda Panchieri quando si riferisce a calmierare i prezzi degli affitti. Ma come?  Proprio il suo partito ha affondato Lucca Port perché  antiliberale e adesso lui  pensa a realizzare la “dittatura degli affitti”.
Magari se Panchieri volesse dedicarsi ai problemi veri della città  noi potremmo collaborare portandolo a conoscenza delle vere condizioni di disagio del Centro Storico che si sono verificate durante le ultime due amministrazioni, come ad esempio le molte zone che sono diventate invivibili per la presenza dei locali notturni, ai quali viene concesso di fare baccano fino alle prime ore dell’  alba e di trasformare tutto il Centro Storico in una enorme latrina, dove chi osa lamentarsi perché  gli orinano alla porta di casa riceve dei pugni che lo lasciano per terra mezzo morto come appena accaduto. Oppure al fatto che Lucca è  senza controllo perché con l’ organico attuale  i Vigili Urbani sono scesi a 75 unità che sono sicuramente insufficienti e che non possono così  contrastare i parcheggi selvaggi sugli spalti o davanti alle porte, figuriamoci poi se possono soddisfare le richieste di intervento.
Quest’  anno l’  ordinanza antimovida non  ci sarà e figuriamoci cosa succederà  con un organico che non consentirà nemmeno la presenza di una pattuglia durante le ore notturne. Per Panchieri questi non sono problemi? Se si rende conto che lo sono noi potremmo aiutarlo in questo senso,  in al caso richiederà  l’  intervento degli Assessori anche se non riguardano i commercianti ma soltanto i “semplici” cittadini ?
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movida a Cagliari comune a rischio maxi risarcimento

Movida e baccano notturno a Cagliari: Comune rischia maxi-risarcimento - Casteddu On line

Baccano tra Marina e Stampace. Ora il Comune di Cagliari rischia il maxi-risarcimento. L’allarme al Comune dopo una sentenza del Tribunale di Brescia che ha fatto scattare per l’amministrazione comunale della città lombarda una sanzione da 50 mila euro dopo una denuncia da parte di due coniugi avviliti dopo anni di baccano notturno a causa della movida.
E ora potrebbe toccare a Cagliari. Perché anche in città c’è stato un pronunciamento: il Comune di Cagliari  è già stato condannato in primo grado nel 2014 per inquinamento acustico e ambientale e il secondo grado potrebbe confermare la sentenza, anche sulla scia di quanto accaduto a Brescia.
Il caso è stato sollevato in aula da due interrogazioni dei consiglieri cagliaritani del Movimento 5 Stelle Maria Antonietta Martinez e Pino Calledda. La Martinez mette a fuoco il giallo del Piano  acustico comunale in vigore dal maggio 2016, ma ami applicato. E l’inquinamento acustico sarebbe una diretta conseguenza della mancata applicazione del piano. E c’è poi il giallo del piano di Risanamento acustico. I documenti sono stati consegnati dalla società Vdp di Roma a giugno e i contenuti generali sono stati presentati solo alla commissione Urbanistica ad agosto e la settimana scorsa. Ma le carte sono ancora un mistero. “Il Comune di Cagliari potrebbe essere condannato da un Tribunale a risarcire economicamente i cittadini che abbiano fatto ricorso”, accusa la Martinez, “e questo potrebbe pesare sulle casse pubbliche comunali, considerato che sono centinaia in città le famiglie che subiscono i danni e la violenza dell’inquinamento acustico, come ampiamente provato da piano acustico comunale che ha certificato condizioni di criticità in altri 7 quartieri (Is Mirrionis-Santa Gilla-Cep, Quartiere Europeo e Genneruxi) oltre a quelli di Marina  Stampace.
Martinez chiede l’applicazione del piano acustico comunale e chiede all’amministrazione di svelare i piani di risanamento acustico di Marina e Stampace mai portati in consiglio comunale “a 5 mesi dalla consegna nonostante i 5 mesi assegnati alla società per la redazione”.
Ultima modifica: 27 novembre 2017

mercoledì 11 aprile 2018

parcheggi a pagamento


Siamo rimasti stupiti nell’  apprendere che Metro incassa un milione e seicentomila euro all’ anno per i parcheggi.
Alla luce di questi dati ben si capisce perché  Lucca è la città più  inquinata della Toscana. Per incassare tutti questi soldi ci vogliono milioni di autoveicoli e quindi non c’è  da stupirsi se, quando cala il vento, il PM 10 schizza sempre alle stelle trasformando il centro in una camera a gas.
Finora si affermava che il Cento Storico si stava trasformando in una grande “mangiatoia ”,   mentre non ci eravamo accorti che era già diventato un grande parcheggio .
Siccome il Centro Storico di Lucca non si può  ridurre alla misera destinazione di mangiatoria e parcheggio, logica vorrebbe che la ZTL  venisse ampliata, destinando ai residenti gli stalli di Corso Garibaldi, Piazza S.Maria e Via Elisa.
Una maggiore disponibilità di stalli gialli aumenterebbe   la vivibilità  del Centro Storico, ridurrebbe  di poco il numero degli stalli a pagamento, darebbe un grosso beneficio all’  inquinamento atmosferico, manterrebbe comunque un elevato accesso di veicoli a motore e quindi gli attuali incassi stratosferici per il Comune.
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moratoria Pistoia. a Lucca quando?


Finalmente si è  sciolto uno dei nodi che hanno tenuto imbrigliata la famosa moratoria di ristoranti e locali pubblici in Centro Storico durante gli ultimi mesi
Finalmente qualcuno si è  preoccupato di chiedere al Soprintendente quando avrebbe mandato  il suo parere per la tutela del Centro Storico e lui, dopo aver precisato, come del resto noi sosteniamo da sempre, che questo atto non era  autorizzativo, ha confermato che lo avrebbe trasmesso nel corso della settimana. Adesso resta il nodo della Giunta Regionale la cui necessità, continuiamo ad affermare  che   non ci è  chiara.
Vero è che un atto di questo tipo richiede una base di appoggio a prova di ricorsi al Tar però  è altrettanto vero che l’  Ascom di Lucca è a favore di questo provvedimento e quindi non rappresenta un pericolo in tal senso, inoltre è altrettanto vero che la Legge Minniti offre basi “  antiricorsi al Tar”  ben più solide di un parere del Soprintendente e, visto gli atti di vandalismo e violenze accadute nel centro storico durante gli ultimi anni, la difendibilità  del provvedimento è  più  che facilmente giustificabile sotto questo profilo.
Il problema che resta è quello della tempistica. Anche ammesso che il Soprintendente rispetti quanto promesso, il Comune aspetta l’  audizione in Giunta Regionale, dopodichè  il tutto deve passare dal Consiglio Comunale. Si parla di mesi e mesi. Periodo in cui i locali continueranno ad aprire e quindi la moratoria diventa paragonabile a chiudere il recinto dopo che i buoi sono scappati.
A Pistoia stanno facendo un operazione ben più  importante ed articolata della semplice “  moratoria lucchese” e al fine di evitare “l’  attacco alla diligenza”  hanno vietato al Suap di valutare ulteriori richieste di aperture.  Tutto resta bloccato fino a che il Consiglio non si è  espresso in merito (Ordinanza 113 del 6 Febbraio 2018 pag 6 punto 1)
Perché  a Lucca non si può  fare lo stesso?

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